Riecco Filippo Tortu la staffetta ci crede
Europei, lo sprinter in pista dopo il quinto posto nei 100
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BERLINO. Sette azzurri per la staffetta 4x100. Sette amici pronti a dare battaglia nella serata conclusiva dei Campionati Europei di Berlino, stasera, con la batteria in programma alle 19,40 e l’eventuale finale (21,35) in meno di due ore. Saranno sicuramente in pista il primatista italiano e quinto d’Europa dei 100 Filippo Tortu e il sesto classificato dei 200, Fausto Desalu, all'indomani dello straordinario 20.13 della finale: gli altri due che completeranno la staffetta verranno scelti tra gli altri convocati, ovvero Marcell Jacobs, Andrew Howe, Federico Cattaneo, Davide Manenti e Roberto Rigali.
«È una delle gare più importanti dell’anno – ha detto Filippo Tortu – e ci tengo particolarmente perché siamo un bellissimo gruppo di amici. Abbiamo lavorato molto quest’anno e abbiamo ottime possibilità di giocarci qualcosa di importante. Non sappiamo ancora nulla della formazione, ci mettiamo tutti a disposizione del prof Di Mulo».
La delusione per il quinto posto nella finale dei 100 metri di lunedì è ormai alle spalle per Tortu, che ci ha pensato su e si è reso conto di avere fatto comunque una grande prova. E anche il suo umore è sembrato quello dei giorni migliori.
«Ci chiedete se ci diamo soprannomi? Io Manenti lo chiamo lo “zio Da” – ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti –. Il motivo è che ne ha corse tante di staffette, ho imparato molto da lui e penso non si offenda se dico che è il veterano. Guardandomi dentro, la mia figura di riferimento è sempre stata Livio Berruti, che ho avuto la fortuna di incontrare. Lo stimo non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello umano per come viveva lo sport».
L’altro azzurro attesissimo è Fausto Desalu: «Ho dormito dopo i 200? Sì e no – ha raccontato –. L’ho detto e lo confermo, da qui a due anni punto ad avvicinarmi al record di Mennea. È l’obiettivo che mi pongo. Sono prontissimo per la staffetta, possiamo fare belle cose, perché oltre ad essere tutti elementi forti siamo un bel gruppo affiatato. Ho la fortuna di essere vicino a quello che era il mio idolo da bambino, Andrew Howe. Ero in punizione e non potevo guardare la tv quando gareggiò nella finale di Osaka. Da allora ho iniziato a imitarlo, suono anche la batteria come lui. Alla fine abbiamo trovato una distanza che ci accomuna e devo ringraziarlo perché è lui che mi ha dato la carica per diventare un professionista e per batterlo nei 200. Questo 20.13 è anche suo».
Alle 19,20, con eventuale finale alle 21,20, scendono invece in pista le ragazze della staffetta.
«È una delle gare più importanti dell’anno – ha detto Filippo Tortu – e ci tengo particolarmente perché siamo un bellissimo gruppo di amici. Abbiamo lavorato molto quest’anno e abbiamo ottime possibilità di giocarci qualcosa di importante. Non sappiamo ancora nulla della formazione, ci mettiamo tutti a disposizione del prof Di Mulo».
La delusione per il quinto posto nella finale dei 100 metri di lunedì è ormai alle spalle per Tortu, che ci ha pensato su e si è reso conto di avere fatto comunque una grande prova. E anche il suo umore è sembrato quello dei giorni migliori.
«Ci chiedete se ci diamo soprannomi? Io Manenti lo chiamo lo “zio Da” – ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti –. Il motivo è che ne ha corse tante di staffette, ho imparato molto da lui e penso non si offenda se dico che è il veterano. Guardandomi dentro, la mia figura di riferimento è sempre stata Livio Berruti, che ho avuto la fortuna di incontrare. Lo stimo non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello umano per come viveva lo sport».
L’altro azzurro attesissimo è Fausto Desalu: «Ho dormito dopo i 200? Sì e no – ha raccontato –. L’ho detto e lo confermo, da qui a due anni punto ad avvicinarmi al record di Mennea. È l’obiettivo che mi pongo. Sono prontissimo per la staffetta, possiamo fare belle cose, perché oltre ad essere tutti elementi forti siamo un bel gruppo affiatato. Ho la fortuna di essere vicino a quello che era il mio idolo da bambino, Andrew Howe. Ero in punizione e non potevo guardare la tv quando gareggiò nella finale di Osaka. Da allora ho iniziato a imitarlo, suono anche la batteria come lui. Alla fine abbiamo trovato una distanza che ci accomuna e devo ringraziarlo perché è lui che mi ha dato la carica per diventare un professionista e per batterlo nei 200. Questo 20.13 è anche suo».
Alle 19,20, con eventuale finale alle 21,20, scendono invece in pista le ragazze della staffetta.
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