«Vivo di sogni e ambizioni altrimenti non sarei qui»
di Roberto Muretto
Tommaso Giulini a ruota libera: «Non faccio il presidente del Cagliari per soldi» «Maran è un manager, sono sempre più convinto che è stata la scelta migliore»
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INVIATO A PEJO. E' un Tommaso Giulini in grande spolvero quello che si presenta nella sala conferenze allestita al primo piano della scuola primaria di Pejo. Il presidente del Cagliari parla a ruota libera, tocca tantissimi argomenti, risponde soppesando le parole. Esplicita concetti chiari, fa anche citazioni. Come quando prende in prestito una frase di John Calvin Coolidge (presidente degli Stati Uniti dal 1923 al 1929) e dice testualmente: «Niente è più importante della perseveranza». Frase che si augura diventi lo slogan dei rossoblù.
Maran e la squadra. Il patron si è già fatto un'idea precisa. «Ho visto i giocatori motivati, coesi. Mi piace molto il rapporto solido che c'è tra il mister e il suo staff, perchè rappresenta la filosofia delle mie aziende. Maran caratterialmente mi ricorda Beretta, un tecnico manager, un punto di riferimento. Ci sono tutti i presupposti per fare bene. Sono sempre più convinto della scelta che abbiamo fatto».
Mercato. Un argomento sul quale il presidente non si sbilancia più di tanto, invitando i cronisti a parlarne con Carli. Ma poi qualcosa la racconta. «Grassi era un'alternativa a Castro. E' stato contattato quando non riuscivamo a chiudere la trattativa col Chievo. Le richieste del mister sono un difensore e un centrocampista. Entro il 18agosto arriveranno. C'è un ventaglio di nomi e non escludo nemmeno quello di Grassi. Ma non so se ha le caratteristiche rischieste dal mister. Gonzalez? La trattativa come mi è stata prospettata non poteva andare avanti. Forse anche le parole del giocatore (ha parlato solo di Inter, considerando il Cagliari un ripiego ndr)hanno contribuito a non farla decollare».
I nuovi. Giulini ha parole al miele per tutti. «Abbiamo acquistato un ragazzino croato (Srna ndr) per 15 anni capitano della sua nazionale. Ha scambiato il gagliardetto con tutti i migliori calciatori del mondo. Ci darà tantissimo sul piano dell'esperienza e della personalità. Castro è stato il miglior giocatore del Chievo negli ultimi anni, Maran lo ha voluto e lo abbiamo accontentato. Nelle prime amichevoli Lucas ci ha già deliziato. Cerri è un ritorno. E' maturato, come caratteristiche assomiglia a Pavoletti ma non sarà solo il suo vice. Non dimenticate che a Perugia oltre a segnare tanti gol ha regalato ai compagni moltissimi assist vincenti. Su di lui abbiamo fatto un investimento importante».
Cagliari in salute. Col Napoli è l'unica squadra del Sud in serie A. «Ed è motivo d'orgoglio. Se il club è sano - spiega Tommaso Giulini - il merito va diviso tra chi ce lo ha venduto (Cellino ndr) e il nostro gruppo di lavoro che ha mantenuto la società sana. Noi abbiamo messo in piedi delle iniziative per valorizzare il brand Cagliari in Italia e nel mondo. Questo è mancato completamente nella precedente gestione».
La fascia di capitano. Forse è una domanda che il patron non si aspettava ma non si tira indietro. «Premesso chela scelta spetta all'allenatore, a Dessena e Sau si aggiungerà Ceppitelli che sostituirà Cossu. Con Andrea stiamo ragionando sul suo futuro, ma farà parte della nostra famiglia. Vedremo in quale ruolo».
Giocatori in uscita. Sicuramente chi ha il contratto in scadenza può fare le valigie. Giulini spiega il concetto in modo inequivocabile. «Dessena, Sau, Ceppitelli, Rafael e altri che ora non ricordo sono legati a noi fino al prossimo giugno. Se arriva un'offerta interessante possono andare via. Se non succede, a mercato chiuso ragioneremo sul rinnovo. Barella e Cigarini? Per me restano. Ma per Nicolò non è facile. Finora abbiamoresistito a tre offerte importanti, due dall'Italia e una dall'estero. Se poi entro metà agosto ci recapitano una proposta economica irrinunciabile, allora la prenderemo in considerazione. Il ragazzo è tranquillo, è legato al Cagliari e sa che noi faremo di tutto per tenerlo qui un'altra stagione».
Difetti e tifosi. Sui primi il presidente è diretto: «Non voglio mai più subire goleade. Perdere 4 o 5 a zero è umiliante, anche nelle difficoltà bisogna sempre restare in partita. Certe prestazioni della passata stagione vanno azzerate. Noi ci siamo salvati grazie al senso di appartenenza, concetto che va sempre messo al primo posto».
Sui supporter gioie e dolori: «Ci sono stati vicino, la salvezza è anche merito loro. Io contestato? I presidenti non sono mai troppo popolari. C'è diffidenza nei miei confronti e mi dispiace. Il tempo mi darà ragione. Quello che stiamo facendo è sotto gli occhi di tutti, da quando ci siamo noi sono stati fatti tanti passi avanti. L’Europa? Non faccio il presidente del Cagliari per soldi, voglio sognare, ho delle ambizioni, altrimenti non sarei qui».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Maran e la squadra. Il patron si è già fatto un'idea precisa. «Ho visto i giocatori motivati, coesi. Mi piace molto il rapporto solido che c'è tra il mister e il suo staff, perchè rappresenta la filosofia delle mie aziende. Maran caratterialmente mi ricorda Beretta, un tecnico manager, un punto di riferimento. Ci sono tutti i presupposti per fare bene. Sono sempre più convinto della scelta che abbiamo fatto».
Mercato. Un argomento sul quale il presidente non si sbilancia più di tanto, invitando i cronisti a parlarne con Carli. Ma poi qualcosa la racconta. «Grassi era un'alternativa a Castro. E' stato contattato quando non riuscivamo a chiudere la trattativa col Chievo. Le richieste del mister sono un difensore e un centrocampista. Entro il 18agosto arriveranno. C'è un ventaglio di nomi e non escludo nemmeno quello di Grassi. Ma non so se ha le caratteristiche rischieste dal mister. Gonzalez? La trattativa come mi è stata prospettata non poteva andare avanti. Forse anche le parole del giocatore (ha parlato solo di Inter, considerando il Cagliari un ripiego ndr)hanno contribuito a non farla decollare».
I nuovi. Giulini ha parole al miele per tutti. «Abbiamo acquistato un ragazzino croato (Srna ndr) per 15 anni capitano della sua nazionale. Ha scambiato il gagliardetto con tutti i migliori calciatori del mondo. Ci darà tantissimo sul piano dell'esperienza e della personalità. Castro è stato il miglior giocatore del Chievo negli ultimi anni, Maran lo ha voluto e lo abbiamo accontentato. Nelle prime amichevoli Lucas ci ha già deliziato. Cerri è un ritorno. E' maturato, come caratteristiche assomiglia a Pavoletti ma non sarà solo il suo vice. Non dimenticate che a Perugia oltre a segnare tanti gol ha regalato ai compagni moltissimi assist vincenti. Su di lui abbiamo fatto un investimento importante».
Cagliari in salute. Col Napoli è l'unica squadra del Sud in serie A. «Ed è motivo d'orgoglio. Se il club è sano - spiega Tommaso Giulini - il merito va diviso tra chi ce lo ha venduto (Cellino ndr) e il nostro gruppo di lavoro che ha mantenuto la società sana. Noi abbiamo messo in piedi delle iniziative per valorizzare il brand Cagliari in Italia e nel mondo. Questo è mancato completamente nella precedente gestione».
La fascia di capitano. Forse è una domanda che il patron non si aspettava ma non si tira indietro. «Premesso chela scelta spetta all'allenatore, a Dessena e Sau si aggiungerà Ceppitelli che sostituirà Cossu. Con Andrea stiamo ragionando sul suo futuro, ma farà parte della nostra famiglia. Vedremo in quale ruolo».
Giocatori in uscita. Sicuramente chi ha il contratto in scadenza può fare le valigie. Giulini spiega il concetto in modo inequivocabile. «Dessena, Sau, Ceppitelli, Rafael e altri che ora non ricordo sono legati a noi fino al prossimo giugno. Se arriva un'offerta interessante possono andare via. Se non succede, a mercato chiuso ragioneremo sul rinnovo. Barella e Cigarini? Per me restano. Ma per Nicolò non è facile. Finora abbiamoresistito a tre offerte importanti, due dall'Italia e una dall'estero. Se poi entro metà agosto ci recapitano una proposta economica irrinunciabile, allora la prenderemo in considerazione. Il ragazzo è tranquillo, è legato al Cagliari e sa che noi faremo di tutto per tenerlo qui un'altra stagione».
Difetti e tifosi. Sui primi il presidente è diretto: «Non voglio mai più subire goleade. Perdere 4 o 5 a zero è umiliante, anche nelle difficoltà bisogna sempre restare in partita. Certe prestazioni della passata stagione vanno azzerate. Noi ci siamo salvati grazie al senso di appartenenza, concetto che va sempre messo al primo posto».
Sui supporter gioie e dolori: «Ci sono stati vicino, la salvezza è anche merito loro. Io contestato? I presidenti non sono mai troppo popolari. C'è diffidenza nei miei confronti e mi dispiace. Il tempo mi darà ragione. Quello che stiamo facendo è sotto gli occhi di tutti, da quando ci siamo noi sono stati fatti tanti passi avanti. L’Europa? Non faccio il presidente del Cagliari per soldi, voglio sognare, ho delle ambizioni, altrimenti non sarei qui».
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