Per il Cagliari è il momento del cuore
di Mario Frongia
La delicatissima sfida contro la Roma rappresenta un appuntamento cruciale per la stagione dei rossoblù di Lopez
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CAGLIARI. Con il cuore verso l’obiettivo. "Un Cagliari senza alibi", come ha detto il direttore sportivo Marcello Carli, capace di guastare la serata alla Roma. Il momento da guerrieri, pronti a dare l’impossibile, è giunto. Da Padoin e soci ci si aspetta un segnale preciso. Di vigore, tecnico e tattico. Ma soprattutto, di animo e attaccamento. Se, dopo aver fallito match ball in serie (Sassuolo, Verona, Bologna, Genoa, Samp), ci si ritrova con la B che incombe il tempo delle scorciatoie è finito. Certo, le parole di spirito di gruppo, professionalità e rinnovata energia, sono state spese più volte negli ultimi tre mesi. Con effetti modesti. E se ci si è cullati sui 5 punti di vantaggio (il Chievo terzultimo è a -2 dai rossoblù), l’errore è macroscopico e sciagurato. Ma ora è inutile recriminare. Contro la Roma, in grande spolvero e a un soffio dall’ennesima remuntada continentale, servono i fatti. Lo ha detto il club, per bocca di Carli. Lo urlano i tifosi, impauriti nel profondo da un’involuzione difficile da immaginare.
Tifo sincero. La sfida alla Roma, dunque, come focus. Comunque la si giri, una gara ad alzo zero. E non solo per il divario tecnico. Nainggolan&Co vengono dal 4-2 al Liverpool, sono tra le quattro migliori squadre d’Europa, hanno eliminato il Barcellona di Messi. Un gruppo tosto, quello di Eusebio Di Francesco. Con 70 punti, alla pari dei cugini della Lazio (domenica all’Olimpico contro l’Atalanta), i giallorossi sono terzi in classifica. L’Inter (in campo a Udine) segue a 66. In breve, per ora nessuno pare voglia “scostarsi”. Anche per questo è meglio presentarsi alla Sardegna Arena con dosi industriali di pazienza: il Cagliari andrà sostenuto dal 1’ come non mai in stagione. La posta è troppo delicata per rimuginare su rosa corta e inadeguata, gioco che non produce tiri, attacco sterile, poca personalità. Cragno e compagni necessitano di un incoraggiamento speciale e duraturo.
Assetto&infortuni. Lopez - senza Castan e Cigarini squalificati, Miangue e Pisacane infortunati, Joao Pedro sospeso per doping - ritrova in gruppo Dessena e potrebbe recuperare last minute Romagna. Comunque la si giri, la coperta rimane corta. Da qui, l’idea di un passo all’indietro con il 4-3-1-2 di celliniana memoria. Le assenze potrebbero determinare Ceppitelli e Andreolli centrali, Faragò e Padoin terzini, mediana con Barella in regia, Ionita e Lykogiannis mezze ali, Farias trequartista, Marco Sau al fianco di Pavoletti. Ma al di là del modulo, quel che può fare la differenza è la voglia di non mollare. Il team sconclusionato, vuoto di forza e idee visto a Marassi in balia della Sampdoria, non può essere il Cagliari che chiude il campionato. Dignità e amore per la maglia sono gli ingredienti adatti per una partita che ne vale dieci.
Dal campo. Dessena parzialmente in gruppo, differenziato per Pisacane, Romagna e Miangue, oltre a Castan e Cigarini squalificati: Lopez fa i conti con la difesa, mediana e modulo da reinventare. Ieri, lavoro per reparti, partita tattica e su campo ridotto. Intanto, il gruppo festeggia Andrea Cossu: il fantasista ha compiuto 38 anni.
Gli arbitri. Di Bello (Brindisi) dirige Cagliari-Roma assistito da Lo Cicero (Brescia) e La Rocca (Ercolano). Quarto ufficiale Chiffi (Padova) addetti al Var Tagliavento (Terni) e Tegoni (Milano).
Tifo sincero. La sfida alla Roma, dunque, come focus. Comunque la si giri, una gara ad alzo zero. E non solo per il divario tecnico. Nainggolan&Co vengono dal 4-2 al Liverpool, sono tra le quattro migliori squadre d’Europa, hanno eliminato il Barcellona di Messi. Un gruppo tosto, quello di Eusebio Di Francesco. Con 70 punti, alla pari dei cugini della Lazio (domenica all’Olimpico contro l’Atalanta), i giallorossi sono terzi in classifica. L’Inter (in campo a Udine) segue a 66. In breve, per ora nessuno pare voglia “scostarsi”. Anche per questo è meglio presentarsi alla Sardegna Arena con dosi industriali di pazienza: il Cagliari andrà sostenuto dal 1’ come non mai in stagione. La posta è troppo delicata per rimuginare su rosa corta e inadeguata, gioco che non produce tiri, attacco sterile, poca personalità. Cragno e compagni necessitano di un incoraggiamento speciale e duraturo.
Assetto&infortuni. Lopez - senza Castan e Cigarini squalificati, Miangue e Pisacane infortunati, Joao Pedro sospeso per doping - ritrova in gruppo Dessena e potrebbe recuperare last minute Romagna. Comunque la si giri, la coperta rimane corta. Da qui, l’idea di un passo all’indietro con il 4-3-1-2 di celliniana memoria. Le assenze potrebbero determinare Ceppitelli e Andreolli centrali, Faragò e Padoin terzini, mediana con Barella in regia, Ionita e Lykogiannis mezze ali, Farias trequartista, Marco Sau al fianco di Pavoletti. Ma al di là del modulo, quel che può fare la differenza è la voglia di non mollare. Il team sconclusionato, vuoto di forza e idee visto a Marassi in balia della Sampdoria, non può essere il Cagliari che chiude il campionato. Dignità e amore per la maglia sono gli ingredienti adatti per una partita che ne vale dieci.
Dal campo. Dessena parzialmente in gruppo, differenziato per Pisacane, Romagna e Miangue, oltre a Castan e Cigarini squalificati: Lopez fa i conti con la difesa, mediana e modulo da reinventare. Ieri, lavoro per reparti, partita tattica e su campo ridotto. Intanto, il gruppo festeggia Andrea Cossu: il fantasista ha compiuto 38 anni.
Gli arbitri. Di Bello (Brindisi) dirige Cagliari-Roma assistito da Lo Cicero (Brescia) e La Rocca (Ercolano). Quarto ufficiale Chiffi (Padova) addetti al Var Tagliavento (Terni) e Tegoni (Milano).
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