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PER UN GIORNO CHRIS DIVENTA EDDY

di MARIO CARTA

Alla fine dopo il traguardo tutti ritornano uomini. Dei e semidei, eroi e comuni mortali, quelli che hanno fatto la storia rinverdendo l’epica del ciclismo e quelli che dall’Olimpo sono invece...

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Alla fine dopo il traguardo tutti ritornano uomini. Dei e semidei, eroi e comuni mortali, quelli che hanno fatto la storia rinverdendo l’epica del ciclismo e quelli che dall’Olimpo sono invece malamente caduti. Froome però no, lui resterà lassù comunque andrà a finire questo esaltante Giro d’Italia. Ieri nel giorno più duro l’inglese si è elevato a un altro rango, ben oltre i quattro Tour vinti perché al Tour non aveva mai vinto in questa maniera. Andandosi a prendere di forza la maglia, strappandola brutalmente dalle spalle di Yates, pedalando da solo per 83 chilometri e sulla Cima Coppi, tenendo incollati i tifosi di ogni fede davanti al televisore a sognare in rosa e insieme in bianco e nero. Come negli anni d’oro Eddy Merckx, come agli albori Coppi. Come Pantani, l’ultimo a farci sognare così. Come Froome, perché l’oggi del pedale è lui e degli altri restano eco e gloria mentre Froome è qui, ed è ora.

Un’impresa da Storia del ciclismo, a Bardonecchia, nel giorno in cui Fabio Aru ha finalmente detto basta. Voleva portare la bici fino a Roma, il Cavaliere dei Quattro Mori, ma alla fine il Calvario lo ha sconfitto come ieri ha vinto anche Yates e come prima ancora aveva schiantato Chaves. Restano Froome e un’impresa mitologica, di quelle che fanno smaltire ogni delusione. E i tifosi di Aru sono stati i primi a esaltarsi. Quelli che sono voluti andare fin lì sulla salita e quelli rimasti a casa. Ripagati, paghi.

Potenza e fantasia, una feroce pianificazione e un grande lavoro di squadra. Ma non sarebbe servito a niente se Chris non ci avesse messo tanto di suo, facendo quel che serviva: una cosa pazzesca, per arrivare solo sull’Olimpo rosa, a bearsi di una vittoria bella come nessun’altra per come è stata ottenuta. Per poi, dopo il traguardo, ritornare uomo. Oggi si riparte. Cantavano gli Area: gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano. Ma restano anche i campioni e gli uomini veri, dopo il traguardo.

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