DUE LACRIME DAL CIELO DI HOCKENHEIM
Doveva essere il giorno della Rossa. Era tutto pronto per la festa e c’era una dedica scontata e mai sentita come questa volta. Non è andata così perchè anche i campioni sono uomini e come tutti...
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Doveva essere il giorno della Rossa. Era tutto pronto per la festa e c’era una dedica scontata e mai sentita come questa volta. Non è andata così perchè anche i campioni sono uomini e come tutti possono sbagliare. Ieri è toccato a Sebastian Vettel passare dalla gioa alla disperazione in una frazione di secondo. E’ accaduto a 14 giri dalla bandiera a scacchi del Gran Premio di Germania. Il tedesco della Ferrari era al comando della corsa e sembrava in grado di poter amministrare il suo vantaggio con tranquillità. Invece un nuvolone nero ha scaricato sul circuito di Hockenheim una secchiata d’acqua e Vettel non è riuscito a controllare la sua vettura in una curva stretta e senza via di fughe. L’urto contro i tabelloni pubblicitari non è stato violento ma la Rossa si è piantata sulla sabbia ed è rimasta li, monumento alla sfortuna. Vettel ha sbattuto i pugni sul volante, poi ha chiesto scusa al team ed è rientrato ai box a capo chino come l’ultimo dei principianti. Hamilton gli ha scippato il primo gradino del podio e il comando nella classifica del Mondiale. Una beffa doppia resa ancora più amara da quella dedica che il team era sicuro di riuscire fare e che è invece è rimandata. Chissà se senza quelle lacrime dal cielo....
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