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Vincenzo Nibali va via, le polemiche restano

Vincenzo Nibali va via, le polemiche restano

Il Tour perde un protagonista ma in tanti assolvono l’organizzazione. Ieri terzo successo di Sagan

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PARIGI. Vincenzo Nibali va, le polemiche restano. Il giorno dopo la caduta, con annessa frattura vertebrale, che ha portato al ritiro dello 'squalo’ dal Tour ancora ci si interroga su cosa veramente sia successo giovedì sulla ripidissima salita che portava al traguardo dell'Alpe d'Huez. Fatalità, caso o scarsa organizzazione? Il ciclismo, sopratutto quello 'eroico’ sull'alta montagna, ha abituato ormai da decenni a scenografie quasi epiche, fatte di ciclisti ansimanti e tifosi scalmanati, divisi tra loro lo spazio di un nonnulla quando ci si inerpica lungo gli strettissimi tornanti di queste montagne sacre.

Va da sé che Nibali è stato super sfortunato come raramente accade, dato lo sfortunato incastro, in quel tratto di strada, di tifosi, fumogeni e moto della Gendarmerie che ha creato scompiglio tra i corridori, facendo pagare il pegno più altro al portacolori della Merida Bahrain. Se sia stata una moto o più semplicemente il laccio di una telecamera di un tifoso a bordo strada a far cadere Nibali ancora non è dato sapere, quello che è però chiaro è che sul banco degli imputati sono finiti gli organizzatori che non hanno disposto, lamentano un pò tutti, misure di protezione sufficienti per evitare l'incidente.

'Sicurezza’ è la parola più utilizzata oggi, via social ma soprattutto dagli addetti ai lavori, per evitare che in futuro si possano ripetere accidenti del genere. Evita polemiche anche il ds di Nibali e della Bahrein Merida, Alberto Volpi: «Purtroppo è andata così, ora possiamo dire di tutto ma non possiamo cambiare le cose», aggiunge il manager secondo cui l'organizzazione «forse poteva far meglio riguardo alla sicurezza dei corridori, speriamo che il prossimo anno investano di più». E assolve i colleghi francesi anche il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni, per il quale «gli organizzatori non hanno colpa. Se anche mettessimo km e km in più di transenne - spiega - resta sempre difficilissimo controllare e tenere a bada tifosi scalmanati».

Ieri intanto Peter Sagan ha vinto la 13ª tappa la Bourg d'Oisans-Valence di 169,5 km, superando in volata Kristoff e Demare. Geraint Thomas ha mantenuto la maglia gialla di leader. Per il campione del mondo si tratta della terza vittoria in questa edizione.



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