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Yates concede il bis ed è sempre più rosa

Giro d’Italia. L’inglese stacca tutti a Osimo e allunga in testa. Aru perde 31” ma risale nella generale e scavalca Froome

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OSIMO. Sul muro di Osimo Simon Yates vola e stacca tutti. Per la seconda volta in questo Giro d'Italia, l'inglesino si presenta solo soletto sotto lo striscione del traguardo e si prende la tappa con la maglia rosa addosso. Dopo avere trionfato domenica, agli oltre 2 mila metri di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, concede un magnifico bis e allunga nella classifica generale. Alla fine ammette candidamente che il suo «unico, vero obiettivo« era «staccare Dumoulin». C'è riuscito solo in minima parte, Yates, guadagnando - fra abbuono e distacco - 6” che pesano una tonnellata, soprattutto per il modo in cui sono stati ottenuti. L'olandese questa volta non è rimasto ad aspettare e ha dovuto rispondere all'attacco diretto di Yates che pensa alla cronometro di Rovereto e conta i secondi che potrebbe perdere nei confronti del campione del mondo della specialità in carica, nonché maglia rosa uscente del Giro d'Italia.

L'obiettivo di Simon Yates era demolire le certezze di Dumoulin, ma a pagare di più sul muro di Osimo è stato Chris Froome, che si è inesorabilmente staccato, confermando uno stato di forma approssimativo, o comunque non proprio al top. Anche il keniano bianco dovrebbe guadagnare su Yates nella cronometro, ma quanto avrà pagato prima di allora il capitano del Team Sky, tenuto conto che il suo 'frullatore’ non è paragonabile a quello del Tour o della Vuelta vinta con riserva per via della positività al Salbutamolo? Froome ha pagato il conto più salato nella tappa che omaggiava Michele Scarponi, con un traguardo volante nella sua Filottrano, ma anche gli altri big hanno dovuto cedere qualcosa. A parte i 6” di Dumoulin, Aru ha perso 31” (risalendo però al decimo posto nella generale), Pinot 18”, Froome addirittura 50”. Un abisso. Dopo una tappa tutto sommato noiosa, ancora una volta, e non è la prima in questa edizione del Giro d'Italia, il sale era concentrato tutto nella coda. La bagarre si è accesa a circa 5 chilometri dalla fine, quando sono partiti Zdenek Stybar e il belga Tim Wellens, vincitore della tappa conclusa a Caltagirone. I due sono andati a tutta a Wellens ha pure staccato l'avversario sullo strappo di via del Borgo. All'ultimo chilometro Yates, approfittando uno stato di forma invidiabile e della caduta di Woods che ha spezzato in due il gruppetto dei big, è partito con un razzo e ha salutato la compagnia, sorprendendo anche Dumoulin che ha cercato una tardiva rimonta, senza peraltro trovarla. Prima dell'ultimo strappo ha perso terreno anche Fabio Aru che, però, è riuscito in parte a recuperare, trovando energie finora sconosciute ai più. Già questo potrebbe far sperare in un futuro prossimo assai migliore del recentissimo passato. Il sardo punta alle tappe di alta montagna, ma sarà penalizzato alla cronometro, dove rischia di perdere parecchio soprattutto da Dumoulin. Già da sabato, nell'arena naturale dello Zoncolan, il Giro è pronto a decollare verso la gloria. Anche se, con uno Yates così rischia di diventare davvero noioso.

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