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«È il ciclismo, la corsa non ti aspetta»

«È il ciclismo, la corsa non ti aspetta»

L’amarezza dello sconfitto e la fiducia di Froome, mentre Aru si mostra sereno

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GUALDO TADINO. «È il ciclismo: la corsa non aspetta nessuno». Nelle parole di Chris Froome, e dall'alto dei quattro Tour dominati dal 2013 all'anno scorso, c'è tutto il dramma di Esteban Chaves, sconfitto di giornata ed estromesso da ogni discorso legato alla possibile conquista di un posto sul podio di Roma al Giro d'Italia numero 101.

Il colombiano, in una sola tappa, da -32” dalla maglia rosa, si ritrova a -25'26”. Un tracollo fragoroso, con l'attenuante di una presunta crisi allergica, come riferito dal team Mitchelton-Scott. Sarà vero? In ogni caso, il vincitore sull'Etna adesso è fuori dai giochi. «È stata una giornata-no, può capitare in una corsa lunga. Oggi niente è andato per il verso giusto, tranne il fatto che continuiamo ad avere la maglia rosa. Sono molto provato, abbastanza distrutto, fisicamente e anche sul piano morale. Peccato davvero, ma è il ciclismo, è la vita. È stata una giornata da dimenticare per me. Non avevo più forze, adesso vedremo cos'è successo», le parole di Chaves, apparso meno distrutto di quanto si temesse sul traguardo di Gualdo Tadino.

Mentre Fabio Aru ha affidato il suo commento alla giornata a due foto su Instagram, nelle quali è impegnato in corsa, Froome è rimasto incollato alla maglia rosa e sarà così chissà ancora per quanto tempo. Almeno fino a quando Simon Yates non proverà a staccarlo. «Oggi erano tutti freschi e riposati, ci sono stati tanti attacchi fin dall'inizio della tappa. Per me è andata bene, perché sono riuscito a rimanere con i migliori su un percorso molto difficile e reso insidioso dalla pioggia», ha ammesso il keniano bianco del Team Sky. E la maglia rosa Simon Yates ha aggiunto, a proposito del maxi-distacco di Chaves: «Mi dispiace per Esteban e anche per me. In un attimo, nel ciclismo, può cambiare tutto. Lo consolerò, immagino sia molto deluso, ma ci aspettano ancora tante tappe e potrà rifarsi. Lo sprint per il traguardo volante? Prima della crono Trento-Rovereto mi servono minuti in classifica, almeno due: e, se ne riuscissi a conquistare tre nelle tappe di montagna, mi presenterei alla sfida contro il tempo più tranquillo».

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