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Stagione finita, la Dinamo si ricostruisce

di Andrea Sini
Stagione finita, la Dinamo si ricostruisce

Il cambio di panchina e il nuovo assetto tecnico-societario sono la priorità del presidente Sardara, poi il mercato

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SASSARI. Vacanze anticipate per i giocatori, forse, e sicuramente per i tifosi. Ma non va in vacanza la società, per la quale si apre ufficialmente la parte più importante e delicata della stagione: quella della pianificazione e della costruzione. La Dinamo esce di scena anticipatamente, con l’inutile vittoria contro Pesaro nell’ultima gara della stagione regolare e la mancata qualificazione ai playoff per la differenza canestri nei confronti di Virtus Bologna e Cremona. In questi giorni si apriranno nuovi dibattiti sul “chi-come-cosa” degli errori commessi negli ultimi 12 mesi, ma intanto si può già iniziare a guardare avanti.

Con la struttura portante del roster 2018-’19 già in gran parte definita, in questa fase la priorità assoluta della società guidata da Stefano Sardara è definire i nuovi assetti tecnico-societari. La prima mossa sarà la nomina del coach: Zare Markovski – che ha guidato la squadra per 35 giorni, si è giocato le sue carte tutt’altro che male, ma per il futuro il club biancoblù guarda altrove. L’accordo con Vincenzo Esposito sarebbe già cosa fatta, ma intanto si sono aperte altre partite. Lo stesso Sardara si è reso conto che in società serve un’altra figura che copra il vuoto creatosi con la scelta di affidare il doppio ruolo coach-giemme a Federico Pasquini: una delle idee che gli sono balenate per la testa è quella di dare un ruolo (direttore sportivo?) proprio a Markovski. Ma il coach subentrante vedrebbe di buon occhio la presenza come dirigente di un collega che tra l’altro lo ha preceduto in quel ruolo? Questioni molto importanti, da definire al più presto. Dando per scontata – salvo terremoti dell’ultim’ora – la conferma di Pasquini nel ruolo di general manager, la Dinamo si appresta intanto a salutare Giacomo Baioni: il tecnico pesarese lascerà Sassari dopo due stagioni nelle quali ha ricoperto il ruolo di primo assistant coach. La sua destinazione è Venezia.

Solo dopo avere sistemato tutti questi tasselli, si aprirà la fase successiva, quella del mercato. Da questo punto di vista la certezza è che dopo quattro rivoluzioni consecutive, dall’anno pre-triplete in poi, stavolta il roster subirà pochi (anche se abbastanza importanti) ritocchi. La Dinamo è orientata per la formula 6+6, ma molto dipenderà anche dalle scelte legate alle coppe europee. L’esclusione ai playoff equivale alla mancata qualificazione ai tornei continentali, ma per la solidità del club e per il lavoro fatto in questi anni a livello internazionale la concessione di una wild card non dovrebbe essere un problema. Anche questa è una partita da giocare.

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