«Siamo sotto shock e tutti sotto esame»
di Mario Frongia
Il ds Carli alza la voce: «Credo nella salvezza, reagiamo»
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CAGLIARI. «L'ho detto ai ragazzi: la prestazione contro la Sampdoria ci ha scioccato. Ora servono undici matti che contro la Roma facciano una follia». Un treno merci in corsa, con l'accento toscano, i pugni che vanno a più riprese sul tavolo, lo sguardo diretto. Marcello Carli, punto e a capo. Il direttore sportivo del Cagliari ci mette la faccia. Solo a conferenza finita appare il direttore generale Mario Passetti. Il ds accelera: «Mi piace la verità, anche quando è scomoda. Sulla questione allenatore sono uscite voci non vere. La società è arrabbiata e delusa ma non è confusa, col presidente abbiamo riflettuto a lungo e deciso che si va avanti col mister. Noi tutti ci prendiamo le nostre responsabilità».
Carli non molla: «Lopez ha la forza per provarci fino in fondo. Problemi vecchi? Carte alla mano sono stati fatti investimenti ingenti e alcuni fatti, come la sospensione di Joao Pedro, sono stati pesanti. Ma i processi li faremo a fine stagione. Ora serve l'orgoglio dei ragazzi e del mister, persona adatta per salvarci. Sono stati fatti degli errori, la linea può anche essere criticata ma qui nessuno scappa».
I temi non mancano: dalla rosa corta. al gioco che dai numeri (tiri in porta, passaggi a buon fine, possesso palla eccetera) non è mai decollato. Ma le criticità non possono ricadere sull'ex dg dell'Empoli. Che precisa: «È come se fossi qui da quindici anni, da tre giorni non dormo, credo in questa salvezza. Tornando indietro dico che verrei qui comunque: la società ha futuro, vuole crescere, è ambiziosa. Il presidente sa che prima dobbiamo conoscerci, poi firmiamo per un anno. E tra un mese parleremo di che cosa è successo».
Si torna sul momento no: «Ai ragazzi ho detto che sembrano senz'anima. Serve altro per riconquistare tifosi e salvezza. Come se ne esce? Con l'orgoglio: dobbiamo rompere le scatole alla Roma per 90'. Un appello ai tifosi? No. Loro sono lì che ci aspettano. Alla tifoseria dopo Genova va chiesto scusa, adesso dobbiamo dare tutto per emozionarli e accontentarli».
Manovra, gambe, testa: in quale imbuto il Cagliari sta peggio? Carli precisa: «Il ko con la Samp è stato troppo deludente, ci ha messo in una situazione in cui non pensavamo di trovarci. Quando sono arrivato ho trovato una squadra a pezzi ma i quattro punti con Udinese, in rimonta, e Bologna sono stati importanti. Ora il destino dipende da noi, sappiamo che abbiamo un calendario difficile. Però, quando si tocca il fondo o ci si rialza o si affonda: dobbiamo portare la nave in porto".
E la mancanza di personalità? Ii direttore sportivo va dritto per la sua strada: «La squadra ha dimostrato di esser fragile, dicono che retrocederemo, dobbiamo far sì che non accada. Le espulsioni di Cigarini e Castan? Chi sbaglia paga, abbiamo un regolamento. Ma i ragazzi li difendo, il gruppo è integro».
La squadra, da ieri in ritiro fino a domenica, dà segni di debolezza psicologica. Carli annuisce: «Con la Sampdoria ho visto errori troppo grossolani. In questi casi c'è di mezzo la tenuta mentale».
Carli non molla: «Lopez ha la forza per provarci fino in fondo. Problemi vecchi? Carte alla mano sono stati fatti investimenti ingenti e alcuni fatti, come la sospensione di Joao Pedro, sono stati pesanti. Ma i processi li faremo a fine stagione. Ora serve l'orgoglio dei ragazzi e del mister, persona adatta per salvarci. Sono stati fatti degli errori, la linea può anche essere criticata ma qui nessuno scappa».
I temi non mancano: dalla rosa corta. al gioco che dai numeri (tiri in porta, passaggi a buon fine, possesso palla eccetera) non è mai decollato. Ma le criticità non possono ricadere sull'ex dg dell'Empoli. Che precisa: «È come se fossi qui da quindici anni, da tre giorni non dormo, credo in questa salvezza. Tornando indietro dico che verrei qui comunque: la società ha futuro, vuole crescere, è ambiziosa. Il presidente sa che prima dobbiamo conoscerci, poi firmiamo per un anno. E tra un mese parleremo di che cosa è successo».
Si torna sul momento no: «Ai ragazzi ho detto che sembrano senz'anima. Serve altro per riconquistare tifosi e salvezza. Come se ne esce? Con l'orgoglio: dobbiamo rompere le scatole alla Roma per 90'. Un appello ai tifosi? No. Loro sono lì che ci aspettano. Alla tifoseria dopo Genova va chiesto scusa, adesso dobbiamo dare tutto per emozionarli e accontentarli».
Manovra, gambe, testa: in quale imbuto il Cagliari sta peggio? Carli precisa: «Il ko con la Samp è stato troppo deludente, ci ha messo in una situazione in cui non pensavamo di trovarci. Quando sono arrivato ho trovato una squadra a pezzi ma i quattro punti con Udinese, in rimonta, e Bologna sono stati importanti. Ora il destino dipende da noi, sappiamo che abbiamo un calendario difficile. Però, quando si tocca il fondo o ci si rialza o si affonda: dobbiamo portare la nave in porto".
E la mancanza di personalità? Ii direttore sportivo va dritto per la sua strada: «La squadra ha dimostrato di esser fragile, dicono che retrocederemo, dobbiamo far sì che non accada. Le espulsioni di Cigarini e Castan? Chi sbaglia paga, abbiamo un regolamento. Ma i ragazzi li difendo, il gruppo è integro».
La squadra, da ieri in ritiro fino a domenica, dà segni di debolezza psicologica. Carli annuisce: «Con la Sampdoria ho visto errori troppo grossolani. In questi casi c'è di mezzo la tenuta mentale».
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