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Una festa dolcissima dopo la grande paura

di Roberto Muretto
Una festa dolcissima dopo la grande paura

Tempo di bilanci in casa rossoblù e un futuro da costruire 

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INVIATO A CAGLIARI. Adesso che le bocce sono ferme e la salvezza blindata, è tempo di riflessioni. Il Cagliari resta nell’élite del pallone ma la paura di precipitare all’inferno è stata tanta. Una stagione che definire complicata e quasi un eufemismo, raddrizzata nelle ultime due giornate con altrettante vittorie che hanno spazzato via i fantasmi. Alla società il compito di capire che cosa non ha funzionato, quali errori sono stati commessi. Un’analisi a tutto tondo per evitare che venga ripetuto un campionato così sofferto.

La stagione. L’esonero di Rastelli dopo otto giornate è stato il primo segnale negativo, seguito dal caso doping che ha coinvolto Joao Pedro, all’addio al direttore sportivo Rossi, sostituito in un amen da Carli. Un campionato tra alti e bassi, diventato un incubo dopo la doppia sconfitta di Verona (prima col Chievo e dopo con l’Hellas), con il punto più basso della stagione toccato a Genova contro la Sampdoria, dopo una prestazione senza giustificazioni. Ma forse è stata proprio quella la scintilla che ha ricaricato le batterie alla squadra per un finale trasformato in una festa.

Il mercato. Questa è una nota dolente. La rosa era carente in alcuni ruoli al termine della sessione estiva. Mancavano un terzino sinistro e un centrocampista centrale. Lacune che sono rimaste anche dopo il mercato invernale. Carenze che il campo ha messo a nudo, nonostante Lopez abbia tentato di trovare delle soluzioni alternative. I giocatori adattati in un ruolo che non è il loro, diventano una scommessa. Persa in tante partite che hanno costretto il Cagliari a chiudere il campionato col fiatone. Uno degli errori che non dovranno essere ripetuti è questo.

Troppi ko. Ventuno sconfitte in trentotto partite sono tante. Troppe. Se poi dieci le subisci in casa, dove chi lotta per la salvezza deve mettere insieme il maggior numero di punti, ecco un’altra spiegazione delle tante difficoltà per raggiungere la salvezza. Aver segnato solo 33 gol, subendone 61, è un altro dato sul quale bisognerà fare una profonda riflessione nel momento in cui si comincerà a lavorare per costruire la squadra del futuro.

Gioielli. Il Cagliari saprà resistere alle offerte che arriveranno per Nicolò Barella? Il centrocampista piace moltissimo a Inter e Roma. Sia Ausilio che Monchi si sono già fatti avanti. Il problema resta la valutazione e la società rossoblù non sembra intenzionata ad aprire le porte alle contropartite, vuole solo cach. E tanti. Il patron chiede 50 milioni di euro, una quotazione ritenuta eccessiva, motivo per il quale la Juventus si è tirata fuori. Conterà molto la volontà del giocatore. A 21 anni è già tempo di fare il salto di qualità? Oppure stare un’altra stagione in Sardegna può solo fargli bene? Sarà un’estate caldissimaa su questo fronte. Romagna e Cragno non si toccano. Sono i pilastri sui quali poggerà il Cagliari.

Addio. Diego Farias è uno di quelli che farà le valigie. Le aveva già pronte a gennaio poi le ha disfatte. La sua avventura in rossoblù è finita. Così come ha salutato Andrea Cossu che probabilmente annuncerà l’addio al calcio giocato. partirà anche Giannetti, molte le richieste in serie B per lui. Mentre tornerà dal prestito al carpi Melchiorri ma il suo futuro è tutto da scrivere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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