La disfatta dei campioni
Germania a casa tra sberleffi e insulti
L’ultradestra critica i “naturalizzati”. Loew ai titoli di coda
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ROMA. «Senza parole». È il titolo che la Bild dedica in prima pagina alla disfatta della Germania al Mondiale, lo stesso che il tabloid più venduto nel Paese aveva usato quattro anno fa dopo lo storico 7-1 inflitto dalla Mannschaft al Brasile, il Mireirazo, nel torneo 2014, poi vinto dai tedeschi. La sconfitta ha fatto davvero rumore e lo farà ancora nei prossimi giorni. Il futuro di Joachim Loew sembra infatti deciso e così quello di molti dei suoi ragazzi, che non indosseranno più la maglia della nazionale. «La decisione sul futuro di Joachim Loew la prenderemo tra qualche giorno, dopo aver fatto una riflessione e aver analizzato i motivi di questa debacle» ha detto il presidente della Federcalcio tedesca, Reinhard Grindel che ha però già avuto un colloquio con Loew, L’allenatore si era preso «tutte le responsabilità di questa sconfitta». «Siamo rimasti d'accordo che decideremo nei prossimi giorni come andare avanti», ha chiarito Grindel. Loew, in carica come ct dal 2006 dopo il Mondiale in casa, aveva da poco rinnovato il suo contratto fino al 2020.
La squadra è intanto rientrata a casa, atterrando a Francoforte con un volo proveniente da Mosca. Nessuna voglia di parlare da parte dei giocatori, a parte il portiere Manuel Neuer, che ha commentato con poche parole, molto dure, la disfatta mondiale: «Siamo furiosi con noi stessi. La sconfitta di ieri non ha nulla a che vedere con il nostro commissario tecnico, i colpevoli siamo noi giocatori».
E in Germania risplodono anche le polemiche, sollevate dall’ultradestra di Alternative fuer Deutschland, sull’utilizzo di giocatori “stranieri”. Un rioferimento odioso nei confronti di Oezil e Guendogan che si erano fatti fotografare con il premier turco Erdogan.
La squadra è intanto rientrata a casa, atterrando a Francoforte con un volo proveniente da Mosca. Nessuna voglia di parlare da parte dei giocatori, a parte il portiere Manuel Neuer, che ha commentato con poche parole, molto dure, la disfatta mondiale: «Siamo furiosi con noi stessi. La sconfitta di ieri non ha nulla a che vedere con il nostro commissario tecnico, i colpevoli siamo noi giocatori».
E in Germania risplodono anche le polemiche, sollevate dall’ultradestra di Alternative fuer Deutschland, sull’utilizzo di giocatori “stranieri”. Un rioferimento odioso nei confronti di Oezil e Guendogan che si erano fatti fotografare con il premier turco Erdogan.
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