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i veleni dell’ex 

Borriello contro Giulini «Non voleva che segnassi»

Borriello contro Giulini «Non voleva che segnassi»

CAGLIARI. Qualche mese fa aveva minacciato che prima o poi la (sua) verità l’avrebbe raccontata. Marco Borriello lo ha fatto dalle pagine della Gazzetta dello Sport, scaricando sul Cagliari e sul...

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CAGLIARI. Qualche mese fa aveva minacciato che prima o poi la (sua) verità l’avrebbe raccontata. Marco Borriello lo ha fatto dalle pagine della Gazzetta dello Sport, scaricando sul Cagliari e sul presidente Tommaso Giulini quintali di veleno. Si è tolto tanti sassolini dalle scarpe ma a tempo scaduto. Tanto che il Cagliari, considerando questa storia acqua passata, ha ritenuto di non dover replicare.

Ma che cosa ha detto Borriello? Ha rivelato che il suo contratto con la società rossoblù prevedeva un fisso più 50 mila euro a gol. «Ho pensavo che Giulini fosse un folle- ha dichiarato l’attaccante -, oppure che non avesse fiducia in me». Ad aprile Borriello era già arrivato a quta 16 reti. «A cinque giornate dalla fine - racconta ancora Borriello - giochiamo col Pescara, ci danno un rigore. Tutti si aspettano che lo batta io. Rastelli, invece, indica Joao Pedro. Per me fu una coltellata».

Poi l’affondo e le accuse al presidente del Cagliari. «Qualche giorno dopo Capozucca viene da me e mi dice che non sarebbe stato confermato. Poi mi fa vedere un sms di Giulini dove c’è scritto che io devo uscire alla fine del primo tempo. Ho capito perchè non ho calciato il rigore, voleva che non segnassi più». Infine la ciliegina sulla torta: «Col Sassuolo Joao Pedro si è permesso di dirmi si stare zitto e correre. Nello spogliatoio c’è stata una rissa tra di noi. A fine stagione il presidente voleva cambiare il mio contratto, alzando la parte fissa ma cancellando il premio legato ai gol. Non ho accettato, lui si è infuriato e il resto della storia è noto, ho chiesto di andarmene».

Sarà andata proprio così? Borriello ha raccontato il suo punto di vista e non ci sarà una replica perchè il Cagliari ha deciso di non alimentare nuove polemiche su una vicenda che considera morta e sepolta. Se il giocatore ha fatto bene o no a rendere pubbliche queste cose si può discutere all’infinito. Se lo avesse fatto subito, forse, sarebbe stato meglio. (r.m.)

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