La Nuova Sardegna

Sport

dopo sessant’anni 

Il calcio azzurro alla finestra per guardare e imparare

di Mario Carta
Il calcio azzurro alla finestra per guardare e imparare

L’Italia alla finestra. Un disastro, ma insieme un’opportunità. Non accadeva dal 1958 (fuori contro l’Irlanda del Nord), e allora fu rivoluzione. Figc commissariata, azzeramento dei vertici...

2 MINUTI DI LETTURA





L’Italia alla finestra. Un disastro, ma insieme un’opportunità. Non accadeva dal 1958 (fuori contro l’Irlanda del Nord), e allora fu rivoluzione. Figc commissariata, azzeramento dei vertici dirigenziali, nascita del Centro di Coverciano e prua dritta verso il professionismo. Erano le basi per i successi futuri, prima che tutto sbiadisse nuovamente.

Già visto. Ora perderà terreno, la selezione azzurra. E non solo prestigio, autorevolezza, peso politico e posizioni nel ranking. Nella classifica storica dei mondiali l’Italia è al secondo posto con 18 partecipazioni insieme alla Germania (Brasile 20), è terza per partite giocate con 83 (Germania 106, Brasile 104, terza per media punti (1.88, Brasile 2.18 e Germania 2.06), prima per partite pareggiate (21, Inghilterra e Germania 20), terza per punti totali (156, Brasile 227,Germania 218). E vanta quattro coppe nella bacheca. Saltando il 2018 scivolerà un po’ più in basso,ma resterà sempre al top. Ed è dalla sua storia che deve ripartite.

Le sciagurate scelte del ct Ventura contro la Svezia sono state solo l’ultimo inciampo di un cammino nato claudicante sin dalle premesse, dopo anni di anonimato nelle competizioni europee e anonimi risultati nelle amichevoli, escludendo qualche raro picco come gli ultimi Europei. Dal tonfo con la Svezia sono risalite le polveri, e dalle polveri una volta posate sta spuntando una nuova idea di progetto, oltre a una nuova idea di gestione. La Federcalcio si sta forzatamente rinnovando, la Nazionale è stata affidata a un allenatore che anche a livello di club è parso spesso più un selezionatore che un costruttore di gioco come Roberto Mancini, e sembra che qualche valido giovane dal quale ripartire ci sia.

Per qualcuno, dunque, pare che l’Italia si sia risparmiata una ennesima pesante figuraccia, non andando a Russia 2018. Già in Sudafrica e in Brasile gli azzurri non riuscirono a passare il primo turno, e questa volta la concorrenza sarebbe stata ancora più agguerrita. Poi, i miracoli gli italiani col pallone tra i piedi li sanno sempre fare, ma è proprio questo il problema: arrivare a costruire un’Italia forte, giovane e credibile senza che sia un miracolo ma la normale espressione di un movimento forte.

Tutti davanti alla televisione, dunque. Con l’Italia alla finestra a guardare cosa fanno gli altri, come crescono. A capire finalmente come ha fatto la Germania a reinventarsi, la Spagna a giocare divertendo, l’Islanda a non essere più una sorpresa, il Belgio a produrre i migliori talenti d’Europa. e a copirare, senza vergogna. Tutti a guardare gli altri, allora, anche per poter dire quando il calciomercato entrerà nel vivo che quel giocatore comprato dalla tal squadra è bravo, o meno.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative