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«Domenica farò il tifo per il Cagliari»

di Roberto Muretto
«Domenica farò il tifo per il Cagliari»

Il doppio ex Rolando Bianchi non ha dubbi: «L’Atalanta è forte ma i rossoblù non falliranno davanti al proprio pubblico»

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CAGLIARI. Con l’Atalanta ha giocato quando era agli inizi della carriera, cominciando dalla Primavera. Col Cagliari una sola stagione (2004-05), timbrando 39 presenze, condite da quattro gol. Rolando Bianchi però non ha dubbi sulla sfida di domenica: «Spero che la squadra sarda resti in serie A. Il periodo trascorso in Sardegna è stato importante per la mia crescita come calciatore. Ho ricordi bellissimi, della gente e dei compagni di squadra».

Tra i quali c’era Diego Lopez, attuale tecnico della squadra rossoblù.

«Ricordo che in campo era determinato, cattivo al punto giusto, molto aggressivo. Allora non avrei mai pensato che avrebbe fatto l’allenatore. Una cosa la posso dire, Cagliari è nel suo cuore».

Come andrà domenica?

«Il Cagliari deve giocare per vincere. Guai ad andare in campo facendo calcoli, sarebbe una leggerezza imperdonabile. Ma conoscendo Diego Lopez questo non succederà».

L’Atalanta è un avversario difficile. Come si batte?

«È una domanda da un milione di dollari. La squadra di Gasperini ha tanta qualità e corre moltissimo. Non sarà semplic. Ho visto come i rossoblù hanno giocato a Firenze, se ripetono quella prestazione ce la fanno».

Oltre a Lopez, chi conosce del Cagliari?

«Padoin e Cigarini sono stati miei compagni di squadra a Bergamo. Giocatori esperti, che sanno come affrontare partite così delicate. Possono dare un contributo importante. È un po’ che non li sento ma non lo farò certo questa settimana. Magari li chiamerò se andrà tutto per ilo verso giusto per complimentarmi con loro».

Giocare in casa è un vantaggio in questi casi?

«Il fattore campo è sempre un’arma a doppio taglio. Credo che in questa occasione i tifosi possono dare una spinta decisiva. Quando sei in campo la concentrazione è ai massimi livelli, spesso non ti accorgi nemmeno di quello che fa il pubblico. Però sapere che è tutto dalla tua parte è un vantaggio sul piano psicologico».

Secondo lei il Cagliari poteva salvarsi prima?

«Onestamente pensavo che a questo punto della stagione fosse già al sicuro. La squadra ha avuto qualche problema nella parte finale del campionato e forse ha fatto fatica a calarsi nella mentalità di chi lotta per non retrocedere. Ma la risposta data domenica a Firenze fa essere ottimisti».

Lei è un bomber ed ha i titoli per giudicare un suo collega: Pavoletti domenica può essere decisivo?

«A Firenze lo è stato. È un giocatore che ha il gol nel sangue. Ha fatto fatica ad inserirsi nella parte iniziale della stagione. Quando è entrato nei meccanismi di gioco ha cominciato a segnare. Undici gol non sono pochi, soprattutto se sono quasi tutti decisivi. Nel gioco aereo è davvero formidabile».

Barella è l’oggetto del desiderio di molte squadre. Qual è il suo giudizio?

«Per avere vent’anni ha tanta personalità. Gioca senza timore ed ha margini di crescita. È chiaro che un giudizio più attendibile può essere dato quando andrà a giocare in una squadra importante. Sono convinto che farà una bella carriera perchè è un ragazzo che in campo dà tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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