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«In pedana a 58 anni il segreto è la passione»

«In pedana a 58 anni il segreto è la passione»

Marco Giacomini, pluri-campione italiano di lanci, racconta il mondo dei Master «Ci piace la sfida e il confronto, conserviamo lo spirito autentico dell’atletica»

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SASSARI. È stato uno dei protagonisti assoluti dei campionati sardi senior-master ma Marco Giacomini, lanciatore di origini torinesi e ora sassarese di adozione e in forza da vari anni al Cus Sassari, è anche uno dei protagonisti assoluti dei lanci over 35 in campo nazionale da tantissimi anni. Classe 1960, con un trascorso da atleta agonista nella specialista del lancio del peso (personale di 18,15 metri), così spiega come ha deciso di fare il master. «Ho deciso di ritornare nelle pedane e in pista cinque anni fa, quando ho conosciuto Patrizia Spillo che mi ha convinto ha rimettermi in gioco. Sinceramente non mi aspettavo di trovare tra i master tanta gente agguerrita e preparata con la carica agonistica pari a quella degli assoluti». Cosa spinge un atleta a fare il master? «Quello che è lo spirito vero dell'atletica. La voglia di confrontarsi con se stesso e di provare a tirar fuori il meglio di sé attraverso gli allenamenti, anche se l'età a egli acciacchi avanzano. Non si rimane sempre ventenni o trentenni ma ci si può sempre allenare e provare a migliorarsi, sempre compatibilmente con l'età».

Quale potrebbe essere il ruolo dei master nel panorama generale dell'atletica leggera? «Se ci sono dei buoni master, che fanno bene e riescono a migliorarsi, possono essere da stimolo per le nuove generazioni e per i giovani che intraprendono la pratica dell'atletica. In fondo se, impegnandosi con dedizione, riesce a far bene un over 35 perché non dovrebbero faro e riuscirci anche loro?».

Giacomini, cinque volte campione italiano di lancio del peso master, dove detiene anche il record tricolore degli M50 con 14,78 (peso da 6 Kg) e poi degli M55 con 14,74 (sempre con Kg 6), terzo posto ai mondiali e campione europeo in carica, così giudica i campionati sardi di Nuoro: «C’è stata una partecipazione limitata. Ognuno combatteva praticamente con se stesso per migliorare e ottenere buone prestazioni e misure. Tutto sommato però ci son stati risultati apprezzabili, tanto che io ho realizzato anche il personale nel lancio del martello». Cosa bisogna apprezzare del mondo dei senior-master? «Il mondo dell'atletica dei master è mondo sano con valori positivi da far illustrare ai giovani che praticano sport come manifesto dei sacrifici che vengono fatti senza nessuna aspettativa ne ritorno economico o altro. Tutto viene fatto per la grande passione e per il sano gusto di mettersi in discussione». Ma a un master pesa fare questi allenamenti e questi sacrifici? «Pesa relativamente. Se uno va a fare un lavoro che gli piace alla fine la soddisfazione gli fa dimenticare la fatica. Diversamente accede a qualcuno che fa un lavoro per la quale non nutre passione e che accumulerà molta più fatica. Ecco il segreto dei master è fare questa attività divertendosi e con passione».

Roberto Spezzigu

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