Lezione di “sassareseria” per la Torres
I rossoblù si godono il momento alternando il lavoro in campo con le uscite pubbliche. Ieri blitz alla Pinacoteca comunale
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SASSARI. La vittoria dei playoff di Eccellenza, le tribune piene dello stadio di Sorso e il ritrovato feeling tra la città e la sua squadra hanno riacceso i riflettori sul pianeta Torres. Così la squadra si prepara ad affrontare la fase finale della stagione (ci sono ancora da giocare i playoff nazionali che valgono la promozione in serie D) in un clima di serenità come non si respirava da tempo. La società sta “monetizzando” il momento con una serie di incontri più o meno istituzionali mentre Tortora e sui ragazzi hanno cominciato a realizzare solo adesso il valore dell’impresa portata a termine domenica scorsa a Sorso nella finalissima vinta contro l’Atletico Uri.
I rossoblù si stanno allenando con la costanza e la serietà di sempre e sono tutti disponibili per la gara del 20 con una sola eccezione: il portiere e capitano Tore Pinna dovrà accomodarsi in tribuna perchè fermato dal giudice sportivo per somma di ammonizioni. Gli farà compagnia mister Tortora, anche lui nella lista dei “cattivi”. Poco male perchè Selva e Antonio Sechi sono pronti a cogliere la loro grande occasione e il resto della squadra ha da spendere una carica agonistica e una convinzione mentale che in gare secche - anche con avversari di rango - possono fare la differenza.
Il campo, però, è ancora lontano e così squadra e società si godono anche un po’ di relax. Ieri qualcuno si è domandato che cosa ci facevano la Torres, con i suoi giocatori provenienti da tutta l’isola, dalla penisola e dall’estero, nella sala che ospita i ritratti dei Giudici di Torres, nel palazzo della a Pinacoteca nazionale di Sassari, in Piazza Santa Caterina. La risposta l’hanno data il presidente Salvatore Sechi e il direttore del museo Paolo Cau. «E’ stato un viaggio a ritroso per conoscere le origini della città e per capire l’evoluzione che questa ha avuto nel corso dei secoli, con le sue vicende di conflitti interni all’isola e di ricerca di autonomia – hanno spiegato – , con il suo percorso di crescita culturale e con le sue peculiarità date da storia, territorio e tessuto sociale.
Ad accompagnare i rossoblù in questo viaggio il direttore dell’Archivio comunale, mister Tortora e il dirigente Antonio Carboni. «La Torres è la squadra della città di Sassari – ha osservato Cao – ed è sempre vivissima nell’immaginario di questa comunità. Oggi abbiamo fatto conoscere ai giocatori un po’ di vicende del passato e anche qualche aneddoto relativo alle rivalità, un tempo solo politiche ed economiche, radicate e ben documentate, che hanno sempre caratterizzato la storia della Sardegna».
I rossoblù sono rimasti molto colpiti dalla bellezza del luogo e dalle opere custodite nella pinacoteca.
Una carrellata di volti solo di recente riportata all’attenzione grazie all’opera di Giannina Granara ed esposti nei locali che un tempo ospitavano il Convitto Nazionale Canopoleno e che dal 2001 sono diventati uno spazio espositivo aperto al pubblico.
I rossoblù si stanno allenando con la costanza e la serietà di sempre e sono tutti disponibili per la gara del 20 con una sola eccezione: il portiere e capitano Tore Pinna dovrà accomodarsi in tribuna perchè fermato dal giudice sportivo per somma di ammonizioni. Gli farà compagnia mister Tortora, anche lui nella lista dei “cattivi”. Poco male perchè Selva e Antonio Sechi sono pronti a cogliere la loro grande occasione e il resto della squadra ha da spendere una carica agonistica e una convinzione mentale che in gare secche - anche con avversari di rango - possono fare la differenza.
Il campo, però, è ancora lontano e così squadra e società si godono anche un po’ di relax. Ieri qualcuno si è domandato che cosa ci facevano la Torres, con i suoi giocatori provenienti da tutta l’isola, dalla penisola e dall’estero, nella sala che ospita i ritratti dei Giudici di Torres, nel palazzo della a Pinacoteca nazionale di Sassari, in Piazza Santa Caterina. La risposta l’hanno data il presidente Salvatore Sechi e il direttore del museo Paolo Cau. «E’ stato un viaggio a ritroso per conoscere le origini della città e per capire l’evoluzione che questa ha avuto nel corso dei secoli, con le sue vicende di conflitti interni all’isola e di ricerca di autonomia – hanno spiegato – , con il suo percorso di crescita culturale e con le sue peculiarità date da storia, territorio e tessuto sociale.
Ad accompagnare i rossoblù in questo viaggio il direttore dell’Archivio comunale, mister Tortora e il dirigente Antonio Carboni. «La Torres è la squadra della città di Sassari – ha osservato Cao – ed è sempre vivissima nell’immaginario di questa comunità. Oggi abbiamo fatto conoscere ai giocatori un po’ di vicende del passato e anche qualche aneddoto relativo alle rivalità, un tempo solo politiche ed economiche, radicate e ben documentate, che hanno sempre caratterizzato la storia della Sardegna».
I rossoblù sono rimasti molto colpiti dalla bellezza del luogo e dalle opere custodite nella pinacoteca.
Una carrellata di volti solo di recente riportata all’attenzione grazie all’opera di Giannina Granara ed esposti nei locali che un tempo ospitavano il Convitto Nazionale Canopoleno e che dal 2001 sono diventati uno spazio espositivo aperto al pubblico.
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