Lopez: «Vittoria che vale oro: i ragazzi meritano soltanto complimenti»
Il tecnico felice per la prestazione del Cagliari: «Abbiamo interpretato la partita in modo intelligente»
FIRENZE. «Dico subito che essere gli arbitri di noi stessi è fondamentale». Diego Lopez comincia con queste parole la conferenza stampa nella "pancia" dello stadio Franchi. Il tecnico del Cagliari è stanco, perché ha vissuto 97 minuti ad alta tensione. Ma è anche felice perchè la sua squadra ha dato risposte importanti sul campo e ottenuto una vittoria di platino. «Non era facile vincere a Firenze - aggiunge Diego Lopez -, loro erano motivati, oltre ad essere una squadra che ha tanta qualità davanti e in mezzo al campo. Noi siamo stati bravi a non farli giocare a centrocampo, a non concedere mai la profondità, conquistare palla ripartire in velocità. Non ricordo parate di rilievo fatte dal nostro portiere e non ricordo nemmeno situazioni pericolose vissute all’interno della nostra area. Sono tre punti che hanno un valore immenso».
Pioli si è lamentato per le troppe perdite di tempo da parte dei giocatori rossoblù, accusando l’arbitro di aver utilizzato poco i cartellini. Questa la risposta di Lopez: «Non commento mai i giudizi che danno i colleghi, ma credo che la nostra vittoria non possa essere messa in discussione. Poteva essere più larga se avessimo sfruttato le altre due occasioni importanti che abbiamo costruito. La squadra ha dato continuità alla prestazione con la Roma. In quella occasione di negativo c’è stato solo il risultato. Avevo detto che con prestazioni così non può sempre andare male, oggi ho avuto le risposte che volevo».
Il tecnico del Cagliari è contento e ringrazia i tifosi. «Ci hanno sostenuto dall’inizio alla fine. Erano in tanti e si sono fatti sentire. In questo successo c’è anche il loro zampino. Giusto a fine partita andare a ringraziarli per i sacrifici che fanno per starci vicino».
Il finale della gara non è stato bello. Si è scatenata una rissa che ha rischiato di degenerare. In una partita nella quale è stata ricordata a lungo la figura di Davide Astori, è una pagina da cancellare. «Inutile negarlo, non è stato bello. Io sono entrato in campo per calmare i miei giocatori, ho anche diviso i litiganti. Sono d’accordo, bisognava tenere i nervi saldi, ma qualche volta la tensione gioca dei brutti scherzi. In ogni caso è finito tutto dentro il campo, negli spogliatoi non è successo niente».
Lopez non può fare a meno di parlare di Astori. Lo fa commosso, quasi con le lacrime agli occhi. «Non conoscevo i genitori di Davide - racconta -, li ho visti la scorsa settimana a Cagliari quando sono venuti per seguire la gara con la Roma. È stato sufficiente per capire il motivo per cui Davide era un ragazzo d’oro, ha avuto insegnamenti importanti. Oggi lui ci ha guardati da lassù e forse ci ha anche dato una mano. Non lo so se è contento, dispiaciuto di sicuro no. Lui ha scritto pagine importanti della storia del Cagliari e anche della Fiorentina. Io al funerale non sono andato perchè non me la sono sentita, ero troppo legato a Davide. Ieri ho visto una sua foto, non ce l’ho fatta a trattenere le lacrime». Infine un accenno all’ultima giornata. «Saranno tutte partire regolari. Sia il Napoli che la Samp se la giocheranno. Conosco Sarri e Giampaolo, sono persone serie».
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