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«I miei Bleus ne combinano... di tutti i colori»

di Mario Carta
«I miei Bleus ne combinano... di tutti i colori»

Gristolu, parigino da 40 anni nell’isola, non ha dubbi: «Le nazionali tutte di bianchi mi fanno paura»

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SASSARI. Ebbene sì, la Croazia su tutti per tutti e di tutti ma in Sardegna oggi ci sarà anche chi - da parigino che da 40 anni vive nell’isola, perfettamente integrato – fa il tifo per la Francia: è Gristolu, all’anagrafe Cristophe Thibaudeau, da Capo Comino. «Però, prima di tutto una premessa: sono un imbranato di calcio, non sapevo neanche che Deschampes avesse giocato nella Juve. Poi, ovviamente tengo per la Francia e non solo perché è il mio primo Paese – spiega –, ma ho guardato il mondiale e tutto sommato gioca bene. Però, soprattutto, oltrepassando il discorso puramente sportivo sono molto contento di vedere che nei bleus ci sono tanti giocatori che presentano tutte le sfumature di nero. E’ un gran piacere per me tifare il Paese più colorato dei Mondiali».

Fuori dal coro. «Il Belgio mi è piaciuto – prosegue l’ex giornalista che ha scelto la Sardegna, cominciando da lettore all’università di Sassari –. ma la Croazia no. Sono bravi, certo, però è una squadra troppo... bianca, e questo mi fa paura. Sono 4 milioni, va bene, hanno sofferto la guerra però non voglio vedere squadre internazionali tutte bianche, ho voglia di colore con tutto quello che sta succedendo e con i ministri italiani che abbiamo. Da italiano mi vergogno di questo atteggiamento razzista. La multirazzialità è meglio, molto meglio».

Nessuno tifa la Francia. Gristolu, che ha vissuto a lungo a Gavoi diventando anche assessore alla cultura, prima di scegliere Capo Comino e il mare, dove ha portato anche la madre –, lo sa. «Abbiamo vissuto la colonizzazione ma anche il secolo dei Lumiere e dei Rousseau, ed è quello il mio modello. Il terrorismo e la paura, i miei amici di Charlie Hezbo uccisi e la reazione però il mondo è molto più grande, ajò. E so bene che la Francia sta sulle scatole. Nel calcio in certe partite sono stati bravissimi e in altre fortunati, lo capisco. Io sono totalmente integrato e quando mi dicono “tornatene in Francia” non posso più farlo, sono anche cittadino italiano. L’avrei potuto fare anni e anni fa ma non volevo dare questa soddisfazione a Berlusconi, quindi ho aspettato e l’ho fatto tre anni fa. Ma forse, adesso è peggio...»

E le partite della Francia? «Le ho viste da solo :– conclude Gristolu –. Adesso i miei amici, anche i più cari, sono tutti per la Croazia ma li invito ugualmente a casa mia. C’è vino buono, il Mandrolisai, e c’è lo champagne. Lo stapperò anche se dovesse vincere la Croazia, certo».

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