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Anche il beach soccer scopre la Sardegna

di Mario Frongia
Anche il beach soccer scopre la Sardegna

Al Poetto il calcio d’inizio della serie A. Sibilia, presidente delle Lega dilettanti, scommette sull’ospitalità dell’isola

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CAGLIARI. Sardegna terra del beach soccer. Ma anche isola dei sogni, tra sforbiciate e sassate all'incrocio dei pali, pronta a ospitare la serie A dei maestri del pallone a piedi nudi. Un filo che va da nord a sud e rende felici Regione e comuni. Con i sindaci, gli assessori e il patron della Federcalcio sarda, Gianni Cadoni, pronti a cogliere l'attimo. «Non scherziamo, questi signori, con in prima fila il presidente del comitato regionale Figc, meritano un applauso. Dietro il campionato di serie A di beach soccer c'è tanto lavoro e siamo orgogliosi di aver trovato le risposte giuste e per tempo». Cosimo Sibilia è il testimonial di un mondo sportivo che cresce. Il numero uno della Lega nazionale dilettanti decanta il Poetto e Alghero, sede dell'Eurosoccer. «Festeggiamo quindici anni di attività e siamo felici di constatare la crescita della disciplina. La serie A parte dal Poetto di Quartu, coinvolge sette spiagge straordinarie, ha un coordinamento e un'organizzazione rinnovata e professionale». Beach soccer ma non solo. Sibilia presenta la SerieAon 2018. Ma è sul pezzo anche sul fronte "grandi nomine" del pallone italico.

Presidente, come spiega a uno straniero che il beach soccer unisce sport e turismo?

«Dall'8 giugno al 12 agosto alcuni dei siti balneari più belli del Paese saranno sede di un movimento che associa agonismo, tecnica, spettacolo. La visibilità dei luoghi è certa, oltre alle gare ci sarà intrattenimento, musica e altri eventi che esaltano il territorio. Uno spot perfetto».

In Regione che dicono?

«Ringrazio il presidente Pigliaru e gli assessori Dessena e Argiolas e anche le municipalità di Cagliari e Quartu. Da tutti abbiamo avuto grandi attenzioni».

Gianni Cadoni dice che il calcio non va in vacanza. Intanto, debutta in A l'Alpitour Villasimius Beach Soccer. Quali sono le sensazioni?

«Molto positive. Il beach soccer è in forte espansione e non poteva ignorare il mare e le spiagge della Sardegna. Faccio l'in bocca al lupo alla squadra di Villasimius, un altro segnale prezioso».

Passiamo al calcio. Abete ce la farà?

«Giancarlo è il candidato proposto dal 73 per cento delle forze che voteranno all'assemblea Figc. Esperto, competente, esprime le esigenze del sistema e può condurre alla riflessione utile alle riforme e al percorso da compiere. A chi non piace dico che per lui parlano i fatti».

Magari, stride con la necessità di volti nuovi.

«Io ci sono da un anno e mezzo e mancavo da sedici anni. Abete ha fatto un passo indietro dopo un Mondiale non andato al top. Ma il calcio ha bisogno di riferimenti certi. E se i tre quarti egli aventi diritto al voto lo indicano, in democrazia significa tanto».

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