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I penalty spingono la Croazia ai quarti

I penalty spingono la Croazia ai quarti

Con la Danimarca botta e risposta nei primi 4’, poi l’epilogo dal dischetto

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Croazia4

Danimarca3

CROAZIA (4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic (36' st Pivaric); Rakitic, Brozovic (26' st Kovacic); Rebic, Modric, Perisic (7' pts Kramaric); Mandzukic (3' sts Badelj). Allenatore Dalic.

DANIMARCA (3-4-3): Schmeichel; Kjaer, Christensen (1' st Schoene), M. Jorgensen; Dalsgaard, Eriksen, Delaney (8' pts Krohn-Dehli), Knudsen; Poulsen, Cornelius (21' st N. Jorgensen), Braithwaite (1' sts Pione Sisto). Allenatore Hareide.

ARBITRO: Pitana (Argentina)

RETI: nel pt 1' M. Jorgensen, 4' Mandzukic

NOTE: sequenza rigori: Eriksen (parato), Badelj (parato), Kjaer (gol), Kramaric (gol), Krohn-Dehli (gol), Modric (gol), Schoene (parato), Pivaric (parato), N. Jorgensen (parato), Rakitic (gol). Angoli: 5-4 per la Croazia Recupero: 1' e 3'; 1' e 1' Ammoniti: M. Jorgensen per gioco scorretto. All'11' sts Schmeichel ha parato un rigore calciato da Modric. Var: 0. Spettatori: 40.851.

NOVGOROD

Anche la Croazia va nei quarti del Mondiale grazie ai rigori. Lo fa al termine di una partita meno bella, se possibile, di quella che si era vista a Mosca fra la nazionale di casa e la Spagna, e in cui due squadre alla fine stremate hanno pensato prima di tutto a non prenderle. Protagonisti del match sono stati il portiere danese Kasper Schmeichel, figlio d'arte che in tribuna ha mandato in visibilio papà Peter, e il regista croato Luka Modric. Le loro storie in questa partita dall'inizio scoppiettante (due gol in 4 minuti) sono andate in parallelo: il danese ha parato, a 4' dalla fine del secondo supplementare, il rigore del croato che avrebbe potuto dare la qualificazione alla Croazia senza bisogno della lotteria finale, poi ha replicato bloccando due tiri dal dischetto dopo il 120', di Badelj e Pivaric. Non quello di Modric, che ha dimostrato coraggio e personalità da vendere, ripresentandosi per un penalty e questa volta battendo il rivale.

Meglio del quale ha fatto un altro eroe di giornata, l'estremo difensore croato Subasic, che di penalty ai danesi ne ha parati tre, sempre in un modo diverso, e a quel punto ha consegnato a Rakitic la chance di mettere la parola fine a una sfida che sembrava voler durare all'infinito. Il centrocampista del Barcellona non ha tradito il popolo croato e i tanti tifosi con la maglia a scacchi che affollavano il Nizhny Novgorod Stadium, ed è stata l'apoteosi. Ora ci si rivede a Sochi, dove sabato prossimo i croati se la vedranno con la Russia.

In questo ottavo la Croazia non ha mostrato quel gioco brillante che finora ne aveva fatto, assieme al Belgio, la selezione più fashion di questo Mondiale. La manovra è apparsa lenta e involuta, in particolare nel secondo tempo regolamentare, ma almeno ha avuto il merito di reagire immediatamente dopo il gol incassato al primo minuto di gioco: una conclusione di Delaney era arrivata a Mathias Jorgensen, che aveva battuto un impacciato Subasic. Al 4' il pari di Mandzukic, lesto ad intervenire dopo che un intervento a spazzare di Dalsgaard era rimpallato su Christensen.

La Croazia può comunque continuare a sognare, anche quando (non succede spesso) Modric commette un errore.



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