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La panchina di Lopez traballa

di Roberto Muretto
La panchina di Lopez traballa

Vertice a Milano tra il presidente del Cagliari Giulini e il ds Carli, in forse il futuro del tecnico

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INVIATO A GENOVA. La panchina di Diego Lopez è legata ad un filo. Traballa come se fosse colpita da una violenta scossa di terremoto. La pesante sconfitta con la Sampdoria, arrivata dopo una prestazione a dir poco negativa, potrebbe indurre la società a drastici provvedimenti. Oggi è previsto un vertice a Milano tra il presidente Giulini, il vice Filucchi e il direttore sportivo Carli. All’ordine del giorno la conferma o l’esonero del tecnico uruguaiano. Una scelta difficile, da prendere dopo una riflessione a trecentosessanta gradi. Il momento è troppo delicato per sbagliare. In ballo c’è la permanenza in serie A, un patrimonio da difendere cone le unghie e con i denti. Perderlo avrebbe conseguenze devastanti sul club, impegnato in progetti importantissimi, tra i quali la costruzione del nuovo stadio. Bene ha fatto il presidente a prendersi una nottata per pensarci, agire di “pancia” sarebbe stato un autogol. Oggi avrà le idee più chiare.

Sostituti. Sono circolati tanti nomi ieri pomeriggio. Tra Beretta (in partenza per dirigere il settore giovanile del Milan), a una soluzione interna con Daniele Conti e Melis. C’è addirittura chi ha scomodato Cesare Prandelli. In realtà al momento sono tutte voci che non trovano conferme. Può darsi che Giulini e Carli ieri abbiamo contattato qualcuno (magari che non è nella lista dei papabili), ma di concreto c’è solo una cosa: la scelta verrà fatta oggi e potrebbe essere quella di andare ancora avanti col tecnico di Montevideo. Una cosa si è capita: è da escludere a priori il ritorno di Massimo Rastelli.

Lopez. «Così non si può andare avanti». Sono state le prime parole del mister in sala stampa. Arrivato dopo oltre un’ora dal termine della partita e pare dopo aver parlato con il ds Carli e col vice presidente Filucchi, il timoniere del Cagliari ha fatto fatica a mostrare di essere calmo. «Il nostro primo tempo è stato bruttissimo. Avete ragione, inguardabile. Abbiamo commesso tanti errori, non siamo stati capaci di fare praticamente nulla di quanto avevamo preparato. È vero che nella ripresa c’è stata la reazione ma non conta nulla, perchè la gara l’abbiamo compromessa nella prima parte».

Responsabilità. «Mi sembra scontato .- aggiunge - che sono io il primo ad avere colpe. Se la squadra non riesce a mettere sul campo cattiveria e determinazione, dipende da me, inutile stare a girarci attorno. Faccio fatica ad analizzare una prestazione così negativa. Sono dispiaciuto, amareggiato, preoccupato. Dobbiamo solo stare zitti e chiedere scusa ai tifosi. Li stiamo facendo soffrire. Dobbiamo rimboccarci le maniche, avere la forza di reagire a partire dalla prossima partita. Ormai non c’è più tempo, mancano solo tre partite, bisogna sbloccarsi». Parole chiare, che tagliano la testa al toro. Sarebbe sbagliato arrampicarsi sugli specchi e cercare sucsanti. Quando la posta in palio è importantissima, devi tirare fuori il carattere, dare il duecento per cento. Non è stato così.

Esonero. L’allenatore del Cagliari non risponde in modo diretto alla damanda. «Noi allenatori siamo sempre in discussione - rimarca Diego Lopez -. Con la socirtà abbiamo parlato e deciso che tutti i permessi sono revocati. Stasera tutti i giocatori rientrano in Sardegna. Ritiro? Non lo so, deve decidere il club». Si insiste sulla sua posizione. «È una domanda che non dovete fare a me - ribadisce con calma Lopez -, la decisione la prende la società. Al momento sono qui».

Futuro. Sicuramente è stata una notte tormentata per il tecnico rossoblù. Nessuno si aspettava un Cagliari così in difficoltà a tre giornate dalla fine. Una situazione complessa, con un calendario che non fa sconti. «Noi dobbiamo solo pensare alla Roma ed essere fiduciosi - conclude Diego Lopez -. Abbiamo dimostrato altre vote di avere la forza per tirarci fuori dai guai. Dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo ed essere positivi. Ma soprattutto non fare più prestazioni così brutte. I nostri tifosi non se le meritano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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