Filippo Tortu resta col colpo in canna
La staffetta si incarta in semifinale e viene esclusa dalla finale per un cambio fuori zona: svanisce il sogno di un podio
2 MINUTI DI LETTURA
BERLINO. Alla fine Filippo Tortu e la staffetta 4x100 restano col colpo in canna. Niente finale col botto per gli azzurri della velocità nell’ultima giornata degli Europei di Berlino. Il quartetto azzurro, che aveva Tortu come ultimo frazionista, nella sua semifinale si era piazzato al terzo posto con 38”82, ma è stato squalificato per un errato passaggio di testimone e non ha dunque potuto prendere parte alla finale per il titolo continentale.
Grande delusione per gli azzurri, che oltre al velocista sardo-brianzolo schieravano Fausto Desalu, reduce dall’eccellente 20”13 nei 200 metri piani. Gli azzurri erano riusciti nell’impresa nonostante qualche problema fisico accusato da Manenti, terzo frazionista, e poi da Tortu, quarto. Il “disastro” è avvenuto al secondo cambio di testimone: nel passaggio tra Desalu e Davide Manenti qualcosa va storto e i giudici non possono fare altro che squalificare l’Italia per cambio fuori settore ed escluderla dalla finale. Una finale che manca addirittura da vent’anni, ovvero da Budapest 1998. Il titolo europeo è andato alla Gran Bretagna, medaglia d’oro in 37”80 davanti alla Turchia (37”98, straordinaria ultima frazione di Guliyev) e Olanda (38”03).
La 4x400 femminile è invece finita settima con il primato stagionale nella finale degli Europei, miglior risultato azzurro dell’ultima serata di competizioni. L’assenza di Anna Bongiorni rimescola le carte rispetto ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona e il quartetto che affronta il palcoscenico stellare dell’Olympiastadion è Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Irene Siragusa, Audrey Alloh. Italia che fa il proprio dovere (43.42) sforbiciando oltre tre decimi al tempo della batteria di due ore prima (43.73) ma le medaglie abitano su un altro pianeta. L’oro, in particolare: 41.88 della Gran Bretagna, terzo titolo a Berlino per l’indomabile Dina Asher-Smith e terzo primato mondiale stagionale dopo i 100 e i 200. La britannica, nel complesso la più titolata di questa edizione degli Europei, si accoda alle uniche altre due sprinter della storia capaci di abbinare gli ori di 100, 200 e 4x100: Petra Vogt nel 1969 e Katrin Krabbe nel 1990. L’argento è dell’Olanda di Dafne Schippers (in prima frazione), 42.15, il bronzo della Germania (42.23) fa esplodere gli oltre quarantamila in tribuna. Per le azzurre, tre cambi tutto sommato dignitosi.
Grande delusione per gli azzurri, che oltre al velocista sardo-brianzolo schieravano Fausto Desalu, reduce dall’eccellente 20”13 nei 200 metri piani. Gli azzurri erano riusciti nell’impresa nonostante qualche problema fisico accusato da Manenti, terzo frazionista, e poi da Tortu, quarto. Il “disastro” è avvenuto al secondo cambio di testimone: nel passaggio tra Desalu e Davide Manenti qualcosa va storto e i giudici non possono fare altro che squalificare l’Italia per cambio fuori settore ed escluderla dalla finale. Una finale che manca addirittura da vent’anni, ovvero da Budapest 1998. Il titolo europeo è andato alla Gran Bretagna, medaglia d’oro in 37”80 davanti alla Turchia (37”98, straordinaria ultima frazione di Guliyev) e Olanda (38”03).
La 4x400 femminile è invece finita settima con il primato stagionale nella finale degli Europei, miglior risultato azzurro dell’ultima serata di competizioni. L’assenza di Anna Bongiorni rimescola le carte rispetto ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona e il quartetto che affronta il palcoscenico stellare dell’Olympiastadion è Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Irene Siragusa, Audrey Alloh. Italia che fa il proprio dovere (43.42) sforbiciando oltre tre decimi al tempo della batteria di due ore prima (43.73) ma le medaglie abitano su un altro pianeta. L’oro, in particolare: 41.88 della Gran Bretagna, terzo titolo a Berlino per l’indomabile Dina Asher-Smith e terzo primato mondiale stagionale dopo i 100 e i 200. La britannica, nel complesso la più titolata di questa edizione degli Europei, si accoda alle uniche altre due sprinter della storia capaci di abbinare gli ori di 100, 200 e 4x100: Petra Vogt nel 1969 e Katrin Krabbe nel 1990. L’argento è dell’Olanda di Dafne Schippers (in prima frazione), 42.15, il bronzo della Germania (42.23) fa esplodere gli oltre quarantamila in tribuna. Per le azzurre, tre cambi tutto sommato dignitosi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
