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Froome e Dumoulin i rivali di Fabiolous

Froome e Dumoulin i rivali di Fabiolous

Ma puntano a salire sul podio anche Pinot, Chaves e Lopez

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ROMA. Il 101° Giro d'Italia proporrà, fin dai primi metri, il testa a testa fra l'olandese Tom Dumoulin, campione in carica, e l'inglese Chris Froome, dominatore di quattro Tour de France (2013, 2015, 2016 e 2017). La principale incognita, in una corsa imperniata mai come quest'anno sulle grandi salite, è rappresentata da uno scalatore come Fabio Abu che, assieme ai colombiani Miguel Angel Lopez ed Esteban Chaves, avrà il compito di scompaginare i piani dei due big.

Chris Froome (Inghilterra, Team Sky): nei suoi primi otto anni (5 vittorie al Tour), il Team Sky ha conquistato il podio finale una sola volta al Giro grazie a Urán, secondo nel 2013, alle spalle di Nibali. Lo squadrone britannico questa volta si gioca tutto con Froome, che cerca la tripla corona, dopo avere vinto anche la Vuelta dell'anno scorso. Nessuno ha mai vinto il Tour, la Vuelta e il Giro di fila in un anno fin dai tempi di Hinault, 35 anni fa. Sul keniano bianco, però, pesa come un macigno la positività al salbutamolo (un broncodilatatore) proprio nella corsa a tappe spagnola, il 7 settembre 2017, al termine della 18/a tappa, da Suances a Santo Toribio da Liebana. L'Uci non ha sospeso Froome in ragione della natura della sostanza incriminata, un farmaco antiasmatico che il corridore assume da anni. Tuttavia, in caso di squalifica, la Vuelta andrebbe a Nibali, secondo sul podio di Madrid.

Tom Dumoulin (Olanda-Sunweb): grazie alla partenza dall'Olanda, la sua terra, nel 2016 Dumoulin ha scoperto il Giro e si è innamorato della maglia rosa, che quell'anno indossò per sei giorni. L'anno scorso è tornato per vincerlo e c'è riuscito alla grande, diventando il primo olandese della storia.

Esteban Chaves (Colombia-Mitchelton Scott): è reduce da un 2017 da dimenticare, condizionato da tendiniti e segnato da un grave lutto familiare. Ripartirà dal secondo posto al Giro 2016, quando Nibali gli scippò la maglia rosa a pochi chilometri dall'epilogo. Il percorso sulla carta gli si addice.

Thibaut Pinot (Francia-Groupama Fdj): quarto l'anno scorso, è giù in forma smagliante, come conferma la recente vittoria al Tour of the Alps. Il francese si è allenato nello sci di fondo e ha alleggerito il programma di gare nella prima parte della stagione, in modo da essere al top della condizione per i grandi giri. È affascinato dallo Zoncolan.

Miguel Angel Lopez (Colombia-Astana): è la variante su cui puntare. Chi lo ha visto provare la salita dello Zoncolan è rimasto impressionato. A 24 anni è stato il terzo colombiano a vincere il Tour de l'Avenir. Unico neo: ha completato solo una gara di tre settimane, la Vuelta 2017, chiudendo ottavo ma con due vittorie di tappa. Se riuscirà a gestire la forma al Giro diventa un bruttissimo cliente per tutti.

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