«Forza, amici sardi: tifate per la Russia»
di Roberto Muretto
Il tour operator Victor Sergeev lancia un messaggio da Olbia
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OLBIA. Forse avrebbe preferito essere a casa in questo mese per godersi il Mondiale dal vivo. Victor Sergeev è un tour operator che lavora in Sardegna. È una sorta di “tutor” dei turisti, soprattutto di quelli che arrivano dalla Russia e dalla Bielorussia dei quali diventa l’angelo custode appena sbarcano dal charter. «Per le partite mi è stato già detto che vogliono vederle, soprattutto quelle della nostra nazionale».
Che non ha molte chances di vincere il titolo.
«Non ne ha nessuna, ma a voi italiani dico: fate insieme a me il tifo per la Russia».
Se la Russia verrà eliminata per chi farete il tifo?
«Tramite Facebook sono in contatto con la mia famiglia e i tanti amici che lo lasciato nel mio Paese. Mi dicono che Inghilterra e Spagna hanno tantissimi simpatizzanti».
Come stanno vivendo i suoi connazionali l’evento?
«Con un entusiasmo incredibile. Era dalle Olimpiadi del 1980 che non ospitavamo un kermesse così importante. La gente è contenta, in tutte le città dove si giocano le gare c’è stata la corsa al biglietto».
Una grande occasione?
«Per sfatare tanti luoghi comuni. Per dimostrare al mondo che siamo un popolo civile, che ha valori importanti. Vogliamo far conoscere le nostre tradizioni, mandare dei messaggi positivi a chi ha una visione distorta. In Russia la gente è ospitale, cordiale. Sono sicuro che dopo i mondiali ci guarderete in modo diverso».
A lei piace il calcio?
«Sono uno sportivo, pratico l’equitazione e faccio anche le gare. Il mio lavoro è impegnativo, ti concede poco tempo libero. Il calcio lo seguo con non troppa attenzione ma se mi chiede chi ha vinto la Champions League, lo so».
Se le faccio una domanda sullo sport sardo, allora, non sa rispondere?
«Dipende. Però so che la squadra di basket di Sassari ha giocato contro il Cska ed è andata anche in Siberia. Quando queste squadre sono venute in Sardegna mi sarebbe piaciuto andare a vedere le partite, non è stato possibile».
Torniamo al Mondiale di calcio: come lo seguirà?
«Purtroppo solo in televisione. Quanto mi sarebbe piaciuto essere lì, ma in estate è impossibile muovermi. Comunque sono contento che ieri abbiamo vinto la partita d’esordio. Ha visto che entusiasmo allo stadio? Ecco, è la risposta a chi dice che siamo freddi».
Magari si farà raccontare tutto dai suoi familiari?
«Succede già. Ogni giorno, usando i social, sento qualcuno. Un modo per sentirmi a casa. Ormai da tanti anni vivo e lavoro in Italia, ma vedere la mia gente così contenta mi fa emozionare. Quando ieri ho sentito il nostro inno mi sono venuti i brividi. Bellissimo».
I turisti che segue tutti i giorni che cosa raccontano?
«Che in Russia si respira un’ aria di festa. Che i preparativi sono stati meticolosi. Che c’è un altissimo livello di attenzione sulla sicurezza. Molti di loro quando torneranno a casa il Mondiale sarà ancora in corso, dicono che andranno allo stadio. Naturalmente si augurano che la Russia vada più avanti possibile».
Sente nostalgia?
«Un po’ sì. Ma so che il mio lavoro è questo e sono felice di svolgerlo nel modo migliore. Questo non toglie che se avessi potuto un mese lì, quello del Mondiale, sarei tornato molto, molto volentieri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Che non ha molte chances di vincere il titolo.
«Non ne ha nessuna, ma a voi italiani dico: fate insieme a me il tifo per la Russia».
Se la Russia verrà eliminata per chi farete il tifo?
«Tramite Facebook sono in contatto con la mia famiglia e i tanti amici che lo lasciato nel mio Paese. Mi dicono che Inghilterra e Spagna hanno tantissimi simpatizzanti».
Come stanno vivendo i suoi connazionali l’evento?
«Con un entusiasmo incredibile. Era dalle Olimpiadi del 1980 che non ospitavamo un kermesse così importante. La gente è contenta, in tutte le città dove si giocano le gare c’è stata la corsa al biglietto».
Una grande occasione?
«Per sfatare tanti luoghi comuni. Per dimostrare al mondo che siamo un popolo civile, che ha valori importanti. Vogliamo far conoscere le nostre tradizioni, mandare dei messaggi positivi a chi ha una visione distorta. In Russia la gente è ospitale, cordiale. Sono sicuro che dopo i mondiali ci guarderete in modo diverso».
A lei piace il calcio?
«Sono uno sportivo, pratico l’equitazione e faccio anche le gare. Il mio lavoro è impegnativo, ti concede poco tempo libero. Il calcio lo seguo con non troppa attenzione ma se mi chiede chi ha vinto la Champions League, lo so».
Se le faccio una domanda sullo sport sardo, allora, non sa rispondere?
«Dipende. Però so che la squadra di basket di Sassari ha giocato contro il Cska ed è andata anche in Siberia. Quando queste squadre sono venute in Sardegna mi sarebbe piaciuto andare a vedere le partite, non è stato possibile».
Torniamo al Mondiale di calcio: come lo seguirà?
«Purtroppo solo in televisione. Quanto mi sarebbe piaciuto essere lì, ma in estate è impossibile muovermi. Comunque sono contento che ieri abbiamo vinto la partita d’esordio. Ha visto che entusiasmo allo stadio? Ecco, è la risposta a chi dice che siamo freddi».
Magari si farà raccontare tutto dai suoi familiari?
«Succede già. Ogni giorno, usando i social, sento qualcuno. Un modo per sentirmi a casa. Ormai da tanti anni vivo e lavoro in Italia, ma vedere la mia gente così contenta mi fa emozionare. Quando ieri ho sentito il nostro inno mi sono venuti i brividi. Bellissimo».
I turisti che segue tutti i giorni che cosa raccontano?
«Che in Russia si respira un’ aria di festa. Che i preparativi sono stati meticolosi. Che c’è un altissimo livello di attenzione sulla sicurezza. Molti di loro quando torneranno a casa il Mondiale sarà ancora in corso, dicono che andranno allo stadio. Naturalmente si augurano che la Russia vada più avanti possibile».
Sente nostalgia?
«Un po’ sì. Ma so che il mio lavoro è questo e sono felice di svolgerlo nel modo migliore. Questo non toglie che se avessi potuto un mese lì, quello del Mondiale, sarei tornato molto, molto volentieri».
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