«Il futuro dell’Olbia resterà legato al lancio dei giovani»
Serie C, il presidente Marino traccia il bilancio della stagione «Che cosa fare con mister Bernando Mereu? Devo riflettere»
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OLBIA. Il modello Olbia, tra presente e futuro. La presentazione del libro di Paolo Ghisoni “La giovane Italia. Gli under 19 in cui crediamo” è stata l’occasione nella quale il presidente Alessandro Marino ha tracciato un bilancio dopo l’ultima riunione di Lega serie C, aprendo una significativa parentesi sul futuro di Bernardo Mereu e della squadra. «Non ho ancora parlato con nessuno, in questo momento mi voglio concentrare sulla strategia della società – spiega il presidente dell’Olbia –. Non discuto delle singole situazioni, posso solo dire che abbiamo contratti pluriennali con giocatori come Ragatzu, Aresti e Ogunseye che vorremmo confermare. Per gli altri che non sono sotto contratto, avrò bisogno di tempo».
Il futuro del mister è strettamente legato agli obiettivi della società, nonostante la delusione per i mancati playoff, appena abbozzata, resti come un baco che può minare il sistema e la fiducia che lo regge. «Visti i risultati posso dire che questo dei playoff è il primo traguardo non raggiunto della mia carriera – sorride il presidente –. Alla fine il bilancio è comunque positivo, con il traguardo salvezza raggiunto attraverso la valorizzazione dei giovani. Abbiamo voglia di crescere, ma vorrei farlo insieme a soggetti che sposino questo progetto». La caccia agli sponsor resta aperta. In questo momento conta però la politica calcistica. Capire, soprattutto, se la serie C guardi a un modello che valorizzi i giovani, soprattutto con incentivi economici per le società, piuttosto che replicare una piccola serie B con società che puntano al salto di categoria con giocatori d’esperienza e incassi da stadio.
«La logica è quella di abbassare l’età degli under per i quali non ci sono limiti in lista verso l’età dei 19 anni, rispetto ai 21 e 22 anni attuali – sottolinea Marino –. Tuttavia l’assemblea di Lega ha mostrato una netta spaccatura tra una ventina di squadre che hanno una strategia simile a quella della serie B, rispetto alle squadre come l’Olbia che hanno come mission quella di formare e valorizzare i giocatori giovani. In questo senso certamente noi siamo aiutati dalla partnership con il Cagliari». La riforma federale, con l’opzione delle squadre B per le società di serie A e la politica dei giovani, possono indirizzare il futuro dell’Olbia. «Noi ora dipendiamo dagli incentivi federali legati alla valorizzazione dei giovani – conclude Marino -. Una società come la nostra non può sopravvivere con gli incassi derivanti dai biglietti o con l’aiuto degli sponsor”. Intanto ci sono i gioielli: il “Millennial” Biancu, uno dei 2000 più apprezzati del calcio italiano. Ma anche Pennington e Arras. Tutti e tre inclusi tra i talenti dell’almanacco “La Giovane Italia”.
Giandomenico Mele
Il futuro del mister è strettamente legato agli obiettivi della società, nonostante la delusione per i mancati playoff, appena abbozzata, resti come un baco che può minare il sistema e la fiducia che lo regge. «Visti i risultati posso dire che questo dei playoff è il primo traguardo non raggiunto della mia carriera – sorride il presidente –. Alla fine il bilancio è comunque positivo, con il traguardo salvezza raggiunto attraverso la valorizzazione dei giovani. Abbiamo voglia di crescere, ma vorrei farlo insieme a soggetti che sposino questo progetto». La caccia agli sponsor resta aperta. In questo momento conta però la politica calcistica. Capire, soprattutto, se la serie C guardi a un modello che valorizzi i giovani, soprattutto con incentivi economici per le società, piuttosto che replicare una piccola serie B con società che puntano al salto di categoria con giocatori d’esperienza e incassi da stadio.
«La logica è quella di abbassare l’età degli under per i quali non ci sono limiti in lista verso l’età dei 19 anni, rispetto ai 21 e 22 anni attuali – sottolinea Marino –. Tuttavia l’assemblea di Lega ha mostrato una netta spaccatura tra una ventina di squadre che hanno una strategia simile a quella della serie B, rispetto alle squadre come l’Olbia che hanno come mission quella di formare e valorizzare i giocatori giovani. In questo senso certamente noi siamo aiutati dalla partnership con il Cagliari». La riforma federale, con l’opzione delle squadre B per le società di serie A e la politica dei giovani, possono indirizzare il futuro dell’Olbia. «Noi ora dipendiamo dagli incentivi federali legati alla valorizzazione dei giovani – conclude Marino -. Una società come la nostra non può sopravvivere con gli incassi derivanti dai biglietti o con l’aiuto degli sponsor”. Intanto ci sono i gioielli: il “Millennial” Biancu, uno dei 2000 più apprezzati del calcio italiano. Ma anche Pennington e Arras. Tutti e tre inclusi tra i talenti dell’almanacco “La Giovane Italia”.
Giandomenico Mele
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