Forza Filippo, l’Italia sogna un’impresa
di Andrea Sini
Oggi Tortu in pista nei 100 metri piani. In mattinata il marciatore sassarese Andrea Agrusti in gara nella 50 chilometri
3 MINUTI DI LETTURA
Tutto in un giorno, senza possibilità di appello ma con la chance di scrivere una pagina importante di storia. I campionati europei di atletica leggera entrano nel vivo e la Sardrgnas scende in pista: il momento di Filippo Tortu e Andrea Agrusti infatti è già arrivato.
La Sardegna in pista. Oggi il detentore del record italiano dei 100 metri piani scenderà in pista all’OlympiaStadion alle 19,30 nella semifinale. La finale, facendo tutti gli scongiuri possibili, è in programma alle 21,50. Ma la giornata dell’atletica si aprirà già alle 8,35, con la partenza della 50 chilometri di marcia. Andrea Agrusti, sassarese di 22 anni in forza alle Fiamme Gialle (come Tortu), proverà a dire la sua in una gara massacrante, ben sapendo che la preparazione a questo appuntamento è stata pesantemente condizionata da un infortunio. Tutte le gare verranno trasmesse in tv su Rai2, RaiSport ed Eurosport.
Uno stadio da sogno. «Sono pronto – ha detto ieri Tortu – e sarà una grande emozione vedere pieno un impianto come l'Olympiastadion, e correre su quella pista. Fa effetto già vederlo vuoto, trasmette sensazioni uniche e figuriamoci quando sugli spalti ci sarà tanta gente».
Sognando una medaglia. Andrea Agrusti punta soprattutto a fare una buona gara, senza particolari pressioni legate al risultato. «Perché – ha spiegato alla vigilia – solo di recente sono riuscito a fare buoni allenamenti, dopo avere perso gran parte delle forze per l’infortunio. Sono praticamente ripartito da zero». Filippo Tortu, vent’anni appena compiuti, ha invece la possibilità di salire sul treno più importante della sua ancora giovanissima carriera. Dopo avere battuto il record di Pietro Mennea, ora il velocista sardo-brianzolo sogna una medaglia. Scortato a Berlino dal padre Salvino, suo allenatore, che in questi giorni è stato avvistato all’OlympiaStadion con indosso una maglia della Torres (squadra di cui è tifosissimo), Filippo non perde la calma. «Sin qui è stata una bella stagione, ma l’obiettivo è la finale di questi Europei. Per me è la manifestazione più importante dell'anno, e io sono concentrato, carico e con tanta voglia di correre. Da questa gara capirò se posso ritenermi soddisfatto di questa annata. Non ho scelto una prova facile, e gli avversari non mancano: i 100 metri schierano grossi nomi e credo che il britannico Hughes sia il più forte in questo momento. Ma se ci saranno delle sorprese spero di esserlo io o Marcell (l'altro azzurro Jacobs n.d.r.). Comunque per come sono fatto non sto a guardare gli iscritti e preferisco pensare a me stesso e a correre più veloce degli altri. Se poi ci sarà chi andrà meglio, gli farò un applauso. La staffetta? Per ora ragiono solo sui 100 metri ma credo tanto in questa staffetta, siamo un gruppo di amici prima ancora che di compagni, e dal mio punto di vista ciò mi carica ulteriormente».
La fiducia del ct Elio Locatelli. È un Europeo particolare per l’atletica italiana, che sente aria di rinascita e per questo ha portato in Germania un gruppo mai così numeroso per la competizione continentale, a parte l'edizione di Monaco 2002, in cui gli azzurri furono 95 contro i 91 attuali. «Fin qui la stagione si è svolta in maniera positiva – ha detto Locatelli –. Ora siamo a Berlino, iniziano le gare ed ognuno dovrà fare la sua parte. In fatto di Europei, ho un record come ct: a Spalato 1990 vincemmo 12 medaglie di cui cinque d'oro. L'Europa sta recuperando a livello mondiale, ora vedo un continente in progresso: per esempio, non sempre si sono avuti tanti velocisti sotto i 10”10».
La Sardegna in pista. Oggi il detentore del record italiano dei 100 metri piani scenderà in pista all’OlympiaStadion alle 19,30 nella semifinale. La finale, facendo tutti gli scongiuri possibili, è in programma alle 21,50. Ma la giornata dell’atletica si aprirà già alle 8,35, con la partenza della 50 chilometri di marcia. Andrea Agrusti, sassarese di 22 anni in forza alle Fiamme Gialle (come Tortu), proverà a dire la sua in una gara massacrante, ben sapendo che la preparazione a questo appuntamento è stata pesantemente condizionata da un infortunio. Tutte le gare verranno trasmesse in tv su Rai2, RaiSport ed Eurosport.
Uno stadio da sogno. «Sono pronto – ha detto ieri Tortu – e sarà una grande emozione vedere pieno un impianto come l'Olympiastadion, e correre su quella pista. Fa effetto già vederlo vuoto, trasmette sensazioni uniche e figuriamoci quando sugli spalti ci sarà tanta gente».
Sognando una medaglia. Andrea Agrusti punta soprattutto a fare una buona gara, senza particolari pressioni legate al risultato. «Perché – ha spiegato alla vigilia – solo di recente sono riuscito a fare buoni allenamenti, dopo avere perso gran parte delle forze per l’infortunio. Sono praticamente ripartito da zero». Filippo Tortu, vent’anni appena compiuti, ha invece la possibilità di salire sul treno più importante della sua ancora giovanissima carriera. Dopo avere battuto il record di Pietro Mennea, ora il velocista sardo-brianzolo sogna una medaglia. Scortato a Berlino dal padre Salvino, suo allenatore, che in questi giorni è stato avvistato all’OlympiaStadion con indosso una maglia della Torres (squadra di cui è tifosissimo), Filippo non perde la calma. «Sin qui è stata una bella stagione, ma l’obiettivo è la finale di questi Europei. Per me è la manifestazione più importante dell'anno, e io sono concentrato, carico e con tanta voglia di correre. Da questa gara capirò se posso ritenermi soddisfatto di questa annata. Non ho scelto una prova facile, e gli avversari non mancano: i 100 metri schierano grossi nomi e credo che il britannico Hughes sia il più forte in questo momento. Ma se ci saranno delle sorprese spero di esserlo io o Marcell (l'altro azzurro Jacobs n.d.r.). Comunque per come sono fatto non sto a guardare gli iscritti e preferisco pensare a me stesso e a correre più veloce degli altri. Se poi ci sarà chi andrà meglio, gli farò un applauso. La staffetta? Per ora ragiono solo sui 100 metri ma credo tanto in questa staffetta, siamo un gruppo di amici prima ancora che di compagni, e dal mio punto di vista ciò mi carica ulteriormente».
La fiducia del ct Elio Locatelli. È un Europeo particolare per l’atletica italiana, che sente aria di rinascita e per questo ha portato in Germania un gruppo mai così numeroso per la competizione continentale, a parte l'edizione di Monaco 2002, in cui gli azzurri furono 95 contro i 91 attuali. «Fin qui la stagione si è svolta in maniera positiva – ha detto Locatelli –. Ora siamo a Berlino, iniziano le gare ed ognuno dovrà fare la sua parte. In fatto di Europei, ho un record come ct: a Spalato 1990 vincemmo 12 medaglie di cui cinque d'oro. L'Europa sta recuperando a livello mondiale, ora vedo un continente in progresso: per esempio, non sempre si sono avuti tanti velocisti sotto i 10”10».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
