Esposito: «La Dinamo vi farà divertire»
di Andrea Sini
Le prime parole del nuovo coach biancoblù, che verrà presentato domani: «Mi piacerebbe vincere un trofeo di squadra»
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SASSARI. Prime giornate sassaresi, prime chiacchierate per conoscere l’ambiente nel quale resterà immerso per le prossime due stagioni. Vincenzo Esposito, nuovo allenatore della Dinamo, ha già preso contatto con le stanze biancoblù. In attesa della presentazione ufficiale, in programma domani mattina, il tecnico casertano ha iniziato a scambiare qualche impressione con il presidente Stefano Sardara e il general manager Federico Pasquini. Già oggi Esposito avrà l’opportunità di incontrare alcuni dei giocatori presenti in questo momento in città, come Marco Spissu e capitan Jack Devecchi. Con loro anche Picarelli e Tavernari, oltre a Polonara, che ha concluso la settimana di lavoro con la nazionale azzurra. Non rientrerà invece Rok Stipcevic, che ha ufficializzato il suo addio ai colori biancoblù dopo tre stagioni.
Le prime parole. Nel frattempo, il tecnico reduce da tre stagioni a Pistoia, ha parlato ai tifosi biancoblù attraverso il Dinamo Channel. «Sono contentissimo di essere arrivato in una realtà come la Dinamo – ha detto Esposito –. Le prime impressioni sono positive, ma appena si inizierà a fare sul serio capiremo un po’ di più la situazione reale. Chi è Vincenzo Esposito? Basta andare su internet e ci sono abbastanza informazioni su quello che ho fatto, soprattutto da giocatore. Faccio il coach ad alto livello solo da 4 anni, qualche risultato l’ottenuto, ma il fatto di essere stato chiamato da una realtà importante come la Dinamo mi riempie di orgoglio».
Il personaggio Esposito. Come è stato il passaggio dal campo alla panchina? «È un altro mondo, soprattutto per il tipo di giocatore che sono stato io. Ero estroso, sempre al centro dell’attenzione, a volte è stato complicato gestire il mio personaggio. Invece da coach è tutto diverso, sono io a dover gestire tanti uomini. Da quando sono in panchina ho avuto giocatori impegnativi da gestire ma per fortuna riesco ad avere sempre un buon rapporto con loro, basato sul rispetto reciproco. Il mio motto? Non mollare mai, anche nei momenti più difficili, io tendo sempre a guarda tutto con positività, poi le cose buone vengono fuori sempre».
I duelli con Rotondo. Nella sua carriera, sia come allenatore che come coach, Esposito ha avuto modo in diverse occasioni di affrontare la Dinamo. Da giocatore, in particolare, ha dato vita a duelli di altissimo livello con la bandiera sassarese Emanuele Rotondo. «A Sassari ho sempre trovato un pubblico molto caloroso e corretto, sempre vicino alla squadra ma mai scorretto nei confronti degli avversari. Spero che si continui così. Il duello con Rotondo me lo ricordo con piacere. In particolare ci fu una partita drammatica, che valeva per la salvezza, ma ricordo i duelli con Emanuele anche degli anni precedenti. Tra noi erano sempre belle sfide ed erano duelli con 60 punti garantiti. Quando è venuta fuori la notizia del mio arrivo a Sassari, Emanuele è stato uno dei primi a farmi l’in bocca al lupo. A distanza di anni è sempre rimasta una grande stima reciproca e sicuramente avrò occasione di confrontarmi con lui».
I tre anni di Pistoia. «Ho lavorato in una realtà piccola, di provincia, che mi ha permesso di mettermi in mostra, il budget basso ci ha in un certo modo obbligati a costruire squadre combattive, che mi hanno ripagato di tutti i sacrifici».
I nuovi orizzonti. «Ho avuto la fortuna di essere premiato come miglior allenatore del campionato due anni fa, ma mi piacerebbe vincere un titolo di squadra da allenatore, cosa che non mi è mai capitata. Sono una persona positiva, ho grande entusiasmo e prometto il massimo impegno, faremo di tutto per fare divertire i nostri tifosi».
Le prime parole. Nel frattempo, il tecnico reduce da tre stagioni a Pistoia, ha parlato ai tifosi biancoblù attraverso il Dinamo Channel. «Sono contentissimo di essere arrivato in una realtà come la Dinamo – ha detto Esposito –. Le prime impressioni sono positive, ma appena si inizierà a fare sul serio capiremo un po’ di più la situazione reale. Chi è Vincenzo Esposito? Basta andare su internet e ci sono abbastanza informazioni su quello che ho fatto, soprattutto da giocatore. Faccio il coach ad alto livello solo da 4 anni, qualche risultato l’ottenuto, ma il fatto di essere stato chiamato da una realtà importante come la Dinamo mi riempie di orgoglio».
Il personaggio Esposito. Come è stato il passaggio dal campo alla panchina? «È un altro mondo, soprattutto per il tipo di giocatore che sono stato io. Ero estroso, sempre al centro dell’attenzione, a volte è stato complicato gestire il mio personaggio. Invece da coach è tutto diverso, sono io a dover gestire tanti uomini. Da quando sono in panchina ho avuto giocatori impegnativi da gestire ma per fortuna riesco ad avere sempre un buon rapporto con loro, basato sul rispetto reciproco. Il mio motto? Non mollare mai, anche nei momenti più difficili, io tendo sempre a guarda tutto con positività, poi le cose buone vengono fuori sempre».
I duelli con Rotondo. Nella sua carriera, sia come allenatore che come coach, Esposito ha avuto modo in diverse occasioni di affrontare la Dinamo. Da giocatore, in particolare, ha dato vita a duelli di altissimo livello con la bandiera sassarese Emanuele Rotondo. «A Sassari ho sempre trovato un pubblico molto caloroso e corretto, sempre vicino alla squadra ma mai scorretto nei confronti degli avversari. Spero che si continui così. Il duello con Rotondo me lo ricordo con piacere. In particolare ci fu una partita drammatica, che valeva per la salvezza, ma ricordo i duelli con Emanuele anche degli anni precedenti. Tra noi erano sempre belle sfide ed erano duelli con 60 punti garantiti. Quando è venuta fuori la notizia del mio arrivo a Sassari, Emanuele è stato uno dei primi a farmi l’in bocca al lupo. A distanza di anni è sempre rimasta una grande stima reciproca e sicuramente avrò occasione di confrontarmi con lui».
I tre anni di Pistoia. «Ho lavorato in una realtà piccola, di provincia, che mi ha permesso di mettermi in mostra, il budget basso ci ha in un certo modo obbligati a costruire squadre combattive, che mi hanno ripagato di tutti i sacrifici».
I nuovi orizzonti. «Ho avuto la fortuna di essere premiato come miglior allenatore del campionato due anni fa, ma mi piacerebbe vincere un titolo di squadra da allenatore, cosa che non mi è mai capitata. Sono una persona positiva, ho grande entusiasmo e prometto il massimo impegno, faremo di tutto per fare divertire i nostri tifosi».
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