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All’Olbia non riesce il salto di qualità Marino non nasconde la delusione

All’Olbia non riesce il salto di qualità Marino non nasconde la delusione

OLBIA. Niente da fare. I playoff restano un bel sogno, l’Olbia si risveglia con una tranquilla salvezza in dote. Dopo il 3-0 subito al Brianteo contro un Monza tonico e pronto ad iniziare la corsa...

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OLBIA. Niente da fare. I playoff restano un bel sogno, l’Olbia si risveglia con una tranquilla salvezza in dote. Dopo il 3-0 subito al Brianteo contro un Monza tonico e pronto ad iniziare la corsa della post season, l’Olbia può solo prendere atto del fatto che questa squadra non era pronta per raggiungere il secondo obiettivo, quello più ambizioso, di una stagione comunque positiva. Alzare l’asticella non è stato sufficiente per superarla. Lo dimostra il fatto che dopo la vittoria dal sapore di impresa contro il Livorno, che sancì la salvezza matematica, l’Olbia ha conquistato un solo punto in cinque partite: con il pareggio casalingo contro il fanalino di coda Prato. Intanto si registra il primo addio. Paolo Dametto, il difensore e una delle colonne degli ultimi campionati in maglia bianca, ha annunciato sul suo profilo Facebook la conclusione dell’avventura con la maglia dell’Olbia, dopo 77 presenze e due gol. I numeri della squadra in campionato, comunque, non mentono e prenderne atto costituisce esercizio di onestà e realismo. Quello che ha dimostrato Pierluigi Carta, direttore sportivo dell’Olbia, al termine della partita col Monza. «I playoff sarebbero stati il giusto premio, c'era la volontà di tutti ma non siamo riusciti nel nostro intento». Non è persona abituata ad usare giri di parole il direttore sportivo dei bianchi e così, nelle plance del Brianteo, ha commentato con una punta di amarezza la sconfitta ad opera del Monza, che ha chiuso il campionato di un'Olbia non abbastanza brava a centrare quell'obiettivo che, cammin facendo e prima della flessione dell'ultimo mese, aveva dimostrato di meritare ampiamente. «Siamo venuti a giocare qui a Monza credendo fortemente di potercela fare – ha spiegato Carta –. Ma il finale del nostro campionato non ha rispecchiato la storia della stagione e i valori che questa squadra ha saputo esprimere nel corso del torneo. Il motivo? È evidente che ci sia mancato lo spessore caratteriale per alzare l'asticella. C'era la volontà, ma non è arrivato il risultato. E per questo ci mettiamo tutti in discussione, io per primo». Frasi inevitabili o si attendono ore dense di dubbi per il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino? La società è giustamente amareggiata per questo finale di stagione, anche perché proprio il presidente aveva dimostrato di credere fino in fondo nei playoff. Oggi Marino sarà impegnato in una riunione della Lega di serie C per discutere di riforma dei campionati. La certezza è che l’Olbia l’anno prossimo sarà ai nastri di partenza per il suo terzo campionato in serie C. Con Bernardo Mereu ancora al timone della prima squadra? Questo sarà sicuramente il primo nodo da sciogliere, con un allenatore che ha comunque dalla sua parte due salvezze consecutive. (gd.m.)

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