La staffette azzurre volano e adesso sognano il podio
Europei, dopo l’esclusione dalla finale dei 400 la Grenot trascina le ragazze La Trost si ferma a 1,94 ed è ottava nell’alto. Bene Stecchi nel salto con l’asta
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BERLINO. Giornata senza medaglie per l’Italia ieri ai Campionati Europei in corso di svolgimento a Berlino. La delusione per la mancata qualificazione alla finale dei 400 ha spinto Libania Grenot a reagire subito con una vittoria in batteria nella 4x400, dove oggi con le compagne cercherà di lottare per una medaglia. La staffetta azzurra ha migliorato di quasi mezzo secondo il tempo che le aveva fatto vincere i Giochi del Mediterraneo a Tarragona.
Maria Benedicta Chigbolu, “Ayo” Folorunso, Raffaella Lukudo hanno lanciato in testa la Grenot, che ha lottato con le britanniche per conquistare il primo posto. «Sono contentissima di questa finale, meglio di così non poteva andare. Ieri c’era molto delusione ma oggi va meglio con questa staffetta grintosa che secondo me può fare molto bene nella finale».
Un posto in finale anche per la 4x400 uomini (Edoardo Scotti, Michele Tricca, Vladimir Aceti e Davide Re), con il settimo tempo totale. Un azzurro sarà in finale, domani nel salto con l'asta - Claudio Stecchi, che ha saltato 5,51 -, mentre non ha centrato l'obiettivo il capitano azzurro Fabrizio Donato, che martedì prossimo compirà 42 anni. Il triplista ha terminato la qualificazione con 16,15, in ventesima posizione. L'altro azzurro, Simone Forte, è stato il primo degli esclusi.
Si chiude con il quinto posto la finale di Yadisleidy Pedroso sui 400 ostacoli. La primatista italiana corre in 55’80 dopo aver provato a lottare per il podio, affrontando il rettilineo conclusivo in quarta posizione, per poi scivolare indietro a causa di un’incertezza sull’ultima barriera. Festeggia il suo primo titolo la svizzera Lea Sprunger (54’33), bronzo nella scorsa edizione, davanti all’ucraina Anna Ryzhykova (54’51), entrambe difficilmente raggiungibili. Una medaglia poteva essere comunque a portata di mano: infatti il bronzo va al collo della britannica Meghan Beesley che emerge dalla prima corsia in 55”31.
Alessia Trost ci ha provato. Ha fatto ballare l’asticella posizionata a 1,91 per eguagliare il primato stagionale al terzo tentativo ed era obbligatorio incrementare gli standard stagionali per riuscire a sfidare le migliori fino in fondo. La venticinquenne friulana, bronzo mondiale indoor a Birmingham, ha lasciato l’Olympiastadion con l’ottavo posto, conseguenza di tre errori a quota 1,94.
Nella finale dei 1.500 metri, sono arrivati in coda i due italiani Mohad Abdlkadar e Joao Bussotti che non ce l’hanno fatta a tenere il passo degli avversari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Maria Benedicta Chigbolu, “Ayo” Folorunso, Raffaella Lukudo hanno lanciato in testa la Grenot, che ha lottato con le britanniche per conquistare il primo posto. «Sono contentissima di questa finale, meglio di così non poteva andare. Ieri c’era molto delusione ma oggi va meglio con questa staffetta grintosa che secondo me può fare molto bene nella finale».
Un posto in finale anche per la 4x400 uomini (Edoardo Scotti, Michele Tricca, Vladimir Aceti e Davide Re), con il settimo tempo totale. Un azzurro sarà in finale, domani nel salto con l'asta - Claudio Stecchi, che ha saltato 5,51 -, mentre non ha centrato l'obiettivo il capitano azzurro Fabrizio Donato, che martedì prossimo compirà 42 anni. Il triplista ha terminato la qualificazione con 16,15, in ventesima posizione. L'altro azzurro, Simone Forte, è stato il primo degli esclusi.
Si chiude con il quinto posto la finale di Yadisleidy Pedroso sui 400 ostacoli. La primatista italiana corre in 55’80 dopo aver provato a lottare per il podio, affrontando il rettilineo conclusivo in quarta posizione, per poi scivolare indietro a causa di un’incertezza sull’ultima barriera. Festeggia il suo primo titolo la svizzera Lea Sprunger (54’33), bronzo nella scorsa edizione, davanti all’ucraina Anna Ryzhykova (54’51), entrambe difficilmente raggiungibili. Una medaglia poteva essere comunque a portata di mano: infatti il bronzo va al collo della britannica Meghan Beesley che emerge dalla prima corsia in 55”31.
Alessia Trost ci ha provato. Ha fatto ballare l’asticella posizionata a 1,91 per eguagliare il primato stagionale al terzo tentativo ed era obbligatorio incrementare gli standard stagionali per riuscire a sfidare le migliori fino in fondo. La venticinquenne friulana, bronzo mondiale indoor a Birmingham, ha lasciato l’Olympiastadion con l’ottavo posto, conseguenza di tre errori a quota 1,94.
Nella finale dei 1.500 metri, sono arrivati in coda i due italiani Mohad Abdlkadar e Joao Bussotti che non ce l’hanno fatta a tenere il passo degli avversari.
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