Erittu ritrova la corona dei pesi massimi leggeri
di Mario Carta
Il pugile di Porto Torres sul ring di Balai conquista con merito il titolo tricolore Il romando d’Ortenzi battuto ai punti (verdetto unanime) dopo un match intenso
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PORTO TORRES. Massimamente leggero e terribilmente potente, Tore Erittu si è ripreso la (vacante) corona tricolore della categoria superando sul ring allestito a Balai il romano Luca d’Ortenzi, alla prima sconfitta da professionista dopo 8 vittorie di fila. Verdetto unanime: 96-94, 97-93 e 96-94 sui cartellini dei giudici alla fine di dieci intense riprese. Il 38enne di Porto Torres nella riunione allestita dalla Opi 82 ha esaltato il suo folto pubblico chiudendo il match in crescendo, per finire col fare festa insieme al pubblico mentre i fuochi d’artificio coloravano il cielo stellato, il mare e la sua cintura tricolore, finalmente ritrovata non come traguardo ma come punto di partenza verso nuovi traguardi. Quel che cercava Erittu: misurarsi, capire. Vincere , soprattutto.
Ma non era cominciata bene, per Tore, che nelle prime riprese dell’incontro aveva sofferto la superiore velocità dell’avversario, più giovane di lui di otto primavere. Soprattutto nel 3° round il massimo leggero di casa non riusciva a trovare il ritmo. Poi ha prevalso l’esperienza e ha vinto anche la “testa”, perché Erittu dal quarto round in poi si è preso il centro del ring e insieme il ritmo della sfida, da padrone. Colpendo sempre con precisione senza sprecare pugni e senza lasciare mai l’iniziativa al romano, il primo a calare fisicamente nel finale, quando le braccia sono diventate più pesanti per entrambi e quando l’arte pugilistica del sardo si è unita al suo superiore mestiere, messo abilmente a frutto.
Nel contorno, il ventottenne piuma di Porto Torres Gabriele Cossu, allievo di Tore Erittu e Simone Maludrottu, gestito all’angolo dal secondo, ha superato il coetaneo serbo Nemanja Sablyov ai punti, aggiudicandosi nettamente tutte e sei le riprese. Alla seconda vittoria da professionista in due match, Cossu ha anche mandato al tappeto l’avversario nel finale della terza ripresa ma – anche limitato da un problema fisico – non ha trovato il colpo del ko.
Nel sottoclou infine il nuorese Alessandro Goddi nei medi (8 round) ha battuto per kot alla quarta ripresa il serbo Bojan Radovic. Goddi ha sempre fatto il match e nel finale del 3° round ha mandato al tappeto due volte l’avversario, per demolirlo nel round successivo con l’ennesimo diretto destro.
Ma non era cominciata bene, per Tore, che nelle prime riprese dell’incontro aveva sofferto la superiore velocità dell’avversario, più giovane di lui di otto primavere. Soprattutto nel 3° round il massimo leggero di casa non riusciva a trovare il ritmo. Poi ha prevalso l’esperienza e ha vinto anche la “testa”, perché Erittu dal quarto round in poi si è preso il centro del ring e insieme il ritmo della sfida, da padrone. Colpendo sempre con precisione senza sprecare pugni e senza lasciare mai l’iniziativa al romano, il primo a calare fisicamente nel finale, quando le braccia sono diventate più pesanti per entrambi e quando l’arte pugilistica del sardo si è unita al suo superiore mestiere, messo abilmente a frutto.
Nel contorno, il ventottenne piuma di Porto Torres Gabriele Cossu, allievo di Tore Erittu e Simone Maludrottu, gestito all’angolo dal secondo, ha superato il coetaneo serbo Nemanja Sablyov ai punti, aggiudicandosi nettamente tutte e sei le riprese. Alla seconda vittoria da professionista in due match, Cossu ha anche mandato al tappeto l’avversario nel finale della terza ripresa ma – anche limitato da un problema fisico – non ha trovato il colpo del ko.
Nel sottoclou infine il nuorese Alessandro Goddi nei medi (8 round) ha battuto per kot alla quarta ripresa il serbo Bojan Radovic. Goddi ha sempre fatto il match e nel finale del 3° round ha mandato al tappeto due volte l’avversario, per demolirlo nel round successivo con l’ennesimo diretto destro.
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