La Nuova Sardegna

Sport

Il Cavaliere resiste: «Arriveremo a Roma»

Il Cavaliere resiste: «Arriveremo a Roma»

Giro d’Italia. Fabio Aru cerca i perché della crisi ma stringe i denti, mentre oggi i big si giocano tutto contro il tempo

3 MINUTI DI LETTURA





TRENTO. Il giorno dopo il crollo nella tappa da Tolmezzo a Sappada, Fabio Aru decide di non arrendersi. Per il campione italiano in carica, «il Giro d'Italia continua». Dunque, nessun ritiro, come ipotizzato avantieri in Friuli, alla vigilia dell'ultimo giorno di riposo del 101° Giro d'Italia di ciclismo. «Domani, alle ore 15:39, prenderò il via nella cronometro individuale Trento-Rovereto. Quelli trascorsi sono stati giorni non facili e saranno fatte tutte valutazioni e analisi del caso. In questo momento però la priorità è onorare tutti i miei tifosi e il Giro d’Italia, cercando di fare del mio meglio, nelle tappe che rimangono da qui a Roma. Ci tengo a ringraziare i miei compagni, la squadra e tutte le persone che mi sono vicine in questo momento.Ho iniziato questo percorso e voglio portarlo a termine, arrivando fino a Roma domenica prossima - le parole del sardo della Uae Emirates -. Riparto, ma prima valuteremo attentamente cos'è successo». Aru non fissa obiettivi. «Valuterò giorno dopo giorno - osserva -. Sabato, nella tappa dello Zoncolan, ho avvertito sensazioni non buone - conclude, dal ritiro del proprio team, a Trento -: per adesso il mio livello è questo, devo capire le cause».

Si apre dunque oggi, con Aru ancora in corsa, la terza settimana del Giro, che verrà inaugura dalla crono fra Trento e Rovereto. È un esame vero per le ambizioni dei big (la maglia rosa Simon Yates, Dumoulin, Pinot, Pozzovivo), ma anche per chi (come Froome) spera di reinserirsi nella lotta per la maglia rosa. La crono, inoltre, è il preludio a una serie di sfide in alta quota che culmineranno venerdì con la tappa fra Venaria Reale e Bardonecchia nella quale spicca il Colle delle Finestre, la salita in sterrato che è anche Cima Coppi di questa edizione della corsa rosa, con i suoi 2.178 metri.

I giochi sono ancora aperti. Prima che la strada ricominci a salire, i corridori affronteranno il severissimo test di oltre 34 chilometri, di cui solo un asso delle sfide a cronometro come Francesco Moser può rivelare ogni insidia. Proprio ieri ricorreva l'anniversario del record dell'ora stabilito dal trentino nel 1988, che volò sulla pista del velodromo di Stoccarda. Oggi la sua impresa verrà celebrata a Rovereto.

Da Trento a Rovereto una 16ª tappa tutta in apnea, sfidando le lancette. C’è un solo favorito. «È certamente Dumoulin - ammette Moser -, e non dimentichiamo che va forte anche in salita. Domenica ha tenuto bene fino a Sappada, non è facile staccarlo». L'olandese campione in carica al Giro accusa un ritardo di 2'11” da Simon Yates. «Credo che l'inglese si terrà la maglia rosa, magari di poco - la previsione di Moser -. Penso che terrà la maglia, magari solo per 20” o 30”». È un Giro che non parla italiano e, «a parte Pozzovivo», non c'è altro. «Aru andò forte nel 2015, quando vinse anche la Vuelta - osserva Moser -. Le situazioni di corsa cambiano, gli uomini pure. Gli italiani fanno quello che possono. Per le cose a tappe abbiamo Nibali, non molto altro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative