«Gara emozionante, vincere qui è un sogno»
Raikkonen riconosce l’errore («colpa mia»), ma Hamilton non la manda giù e diserta la sala stampa
2 MINUTI DI LETTURA
SILVERSTONE. Vincere in casa del nemico porta sempre una soddisfazione in più e a fatica Sebastian Vettel trattiene il suo entusiasmo dopo il trionfo sul circuito di Silverstone, il regno assoluto del suo rivale Lewis Hamilton. È felice e non sta nella pelle il tedesco, saluta tutti e si sbraccia, regala grandi sorrisi nel dopo gara, ma misura le parole: «Vincere qui è un sogno» dice, e si capisce che allude al fatto che qui ormai da anni non c’era spazio per la rossa ma solo per la Mercedes di Hamilton. «È stata una gara emozionante. La safety car ha reso tutto più complicato – aggiunge il leader del mondiale – ma è stata una bellissima battaglia. Il sorpasso finale su Bottas? Non è stato semplice, credo di averlo sorpreso. Comunque, vincere qui a Silverstone è un sogno».
Di poche parole come sempre, ma sportivissimo è Kimi Raikkonen. Il finlandese della Ferrari, terzo al traguardo, ha accettato i 10 secondi di penalità che gli sono stati dati e ammette di aver commesso un errore, poco dopo la partenza: «Ho avuto un bloccaggio – dice – e ho finito per prendere Hamilton, lui per colpa mia si è girato», ed è poi finito sulla ghiaia, ripartendo praticamente da ultimo. «L'errore è stato mio – ammette Raikkonen –, va bene così, meritavo la penalità. L’ho presa e subito sono tornato a lottare. Senza l'errore e la penalità la gara sarebbe andata ancora meglio».
E questa è sicuramente anche la recriminazione di Hamilton che ha protestato a lungo via radio dopo il contatto fortuito con il ferrarista che l'ha costretto in coda al gruppo. Ripartito da ultimo è giunto secondo, senza quell'handicap la corsa avrebbe potuto avere uno svolgimento ben diverso. Hamilton è talmente arrabbiato che dopo il traguardo ignora tutti, anche lo speaker della corsa per le interviste di rito agli uomini del podio, e se ne va silenzioso, salvo poi sfogarsi con i suoi: «Senza quel problema la gara non sarebbe finita così».
Di poche parole come sempre, ma sportivissimo è Kimi Raikkonen. Il finlandese della Ferrari, terzo al traguardo, ha accettato i 10 secondi di penalità che gli sono stati dati e ammette di aver commesso un errore, poco dopo la partenza: «Ho avuto un bloccaggio – dice – e ho finito per prendere Hamilton, lui per colpa mia si è girato», ed è poi finito sulla ghiaia, ripartendo praticamente da ultimo. «L'errore è stato mio – ammette Raikkonen –, va bene così, meritavo la penalità. L’ho presa e subito sono tornato a lottare. Senza l'errore e la penalità la gara sarebbe andata ancora meglio».
E questa è sicuramente anche la recriminazione di Hamilton che ha protestato a lungo via radio dopo il contatto fortuito con il ferrarista che l'ha costretto in coda al gruppo. Ripartito da ultimo è giunto secondo, senza quell'handicap la corsa avrebbe potuto avere uno svolgimento ben diverso. Hamilton è talmente arrabbiato che dopo il traguardo ignora tutti, anche lo speaker della corsa per le interviste di rito agli uomini del podio, e se ne va silenzioso, salvo poi sfogarsi con i suoi: «Senza quel problema la gara non sarebbe finita così».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
