DIE MALA PER NOI POVERI TIFOSI
Antonio Ledà
Die mala per sa Sardigna. Segnamoci questa data perchè il 6 maggio passerà alla storia sportiva dell’isola come il giorno del disastro. Nella stessa domenica Cagliari e Dinamo smarriscono le certezze...
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Die mala per sa Sardigna. Segnamoci questa data perchè il 6 maggio passerà alla storia sportiva dell’isola come il giorno del disastro. Nella stessa domenica Cagliari e Dinamo smarriscono le certezze che avevano cullato, tra alti e bassi, per tutta la stagione. I rossoblù, se il campionato finisse oggi, sarebbero retrocessi. I biancocelesti, appena tre stagioni fa protagonisti di un triplete che ha fatto epoca, sono praticamente fuori dai playoff che assegneranno lo scudetto del basket. Entrambe le squadre hanno cambiato allenatore a metà stagione, hanno cercato soccorso nel mercato e hanno tentato, invano, la carta del ritiro e del silenzio stampa. Non è bastato e adesso cominceranno i processi. Inizierà lo scarica barile delle responsabilità, ci saranno i tifosi che mugugnano e il fuggi fuggi di chi può verso lidi più fortunati. La verità, sperando di essere smentiti già domenica prossima, è che le due squadre non erano attrezzate per affrontare la serie A del calcio e del basket. Si sono illuse e di fronte alle prime difficoltà sono entrate in crisi. Giulini è stato il primo a sostituire Rastelli con Lopez. Sardara ha difeso più a lungo Pasquini prima di affidare la squadra a Markovski. Il risultato è stato lo stesso e oggi, 6 maggio, l’isola si ritrova più povera e più bistrattata che mai. E’ vero parliamo di sport ma per noi tifosi è davvero die mala.
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