Il Brasile è immune al “virus” delle big
Neymar e Firmino siglano i gol per i quarti. Il Messico saluta
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BRASILE2
MESSICO0
BRASILE (4-2-3-1): Alisson, Fagner, Thiago Silva, Miranda, Luis Felipe, Paulinho (36' st Fernandinho), Casemiro, Willian (46' st Marquinhos), Coutinho (41' st Firmino), Neymar, Gabriel Gesus. (23 Ederson, 16 Cassio, 4 Geromel, 12 Marcelo, 14 Danilo, 18 Fred, 21 Taison). All.: Tite.
MESSICO (4-3-3): Ochoa, Gallardo, Salcedo, Ayala, Alvarez (10' st Jonathan dos Santos), Guardado, Marquez (1' st Layun), Herrera, Lozano, Hernandez (15' st Jimenez), Vela. (1 J.J. Corona, 12 Talavera, 5 Gutierrez, 8 Fabian, 10 Giovani dos Santos, 17 J.M. Corona, 19 Peralta, 20 Aquino). All.: Osorio.
ARBITRO: Rocchi (Italia).
RETI: nel st 6' Neymar, 43' Firmino.
NOTE: ammoniti: Alvarez, Felipe Luis, Casemiro e Salsedo per gioco falloso, Herrera per gioco scorretto. Angoli: 8-7 per il Brasile. Recupero: 0' e 6'. Var: 0. Spettatori: 41.970.
SAMARA
La strage delle favorite si ferma a Samara. Il Brasile di O Ney vola nei quarti dopo avere debellato con pazienza, intelligenza e talento l'ostinata caparbietà di un diligente Messico. A salire in cattedra è il geniale Neymar, l'uomo giusto al posto giusto: segna un gol da centravanti d'area e regala l'assist del raddoppio a Firmino. Accanto a lui migliore in campo è Willian che convince gli scettici con una prestazione continua: i suoi strappi minano la sicurezza della rocciosa difesa messicana.
Fuori Germania, Argentina e Spagna, sono i brasiliani a rappresentare la tradizione e la continuità mentre Russia 2018 si conferma il trionfo del Psg: dopo Cavani e Mbappè anche Neymar diventa grande protagonista e può aspirare, se proseguirà a dare spettacolo, anche al Pallone d'Oro.
È un Brasile calibrato quello impostato da Tite: Miranda e Thiago Silva blindano la difesa anche per il robusto lavoro di Casemiro (che salterà i quarti per squalifica) e Paulinho. Alisson viene chiamato in causa raramente. Diligenti ma non esaltanti gli esterni bassi, poi quando cambiano passo a fare la differenza sono gli uomini d'attacco: la freccia Willian, il talentuoso Coutinho e soprattutto il numero 1 Neymar, che trova giocate sopraffine, assist e conclusioni spettacolari. Peccato per la sceneggiata sul pestone di Layun, non degno della sua statura di fuoriclasse. Il raddoppio nel finale con Firmino, subentrato a Gabriel Jesus, meno continuo dei suoi compagni di reparto.
Il Messico tiene botta per un tempo grazie alle parate di Ochoa, poi si arrende alla superiore qualità dei brasiliani. Ottima la direzione di Rocchi, fra i migliori in campo.
Il Messico esce a testa alta, il Brasile meritatamente avanza verso i quarti con tutti gli ingredienti per risultare protagonista.
MESSICO0
BRASILE (4-2-3-1): Alisson, Fagner, Thiago Silva, Miranda, Luis Felipe, Paulinho (36' st Fernandinho), Casemiro, Willian (46' st Marquinhos), Coutinho (41' st Firmino), Neymar, Gabriel Gesus. (23 Ederson, 16 Cassio, 4 Geromel, 12 Marcelo, 14 Danilo, 18 Fred, 21 Taison). All.: Tite.
MESSICO (4-3-3): Ochoa, Gallardo, Salcedo, Ayala, Alvarez (10' st Jonathan dos Santos), Guardado, Marquez (1' st Layun), Herrera, Lozano, Hernandez (15' st Jimenez), Vela. (1 J.J. Corona, 12 Talavera, 5 Gutierrez, 8 Fabian, 10 Giovani dos Santos, 17 J.M. Corona, 19 Peralta, 20 Aquino). All.: Osorio.
ARBITRO: Rocchi (Italia).
RETI: nel st 6' Neymar, 43' Firmino.
NOTE: ammoniti: Alvarez, Felipe Luis, Casemiro e Salsedo per gioco falloso, Herrera per gioco scorretto. Angoli: 8-7 per il Brasile. Recupero: 0' e 6'. Var: 0. Spettatori: 41.970.
SAMARA
La strage delle favorite si ferma a Samara. Il Brasile di O Ney vola nei quarti dopo avere debellato con pazienza, intelligenza e talento l'ostinata caparbietà di un diligente Messico. A salire in cattedra è il geniale Neymar, l'uomo giusto al posto giusto: segna un gol da centravanti d'area e regala l'assist del raddoppio a Firmino. Accanto a lui migliore in campo è Willian che convince gli scettici con una prestazione continua: i suoi strappi minano la sicurezza della rocciosa difesa messicana.
Fuori Germania, Argentina e Spagna, sono i brasiliani a rappresentare la tradizione e la continuità mentre Russia 2018 si conferma il trionfo del Psg: dopo Cavani e Mbappè anche Neymar diventa grande protagonista e può aspirare, se proseguirà a dare spettacolo, anche al Pallone d'Oro.
È un Brasile calibrato quello impostato da Tite: Miranda e Thiago Silva blindano la difesa anche per il robusto lavoro di Casemiro (che salterà i quarti per squalifica) e Paulinho. Alisson viene chiamato in causa raramente. Diligenti ma non esaltanti gli esterni bassi, poi quando cambiano passo a fare la differenza sono gli uomini d'attacco: la freccia Willian, il talentuoso Coutinho e soprattutto il numero 1 Neymar, che trova giocate sopraffine, assist e conclusioni spettacolari. Peccato per la sceneggiata sul pestone di Layun, non degno della sua statura di fuoriclasse. Il raddoppio nel finale con Firmino, subentrato a Gabriel Jesus, meno continuo dei suoi compagni di reparto.
Il Messico tiene botta per un tempo grazie alle parate di Ochoa, poi si arrende alla superiore qualità dei brasiliani. Ottima la direzione di Rocchi, fra i migliori in campo.
Il Messico esce a testa alta, il Brasile meritatamente avanza verso i quarti con tutti gli ingredienti per risultare protagonista.
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