Il Cagliari dà tutto ma non basta
La Roma vince con un gol di Under. I rossoblù escono tra gli applausi ma ora sono terzultimi
CAGLIARI. La notizia non è la sconfitta con la Roma che fa precipitare il Cagliari all'inferno. Sono gli applausi di tutti i tifosi a fine partita. La squadra ieri ha dato tutto, non meritava di perdere. La sorte non ha sorriso ai colori rossoblù. I giocatori sono usciti in lacrime dalla "Sardegna Arena", ma questa volta non hanno nulla da rimproverarsi. Hanno giocato un'ottima partita, hanno tenuto testa ai giallorossi che si portano a casa i tre punti. Se una critica può essere mossa alla squadra sono gli errori davanti alla porta. Per tre volte sono state fallite occasioni macroscopiche. Troppi quando c'è in palio la "vita". Ora la situazione si complica. A due giornate dalla fine il Cagliari è retrocesso, ma se lo spirito sarà anche a Firenze e in casa con l'Atalanta quello visto ieri, non tutto è perduto. La speranza di evitare la seconda retrocessione in quattro anni deve restare viva.
Modulo. Lopez bleffa nella conferenza stampa della vigilia dicendo che non lo cambia. In realtà il Cagliari gioca con la difesa a quattro e con Ionita trequartista. Le novità nella formazione sono Faragò terzino destro, Deiola a centrocampo e Ionita alle spalle delle punte Farias e Pavoletti. Nella Roma Di Francesco conferma il tridente inserendo Gerson (quest'ultimo in fase di non possesso si abbassa sulla linea dei centrocampisti) e Under esterni, con Dzeko terminale offensivo. All'ultimo momento Manolas dà forfait, esordio in serie A per Capradossi.
In salita. Il Cagliari ha l'approccio giusto alla partita. Pressa alto, chiude tutte le linee di passaggio, è aggressivo. La Roma è sorpresa e fa un po' fatica a reagire. I rossoblù non sono fortunati, Under azzecca un rasoterra che si infila all'angolino opposto e porta avanti la Lupa. Il vantaggio dei giallorossi arriva nel momento in cui la squadra di Lopez ha il controllo della gara. Ma è proprio questa la differenza tra una formazione imbottita di campioni e un'altra con tanti "operai" del pallone in campo.
Coraggio. Il Cagliari ci mette il cuore, reagisce in modo veemente, gli manca il guizzo che consente di rimettere in piedi una partita complicatissima. La Roma si limita a controllare, aspettando il momento giusto per ripartire. I rossoblù creano un paio di situazioni favorevoli, ci provano anche da fuori area ma la sorte non sembra essere dalla loro parte. La buona volontà non basta, serve qualcosa in più.
Fiammata. E' un Cagliari feroce quello che torna in campo dagli spogliatoi. Per 4' la Roma viene chiusa nella propria area e per due volte i rossoblù sfiorano il gol del pari che a questo punto sarebbe meritato. Lo stadio non crede ai propri occhi quando Farias è solo davanti alla porta e incredibilmente si allunga il pallone. In partite così importanti errori di questo tipo pesano come un macigno. La Roma soffre contro un avversario che ha il coltello tra i denti, ci prova in tutti i modi, ma con scarsa fortuna, a non precipitare all'inferno.
Proteste. Lo stadio diventa una polveriera quando Farias cade in area dopo un contrasto con Florenzi, ma il romanista prende la palla e il Var conferma la decisione dell'arbitro. Lopez toglie Farias e fa entrare Sau, subito dopo tocca anch a Cossu che rileva Ionita. La palla buona capita a Sau, è solo davanti ad Alisson che gli ribatte la conclusione. Non è proprio giornata.
Assedio. Il finale è un assalto del Cagliari alla porta romanista, la palla non vuole proprio saperne di entrare. La carta della disperazione e Han che prende il posto di Padoin. L'assedio non produce il pareggio che sarebbe stato il risultato più giusto. I tifosi applaudono a fine partita. I giocatori stramazzano a terra per la delusione, ci scappa qualche lacrimuccia. Da ieri il Cagliari è all'inferno, uscine non sarà impresa facile.
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