La Nuova Sardegna

Sport

Avanti con Diego Lopez sino alla fine

di Roberto Muretto
Avanti con Diego Lopez sino alla fine

Il presidente del Cagliari Giulini, dopo una giornata di riflessione, ha deciso di confermare la fiducia all’allenatore

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A GENOVA. Diego Lopez resta sulla panchina del Cagliari. Il presidente Tommaso Giulini si è preso un giorno per riflettere, si è confrontato con i suoi più stretti collaboratori (in particolare il ds Marcello Carli), e nel pomeriggio di ieri ha partorito una decisione che dopo la pesante sconfitta con la Sampdoria era tutt’altro che scontata. Avanti sino alla fine col tecnico di Montevideo, chiamato a dare una scossa a una squadra che al “Ferraris” ha mandato segnali preoccupanti. Lopez ha trascorso la giornata in attesa della telefonata per conoscere il suo destino. Sapeva che poteva essergli dato il benservito, ma quando ha avuto la notizia che la fiducia gli era stata rinnovata, ha tirato un sospiro di sollievo. Il tecnico è convinto che il traguardo è raggiungibile. Ma per riuscirci la rotta va invertita.

Tentazione. Quella di cambiare la guida tecnica è stata fortissima. Si è ragionato sulle possibili soluzioni. Scartato il ritorno di Massimo Rastelli, si è pensato a Mario Beretta (responsabile del settore giovanile, dal primo luglio sarà un tesserato del Milan) e a Nicola Legrottaglie, sotto contratto col Cagliari. Sarebbe stato contattato anche Edy Reja ma avrebbe rifiutato. Alla fine la società ha preferito concludere la stagione con un tecnico che sicuramente conosce bene l’ambiente, l’unico, secondo Giulini, che può tirare fuori i rossoblù dai guai in cui si sono cacciati, disputando un girone di ritorno negativo.

L’allenatore. Non è un compito facile quello che attende Lopez. Non c’è dubbio che l’uruguaiano è una bandiera del Cagliari, ma i risultati sono contro di lui e i tifosi a quelli guardano. Dovrà lavorare non solo sulla tattica ma soprattutto sulla testa dei giocatori. È scontato che oggi ci sarà un confronto schietto nel chiuso dello spogliatoio. Da capire perchè una squadra che ha bisogno come il pane di fare punti, vada in campo svagata, senza le giuste motivazioni, senza quella cattiveria agonistica che deve distinguere chi ha quasi l’acqua alla gola. Ma c’è di più: infortuni e squalifiche costringeranno il mister a cambiare la formazione e forse anche il modulo tattico. Problemi in più da risolvere di cui, in questo momento, avrebbe fatto molto volentieri a meno.

Spiegazioni. Nessun commento ufficiale da parte della società. L’idea è quella di convocare una conferenza stampa per oggi o domani. A presentarsi davanti ai media dovrebbe essere il direttore sportivo Carli. Il suo sistema nervoso è stato messo a dura prova domenica pomeriggio. A meno che il presidente Giulini non cambi idea e decida di raccontare lui stesso come si è arrivati alla decisione di confermare la fiducia a Diego Lopez.

Ritiro. Per ora non è stato deciso quando partirà. Può darsi già da oggi, anche se è più probabile che la squadra vada in “clausura” da domani. In questo momento è fondamentale isolarsi, essere concentrati solo sulla prossima partita. Il tempo dei calcoli è finito. E poco conta che il prossimo avversario si chiama Roma. Il Cagliari deve fare punti (almeno quattro) per mettersi al sicuro. I giocatori devono, a loro volta, riflettere, essere consapevoli che la serie A è un patrimonio che la Sardegna non si può permettere di perdere. Sarebbe la seconda retrocessione in quattro anni per la gestione Giulini. Un colpo bruttissimo per un presidente che ha ambizioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative