La Ferrari ritrovata inizia a fare paura alla Mercedes
Formula Uno, il trionfo di Vettel sposta gli equilibri Dopo il Canada la Rossa inizia davvero a pensare in grande
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ROMA. È presto a Maranello per sperare di rivivere i trionfi di Michael Schumacher o gli entusiasmi che suscitava Gilles Villeneuve, ma il Gp del Canada può significare una svolta nel presente della Ferrari all'ombra dei due grandi campioni. Sebastian Vettel ha vinto a Montreal da dominatore, un segnale chiaro soprattutto per la Mercedes, abituata ad avere sempre un margine sugli avversari. Il minimo vantaggio del tedesco su Lewis Hamilton è più pesante dal punti di vista psicologico che numerico, anche se in un Mondiale fino ad ora molto equilibrato basta poco per rimettere tutto in discussione.
La scuderia tedesca porterà un upgrade della power unit a Le Castellet – sede il 24 giugno del Gran Premio di Francia, dove non si corre dal 1990 – mentre Pirelli dovrebbe fornire le scuderie di pneumatici con battistrada ridotto, quelli apparsi in Spagna per attenuare l'effetto del blistering, ma risultati meno “digeribili” per le Rosse. Sono solo alcune delle incognite che rendono più appassionante l'attesa. Particolare cura servirà per riattivare il Kimi Raikkonen di inizio campionato, quando solo la sfortuna gli aveva impedito di portare a casa risultati importanti. Il finlandese visto a Montreal - come ha sottolineato anche Maurizio Arrivabene - è coerente con la figura grigia delle scorse stagioni, quando invece, specie in questi momenti, dovrebbe essere almeno di puntello all'impegno del compagno di squadra e al livello della monoposto.
Pur nel tripudio di vessilli del Cavallino, a Montreal non è comunque passata inosservata la gaffe della bandiera a scacchi sventolata con un giro di anticipo dalla modella Winnie Harlow, che ha creato non poca confusione nell'ultimo giro di pista. Ieri è arrivato il mea culpa del direttore di corsa, Charlie Whiting: «È stato spiacevole ma si è trattato di un semplice errore di comunicazione. Per fortuna non c'è stato un danno reale, perché quello che è successo non ha influenzato il risultato della gara. Dobbiamo però evitare che si possa ripetere in futuro».
Evidente l'imbarazzo per quello che viene valutato come un difetto di comunicazione, ma che in altre circostanze poteva dare seri problemi.
La scuderia tedesca porterà un upgrade della power unit a Le Castellet – sede il 24 giugno del Gran Premio di Francia, dove non si corre dal 1990 – mentre Pirelli dovrebbe fornire le scuderie di pneumatici con battistrada ridotto, quelli apparsi in Spagna per attenuare l'effetto del blistering, ma risultati meno “digeribili” per le Rosse. Sono solo alcune delle incognite che rendono più appassionante l'attesa. Particolare cura servirà per riattivare il Kimi Raikkonen di inizio campionato, quando solo la sfortuna gli aveva impedito di portare a casa risultati importanti. Il finlandese visto a Montreal - come ha sottolineato anche Maurizio Arrivabene - è coerente con la figura grigia delle scorse stagioni, quando invece, specie in questi momenti, dovrebbe essere almeno di puntello all'impegno del compagno di squadra e al livello della monoposto.
Pur nel tripudio di vessilli del Cavallino, a Montreal non è comunque passata inosservata la gaffe della bandiera a scacchi sventolata con un giro di anticipo dalla modella Winnie Harlow, che ha creato non poca confusione nell'ultimo giro di pista. Ieri è arrivato il mea culpa del direttore di corsa, Charlie Whiting: «È stato spiacevole ma si è trattato di un semplice errore di comunicazione. Per fortuna non c'è stato un danno reale, perché quello che è successo non ha influenzato il risultato della gara. Dobbiamo però evitare che si possa ripetere in futuro».
Evidente l'imbarazzo per quello che viene valutato come un difetto di comunicazione, ma che in altre circostanze poteva dare seri problemi.
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