A Parigi Cecchinato riscrive la storia
Il tennista azzurro piega Djokovic e vola in semifinale. Il suo coach Vagnozzi ha vinto due tornei Futures a Sassari
3 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Marco Cecchinato scrive una pagina di storia del tennis tricolore qualificandosi alla semifinale di Parigi dopo aver battuto un monumento come Novak Djokovic. Un italiano così avanti al Roland Garros non lo si vedeva da 40 anni e pochi avrebbero scommesso che a mettere il suo nome accanto a quello di Corrado Barazzutti, poi battuto da Borg nel ’78, potesse essere lui, 25enne palermitano n.72 al mondo, con alle spalle anche una squalifica per scommesse.
E invece lui ha stupito tutti, probabilmente anche se stesso, superando in quattro set (6-3, 7-6, 1-6, 7-6) quello che sembrava uno scoglio insormontabile come il serbo in poco meno di tre ore e mezzo di gioco, concluso sul 13-11 nell’ultimo, interminabile tie break. La gioia e la tensione si sono sfogate subito in un pianto dirotto sul volto di Cecchinato, mentre riceveva l’abbraccio di Djokovic.
«È incredibile aver raggiunto le semifinali. Ho fatto tanto sacrifici e oggi sono stato perfetto», ha commentato a caldo il tennista siciliano sotto le tribune dove sedeva ad applaudirlo anche Corrado Barazzutti, capitano di Coppa Davis.
Il 2018 sembra essere il suo anno di grazia: ad aprile vince il suo primo torneo Atp a Budapest. Un’iniezione di fiducia che l’aria di Parigi ha reso più vera, cominciando a superare un turno dopo l’altro insieme con Fabio Fognini e Matteo Berrettini. Insieme con il ligure è approdato agli ottavidi finale, battendo due teste di serie come lo spagnolo Pablo Carreno Busta (n.10) e il belga David Goffin (n.8).
Contro Djokovic, mai affrontato prima, il palermitano ha mostrato subito il suo lato migliore andando a comandare il gioco fino a portarsi in breve sull’uno a zero. Più combattuta la seconda partita, dove solo al tie-break la bilancia si è spostata ancora più a favore dell’italiani, bravo a imporsi 7-4 con quattro punti consecutivi unti a 4. La terza partita si è aperta con tre break consecutivi. Un leggero calo di cecchinato nella terza frazione ha dato respiro a Dkovovic, che si è imposto 6-1, continuando sull’abbrivio fino al 3-0 nella quarta.
Quando sembrava tutto rinviato al quinto set, l’azzurro si è risvegliato portandosi sul cinque pari, ritrovando la continuità nei colpi da fondo campo che aveva smarrito per oltre un set. prima del nuovo tie break. Cancellate due palle set per il serbo, Cecchinato si è procurato tre match point e ha concluso finalmente al quarto sull’11-13, diventando l’ottavo azzurro nella storia a raggiungere la semifinale di uno slam. Per arrivare alla finale dovrà battere giovedì l’austriaco Dominic Thiem, che si è sbarazzato in tre set di Alexander Zverev.
L’impresa di Marco Cecchinato è in qualche modo legata a Sassari. Il coach del tennista siciliano è, infatti, Simone Vagnozzi che 11 anni fa ha vinto due tornei Futures nel capoluogo turritano nel giro di due settimane. Il primo successo risale al 30 settebre 2007 nel torneo disputato al Tc Davis (Memorial Renzo Delogu) con Vagnozzi, 303 nella classifica Atp, impostosi in finale in tre set (3-6; 6-1; 6-0) sull’altro italiano Matteo Marrai. Il bis è arrivato puntuale 7 giorni dopo (il 7 ottobre 2007) alla Torres nel torneo Futures Italy 34 con il giocatore marchigiano che ha trionfato sempre in recupero (1-6; 6-1; 6-1) sull’ungherese Adam Kellner (n. 1193 al mondo). Un doppio importante exploit prima dell’inizio della nuova carriera come coach e della nuova avventura con Cecchinato, ottavo giocatore italiano di tutti i tempi approdato in semifinale in uno Slam.
E invece lui ha stupito tutti, probabilmente anche se stesso, superando in quattro set (6-3, 7-6, 1-6, 7-6) quello che sembrava uno scoglio insormontabile come il serbo in poco meno di tre ore e mezzo di gioco, concluso sul 13-11 nell’ultimo, interminabile tie break. La gioia e la tensione si sono sfogate subito in un pianto dirotto sul volto di Cecchinato, mentre riceveva l’abbraccio di Djokovic.
«È incredibile aver raggiunto le semifinali. Ho fatto tanto sacrifici e oggi sono stato perfetto», ha commentato a caldo il tennista siciliano sotto le tribune dove sedeva ad applaudirlo anche Corrado Barazzutti, capitano di Coppa Davis.
Il 2018 sembra essere il suo anno di grazia: ad aprile vince il suo primo torneo Atp a Budapest. Un’iniezione di fiducia che l’aria di Parigi ha reso più vera, cominciando a superare un turno dopo l’altro insieme con Fabio Fognini e Matteo Berrettini. Insieme con il ligure è approdato agli ottavidi finale, battendo due teste di serie come lo spagnolo Pablo Carreno Busta (n.10) e il belga David Goffin (n.8).
Contro Djokovic, mai affrontato prima, il palermitano ha mostrato subito il suo lato migliore andando a comandare il gioco fino a portarsi in breve sull’uno a zero. Più combattuta la seconda partita, dove solo al tie-break la bilancia si è spostata ancora più a favore dell’italiani, bravo a imporsi 7-4 con quattro punti consecutivi unti a 4. La terza partita si è aperta con tre break consecutivi. Un leggero calo di cecchinato nella terza frazione ha dato respiro a Dkovovic, che si è imposto 6-1, continuando sull’abbrivio fino al 3-0 nella quarta.
Quando sembrava tutto rinviato al quinto set, l’azzurro si è risvegliato portandosi sul cinque pari, ritrovando la continuità nei colpi da fondo campo che aveva smarrito per oltre un set. prima del nuovo tie break. Cancellate due palle set per il serbo, Cecchinato si è procurato tre match point e ha concluso finalmente al quarto sull’11-13, diventando l’ottavo azzurro nella storia a raggiungere la semifinale di uno slam. Per arrivare alla finale dovrà battere giovedì l’austriaco Dominic Thiem, che si è sbarazzato in tre set di Alexander Zverev.
L’impresa di Marco Cecchinato è in qualche modo legata a Sassari. Il coach del tennista siciliano è, infatti, Simone Vagnozzi che 11 anni fa ha vinto due tornei Futures nel capoluogo turritano nel giro di due settimane. Il primo successo risale al 30 settebre 2007 nel torneo disputato al Tc Davis (Memorial Renzo Delogu) con Vagnozzi, 303 nella classifica Atp, impostosi in finale in tre set (3-6; 6-1; 6-0) sull’altro italiano Matteo Marrai. Il bis è arrivato puntuale 7 giorni dopo (il 7 ottobre 2007) alla Torres nel torneo Futures Italy 34 con il giocatore marchigiano che ha trionfato sempre in recupero (1-6; 6-1; 6-1) sull’ungherese Adam Kellner (n. 1193 al mondo). Un doppio importante exploit prima dell’inizio della nuova carriera come coach e della nuova avventura con Cecchinato, ottavo giocatore italiano di tutti i tempi approdato in semifinale in uno Slam.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google