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Il Cagliari è salvo: si scatena la festa

di Roberto Muretto
Il Cagliari è salvo: si scatena la festa

Doccia di spumante negli spogliatoi e tifosi caldissimi

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INVIATO A CAGLIARI. La festa è cominciata alle 20 in punto. Quando l’arbitro con i tre fischi canonici ha decretato la fine della partita. Il Cagliari finalmente ha visto uscire dalla “Sardegna Arena” i fantasmi che aleggiavano sullo stadio, pronti a trascinare i rossoblù all’inferno. Le notizie da Napoli, ma soprattutto la vittoria contro l’Atalanta regalano un’altra stagione in serie A alla squadra di Lopez. Un campionato sofferto, che solo dieci giorni fa sembrava destinato a concludersi con la retrocessione. La squadra ha reagito, ha saputo tirare fuori il carattere, la carica agonistica che in tante partite gli è mancata. Il torneo è stati chiuso con due vittorie che hanno fatto scattare la festa in campo e negli spogliatoi, dove si è brindato a lungo per lo scampato pericolo.

Cuore e sacrificio. Ce lo hanno messo i giocatori sul campo nella sfida decisiva, ma ce lo hanno messo anche i tifosi che non hanno smesso un attimo di incitare la squadra. Vedere lo stadio colorato di rossoblù è stata una scossa, un’emozione fortissima, una scarica di adrenalina che la truppa di Lopez ha trasformato in energia, giocando una gara attenta, dimostrando di saper soffrire contro un avversario più forte, dal tasso tecnico superiore, che non ha fatto sconti. Ha cercato di vincere, ha messo alla frusta i rossoblù, che a differenza di altre volte non si sono persi d’animo e spinti da un pubblico meraviglioso, hanno ribattuto colpo su colpo. E alla fine sono riusciti a segnare il gol che ha rischiato di far venire giù il nuovo impianto. Una liberazione, una rete dal valore immenso. Non solo economico ma anche sul piano dell’immagine. La seconda retrocessione in B in quattro anni di presidente Tommaso Giulini, sarebbe stata una mazzata.

La festa. I giocatori, con i figlioletti in braccio, sono andati sotto la Nord, poi in utti gli altri settori dello stadio per ringraziare i tifosi che mai gli hanno lasciati soli. Anche nei mmenti più biu della stagione. C’è stato il solito coretto sgradevole contro il patron, ma è rimasto isolato, sommerso dai fischi dei supporter veri, quelli che nelle difficoltà non vanno a cercare capri espiatori ma suonano la carica. Negli spogliatoi sono state aperte tante bottiglie di spumante. Ne hanno fatto le spese Lopez e il direttore sportivo Marcello Carli, finiti sotto la doccia vestiti. Fuori dallo stadio la gente è andata via contenta, suonando il clacson. Anche l’anno prossimo potrà godere dello spettacolo della serie A.

Il futuro. Mercoledì si saprà qualcosa di concreto. Giulini terrà una conferenza stampa prima dell’amichevole con l’Olbia in programma alla “Sardegna Arena” alle 20,30. Sarà l’occasione per scoprire qualche carta. Il primo nodo da sciogliere è quello dell’allenatore. Diego Lopez resta o no? Le voci di mercato propendono per la seconda opzione e si fanno già i nomi dei possibili successori del tecnico uruguaiano., che comunque, pur con tanta sofferenza il suo dovere l’ha fatto. Doveva ottenere la salvezza ed ha centrato l’obiettivo. La società rifletta, valuti bene il proprio operato e corregga gli errori. Vivere ancora stagioni così travagliate diventa faticosissimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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