Yates resta in rosa «La pioggia? Ci sono abituato»
Due a due. Due volate a Elia Viviani, altrettante a Sam Bennett. Bennett l'anno scorso si piazzò terzo nella classifica a punti che mette in palio la maglia ciclamino indossata da Viviani, quest'anno...
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Due a due. Due volate a Elia Viviani, altrettante a Sam Bennett. Bennett l'anno scorso si piazzò terzo nella classifica a punti che mette in palio la maglia ciclamino indossata da Viviani, quest'anno è secondo e punta dritto al successo. «Anche se io non farò i traguardi volanti, perché mi sottraggono troppe energie - spiega l'irlandese che sul traguardo, è stato accolto a braccia aperte dalla bella compagna Tara -. Volevo essere sicuro di trovarmi davanti, per evitare eventuali cadute, volevo prendere la discesa in testa alla corsa. Ho rischiato, perché forse sono partito in pò presto e il traguardo era ancora lontano».
Chi non ha rischiato è Simon Yates, al sesto giorno in maglia rosa, che ha indossato dopo la tappa sull'Etna vinta dal compagno Chaves. «A nessuno piace correre sotto la pioggia, ma sono tranquillo grazie al mio ottimo equipaggiamento e grazie al team che mi copre. Inoltre, non bisogna dimenticare che vengo dal Regno Unito e sono abituato alla pioggia: non c'è nessun problema per me se fa brutto tempo - le parole di Yates, che vede avvicinarsi le sfide-verità -. Imboscate? Nel dubbio corro sempre davanti, anche se oggi il finale è stato molto più insidioso di quanto pensassi. Sapevo che qualcuno avrebbe potuto attaccarmi, sfruttando magari il vento: ho dovuto fare molta attenzione». Yates dice di non fare conti, per quanto riguarda i distacchi, ma ammette che «Dumoulin ieri mi ha impressionato, per come mi è venuto dietro fino all'arrivo, limitando al massimo il ritardo».
Chi non ha rischiato è Simon Yates, al sesto giorno in maglia rosa, che ha indossato dopo la tappa sull'Etna vinta dal compagno Chaves. «A nessuno piace correre sotto la pioggia, ma sono tranquillo grazie al mio ottimo equipaggiamento e grazie al team che mi copre. Inoltre, non bisogna dimenticare che vengo dal Regno Unito e sono abituato alla pioggia: non c'è nessun problema per me se fa brutto tempo - le parole di Yates, che vede avvicinarsi le sfide-verità -. Imboscate? Nel dubbio corro sempre davanti, anche se oggi il finale è stato molto più insidioso di quanto pensassi. Sapevo che qualcuno avrebbe potuto attaccarmi, sfruttando magari il vento: ho dovuto fare molta attenzione». Yates dice di non fare conti, per quanto riguarda i distacchi, ma ammette che «Dumoulin ieri mi ha impressionato, per come mi è venuto dietro fino all'arrivo, limitando al massimo il ritardo».
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