Festa iridata a ritmo di samba?
Il Brasile è il favorito numero uno, ma prendono voti anche la Francia, la Croazia e il Belgio
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SASSARI. Dopo due settimane fitte di impegni i campionati del mondo di calcio si prendono due giorni di vacanza. Oggi e domani non ci saranno partite in attesa della volata finale con i quarti, le semifinali e la finalissima di domenica 15 luglio. Per 48 ore il pallone resterà fermo e le otto squadre ancora in corsa avranno il tempo per prendere fiato e riordinare le idee. Chi vincerà i Mondiali? E che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni? Lo abbiamo chiesto a un gruppo mister sardi tra i più conosciuti e stimati. Ecco le loro impressioni.
Stefano Udassi. «Penso che vincerà il Brasile perchè ha qualità importanti e una tradizione molto lunga. In un torneo come questo l’esperienza conta e alla fine si farà sentire. La sorpresa è sicuramente la Svezia. Io dico subito che non mi piace come gioca però i risultati le danno ragione. La Svezia è una squadra molto solida, fortissima fisicamente che si chiude davanti alla sua difesa e sa usare il contropiede. Ha preso pochissimi gol e credo che sarà un cliente difficile anche per l’Inghilterra. La delusioni invece sono due: la Spagna e l’Argentina. Gli spagnoli mi sembrano arrivati alla fine di un ciclo. Non tanto per il gioco espresso ma perchè non sono stati capaci di rinnovarsi e svecchiare la squadra. L’Argentina è riuscita a fare ancora peggio nonostante un attacco importante e una rosa ricca di talenti. E’ mancata la difesa e mi sembra di capire che ci siano stati problemi anche fuori dal campo. La stella è, fino a questo momento, il francese Mbappè. E’ un ragazzo che può solo crescere, dotato di grandi mezzi fisici e di buona tecnica. Non ho visto altre stelle anche se sta facendo bene Neymar. Ma sul brasiliano non avevo dubbi. Sul livello del gioco mi sembra che ci sia molto equilibrio e questo è un elemento di rammarico in più per l’assenza dell’Italia. Sono sicuro che avrebbe fatto bene».
Bernardo Mereu. «Scommetto sulla Francia. Mi sembra la squadra più solida e più costante. Vedo bene anche Brasile, Svezia e Belgio. Però hanno qualcosa in meno. I francesi sono più organizzati, hanno un bel mix di esperienza e gioventù e stanno guadagnando autostima partita dopo partita. La sorpresa è il Belgio, anche se è una sorpresa relativa. Dietro l’exploit della squadra c’è un lavoro di costruzione che va avanti da anni e ci sono una serie di vittorie importanti conquistate nei settori giovanili. L’approodo ai quarti di finale non arriva per caso e credo che sia meritata. La delusione è la Germania e, almeno in parte, la Spagna. Ero sicuro che i tedeschi sarebbero andati avanti e invece non hanno fatto vedere nulla di buono. La stella è sicuramente Mbappè, un ragazzo che ha forza fisica e talento da vendere. Ne sentiremo parlare a lungo. Io ho visto anche un grande Cavani e, tutto sommato promuovo anche due fuoriclasse come Ronaldo e Messi. Non hanno brillato però sono due giocatori che non si possono discutere. Il gioco mi è sembrato molto livellato e senza grandi novità. Giocano quasi tutti con il 4-4-2 per non rischiare dietro e mi dispiace non ci sia l’Italia. Non avrebbe sfigurato».
Pino Tortora. «La vincitrice? Dico Inghilterra. Forse vado un po’ contro corrente ma mi sembra che sia l’anno giusto per i Tre leoni. Finora hanno dovuto pedalare in salita ma sono sempre riusciti a superare le difficoltà. E credo che non sia un caso. Riuscire a fare squadra è fondamentale e mi sembra che gli inglesi ci stiano riuscendo. La sorpresa è la Svezia che gioca molto coperta e non concede nulla agli avversari. Questo riabilita l’Italia anche se è inutile recriminare su quello che poteva essere e non è stato. La delusione è l’Argentina che non ha fatto vedere nulla. La nazionale sudamericana è arrivata in Russia con tanti talenti ma è scomparsa sia in campo che fuori. Anzi soprattutto fuori. La Federazione non è riuscita a difendere il suo allenatore e anche la presenza di Maradona è stata ingombrante e controproducente. Non si può vivere pensando al passato, per quando glorioso sia. Anche sulla stella di questi Mondiali so di andare un po’ contro corrente ma dico Harry Kane. Il bomber inglese è una sicurezza pur senza avere il fascino di Ronaldo o la classe di Messi. Il gioco finora non mi ha entusiasmato a dimostrazione che non bastano i grandi campioni per fare le grandi squadre».
Marco Sanna. Difficile dire chi vincerà. Io vedo una finale Croazia-Brasile. I croati sono una squadra tostissima, cresciuta anche tecnicamente grazie ai tanti giocatori che ha in giro per l’Europa. Il Brasile è una garanzia. C’è sempre e arriverà sino alla fine. La sorpresa è la Svezia. Io non ci avrei scommesso un euro è invece è ai quarti e farà soffrire l’Inghiliterra. E’ una squadra che gioca cortissima e che è difficile stanare. Non è bella da vedere ma ai Mondiali contano i risultati. La delusione è l’Argentina. Visti i nomi mi aspettavo molto di più. Invece si è visto un Messi stanco, una squadra senza gioco e una difesa incredibilmente vulnerabile. La stella è Mbappè anche se dopo una partenza così così sta venendo fuori Neymar. Per quanto riguarda il gioco direi che si è visto poco. Non ci sono più squadre materasso e quasi tutti pensano a non prenderle. E’ un po’ nella filosofia dei Mondiali, però potevamo aspettarci di meglio».
Michele Filippi. «Facile fare i soliti nomi. Io invece dico Belgio o Croazia. In tornei come questo il nome e il blasone contano poco. Valgono di più i contenuti e Belgio e Croazia da questo punto di vista mi affascinano. Sono due squadre forti, che fanno programmato il loro percorso spinte da un grande entusiasmo. Per la Croazia questi Mondiali sono una sorta di catarsi dopo anni difficili dal punto di vista politico. Dietro la squadra c’è un intero popolo che sta riscattando sofferenze e delusioni. La sorpresa è l’Uruguay. Sono felice per Oscar Tabarez, un allenatore che in Sardegna conosciamo bene e che a Cagliari a ha scritto una pagina importate nella storia del club rossoblù. Tabarez è un’icona. L’immagine di un uomo che lotta per se stesso e per la sua nazione. La delusione è l’Argentina. E’ vero che anche la Spagna e la Germania sono uscite presto ma da Messi e compagni mi aspettavo davvero di più. La squadra ha deluso e credo che ci siano difficoltà che vanno oltre il passo falso in Russia. La stella è Mbappè, un giocatore che ha fatto fare alla Francia un salto di qualità. Ne sentiremo parlare a lungo. Quando al gioco non mi aspettavo molto di più. I Mondiali sono così e, soprattutto dopo la fase a gironi, è inutile aspettarsi il bel gioco».
Mauro Giorico. «Vedo favorite Brasile e Francia. Probabilmente si incroceranno in semifinale e una delle due lascerà la Russia. Sono le più forti per qualità tecniche, importanza dei giocatori ed esperienza internazionale. La sorpresa è la Svezia. Non mi aspettavo di vederla nei quarti e questo rivaluta un po’ anche la nostra nazionale. Le delusioni sono almeno tre: Germania, Spagna e Argentina. Non credevo cadessero al primo turno e, soprattutto che cadessero così male, senza far vedere nulla di positivo. La stella più brillante è quella di Mbappè. Non è l’unica ma le altre si conoscevano già non sono una sorpresa. Mbappè invece è la novità più bella che ci ha regalato il torneo. Lo spettacolo, a metà campionato, mi sembra soddisfacente. Ho visto squadre molto tecniche, tanta attenzione alla fase difensiva e forse un po’ meno a quella offensiva. Però va messo nel conto vista l’importanza dell’avvenimento. Adesso godiamoci la fase finale».
Antonio Ledà
Stefano Udassi. «Penso che vincerà il Brasile perchè ha qualità importanti e una tradizione molto lunga. In un torneo come questo l’esperienza conta e alla fine si farà sentire. La sorpresa è sicuramente la Svezia. Io dico subito che non mi piace come gioca però i risultati le danno ragione. La Svezia è una squadra molto solida, fortissima fisicamente che si chiude davanti alla sua difesa e sa usare il contropiede. Ha preso pochissimi gol e credo che sarà un cliente difficile anche per l’Inghilterra. La delusioni invece sono due: la Spagna e l’Argentina. Gli spagnoli mi sembrano arrivati alla fine di un ciclo. Non tanto per il gioco espresso ma perchè non sono stati capaci di rinnovarsi e svecchiare la squadra. L’Argentina è riuscita a fare ancora peggio nonostante un attacco importante e una rosa ricca di talenti. E’ mancata la difesa e mi sembra di capire che ci siano stati problemi anche fuori dal campo. La stella è, fino a questo momento, il francese Mbappè. E’ un ragazzo che può solo crescere, dotato di grandi mezzi fisici e di buona tecnica. Non ho visto altre stelle anche se sta facendo bene Neymar. Ma sul brasiliano non avevo dubbi. Sul livello del gioco mi sembra che ci sia molto equilibrio e questo è un elemento di rammarico in più per l’assenza dell’Italia. Sono sicuro che avrebbe fatto bene».
Bernardo Mereu. «Scommetto sulla Francia. Mi sembra la squadra più solida e più costante. Vedo bene anche Brasile, Svezia e Belgio. Però hanno qualcosa in meno. I francesi sono più organizzati, hanno un bel mix di esperienza e gioventù e stanno guadagnando autostima partita dopo partita. La sorpresa è il Belgio, anche se è una sorpresa relativa. Dietro l’exploit della squadra c’è un lavoro di costruzione che va avanti da anni e ci sono una serie di vittorie importanti conquistate nei settori giovanili. L’approodo ai quarti di finale non arriva per caso e credo che sia meritata. La delusione è la Germania e, almeno in parte, la Spagna. Ero sicuro che i tedeschi sarebbero andati avanti e invece non hanno fatto vedere nulla di buono. La stella è sicuramente Mbappè, un ragazzo che ha forza fisica e talento da vendere. Ne sentiremo parlare a lungo. Io ho visto anche un grande Cavani e, tutto sommato promuovo anche due fuoriclasse come Ronaldo e Messi. Non hanno brillato però sono due giocatori che non si possono discutere. Il gioco mi è sembrato molto livellato e senza grandi novità. Giocano quasi tutti con il 4-4-2 per non rischiare dietro e mi dispiace non ci sia l’Italia. Non avrebbe sfigurato».
Pino Tortora. «La vincitrice? Dico Inghilterra. Forse vado un po’ contro corrente ma mi sembra che sia l’anno giusto per i Tre leoni. Finora hanno dovuto pedalare in salita ma sono sempre riusciti a superare le difficoltà. E credo che non sia un caso. Riuscire a fare squadra è fondamentale e mi sembra che gli inglesi ci stiano riuscendo. La sorpresa è la Svezia che gioca molto coperta e non concede nulla agli avversari. Questo riabilita l’Italia anche se è inutile recriminare su quello che poteva essere e non è stato. La delusione è l’Argentina che non ha fatto vedere nulla. La nazionale sudamericana è arrivata in Russia con tanti talenti ma è scomparsa sia in campo che fuori. Anzi soprattutto fuori. La Federazione non è riuscita a difendere il suo allenatore e anche la presenza di Maradona è stata ingombrante e controproducente. Non si può vivere pensando al passato, per quando glorioso sia. Anche sulla stella di questi Mondiali so di andare un po’ contro corrente ma dico Harry Kane. Il bomber inglese è una sicurezza pur senza avere il fascino di Ronaldo o la classe di Messi. Il gioco finora non mi ha entusiasmato a dimostrazione che non bastano i grandi campioni per fare le grandi squadre».
Marco Sanna. Difficile dire chi vincerà. Io vedo una finale Croazia-Brasile. I croati sono una squadra tostissima, cresciuta anche tecnicamente grazie ai tanti giocatori che ha in giro per l’Europa. Il Brasile è una garanzia. C’è sempre e arriverà sino alla fine. La sorpresa è la Svezia. Io non ci avrei scommesso un euro è invece è ai quarti e farà soffrire l’Inghiliterra. E’ una squadra che gioca cortissima e che è difficile stanare. Non è bella da vedere ma ai Mondiali contano i risultati. La delusione è l’Argentina. Visti i nomi mi aspettavo molto di più. Invece si è visto un Messi stanco, una squadra senza gioco e una difesa incredibilmente vulnerabile. La stella è Mbappè anche se dopo una partenza così così sta venendo fuori Neymar. Per quanto riguarda il gioco direi che si è visto poco. Non ci sono più squadre materasso e quasi tutti pensano a non prenderle. E’ un po’ nella filosofia dei Mondiali, però potevamo aspettarci di meglio».
Michele Filippi. «Facile fare i soliti nomi. Io invece dico Belgio o Croazia. In tornei come questo il nome e il blasone contano poco. Valgono di più i contenuti e Belgio e Croazia da questo punto di vista mi affascinano. Sono due squadre forti, che fanno programmato il loro percorso spinte da un grande entusiasmo. Per la Croazia questi Mondiali sono una sorta di catarsi dopo anni difficili dal punto di vista politico. Dietro la squadra c’è un intero popolo che sta riscattando sofferenze e delusioni. La sorpresa è l’Uruguay. Sono felice per Oscar Tabarez, un allenatore che in Sardegna conosciamo bene e che a Cagliari a ha scritto una pagina importate nella storia del club rossoblù. Tabarez è un’icona. L’immagine di un uomo che lotta per se stesso e per la sua nazione. La delusione è l’Argentina. E’ vero che anche la Spagna e la Germania sono uscite presto ma da Messi e compagni mi aspettavo davvero di più. La squadra ha deluso e credo che ci siano difficoltà che vanno oltre il passo falso in Russia. La stella è Mbappè, un giocatore che ha fatto fare alla Francia un salto di qualità. Ne sentiremo parlare a lungo. Quando al gioco non mi aspettavo molto di più. I Mondiali sono così e, soprattutto dopo la fase a gironi, è inutile aspettarsi il bel gioco».
Mauro Giorico. «Vedo favorite Brasile e Francia. Probabilmente si incroceranno in semifinale e una delle due lascerà la Russia. Sono le più forti per qualità tecniche, importanza dei giocatori ed esperienza internazionale. La sorpresa è la Svezia. Non mi aspettavo di vederla nei quarti e questo rivaluta un po’ anche la nostra nazionale. Le delusioni sono almeno tre: Germania, Spagna e Argentina. Non credevo cadessero al primo turno e, soprattutto che cadessero così male, senza far vedere nulla di positivo. La stella più brillante è quella di Mbappè. Non è l’unica ma le altre si conoscevano già non sono una sorpresa. Mbappè invece è la novità più bella che ci ha regalato il torneo. Lo spettacolo, a metà campionato, mi sembra soddisfacente. Ho visto squadre molto tecniche, tanta attenzione alla fase difensiva e forse un po’ meno a quella offensiva. Però va messo nel conto vista l’importanza dell’avvenimento. Adesso godiamoci la fase finale».
Antonio Ledà
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