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CHE SORPRESA, SOLO UN PARI PER LA SVIZZERA

di MARIO CARTA

Non è la prima e non sarà l’ultima volta che la squadra campione in carica toppa clamorosamente la prima. Chiedere alla Francia (edizione Corea-Giappone) oppure all’Italia sudafricana. E ad altri. E...

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Non è la prima e non sarà l’ultima volta che la squadra campione in carica toppa clamorosamente la prima. Chiedere alla Francia (edizione Corea-Giappone) oppure all’Italia sudafricana. E ad altri. E ieri c’è cascata la super Germania, panzer senza cingoli né cannoni battuta da un Messico non stratosferico ma ordinato e concreto. E il presunto super Brasile c’è andato vicino, pareggiando con la Svizzera. Altro che groviera.

Non è la prima e non sarà l’ultima volta che ai Mondiali di calcio una squadra sfavorita diventa sorpresa, ma sta capitando sempre più spesso. Per conferma vedere l’Islanda che ferma sul pari l’Argentina, e rivederla poi alla luce del brillante cammino degli icemen agli ultimi Europei. Quindi, sorprese sì ma anche no e sempre di meno, in una globalizzazione del pallone che non appiattisce il prodotto ma lo livella verso l’alto. Quindi la vera sorpresa è che la Svizzera che cresce di anno in anno sia stata fermata sul pareggio dal Brasile che non si è ripreso dal fallimentare mondiale di casa, o che l’Islanda sia stata stoppata sull’1-1 da un’Argentina che schiera Biglia e non Dybala. Poi, nonostante gli inciampi sia l’Argentina che la Germania e il Brasile restano tra le favorite per la vittoria. Per ora. Ma una vittoria del Messico o un prestigioso pareggio di Svizzera e Islanda non sono più classificabili nella categoria “sorprese”.



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