«Col Sassuolo sarà un’altra storia»
di Roberto Muretto
Rolando Maran analizza gli errori e volta pagina: «Non siamo quelli visti a Empoli, i ragazzi hanno voglia di riscatto»
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INVIATO A EMPOLI. «Se il Cagliari fosse quello visto a Empoli ci sarebbe da preoccuparsi». Rolando Maran il giorno dopo non ha ancora del tutto metabolizzato la sconfitta. Il tecnico rossoblù è deluso per come la squadra ha giocato, perchè non è stato messo in pratica nulla di quanto studiato durante la settimana. Ma è troppo esperto per non sapere che a inizio stagione una giornata storta può capitare, anche se nessuno si aspettava una prestazione così deludente dopo il convincente pre-campionato. «Mai avevamo commesso errori del genere - le sue parole a mente fredda - e questo in qualche modo mi conforta perchè noi non possiamo essere quelli visti al “Castellani”, anzi, non lo siamo proprio e lo abbiamo già dimostrato. Quando si sbaglia ne va preso atto, poi bisogna fare in modo che non succeda più. Ai ragazzi dirò questo alla ripresa degli allenamenti».
Delusione. Tanta amarezza nelle parole del mister, ma anche tra i tifosi che stanno investendo sulle potenzialità della squadra. La conferma sono il numero degli abbonamenti, quota diecimila è vicinissima. «Dispiace anche per questo - aggiunge l’allenatore trentino -. Ho sempre detto che noi la stima dei nostri supporter ce la dobbiamo guadagnare sul campo. Domenica erano in tanti, ci sono rimasto male anche per loro. Anche i ragazzi erano mortificati, dispiaciuti. L’ho subito percepito nello spogliatoio a fine gara. Ho visto nei loro occhi voglia di riscatto, se avessero potuto sarebbero tornati subito in campo per rifarsi. Questo mi fa essere fiducioso per la partita di domenica contro il Sassuolo».
Errori. Sono stati due in particolare: troppo i passaggi sbagliati, anche quelli più elementari, pressing sterile e fatto senza coordinazione, tanto che per la formazione toscana è stato un gioco da ragazzi neutralizzarlo. La circolazione della palla è stata lenta e senza fantasia. Molte le giocate in orizzontale e pochissime verticalizzazioni. Per non contare i lanci lunghi, sono stati più di trenta e hanno agevolato il compito degli avversari. In sintesi: a tratti si è rivisto il Cagliari della passata stagione e alcuni difetti che sembravano cancellati sono tornati a galla. Parlare di mal di trasferta forse è esagerato, sta alla squadra smentire gli scettici.
Riscatto. È banale dire: “siamo solo alla prima giornata”. Lo è perchè quando inizi contro un avversario che sulla carta è una diretta concorrente per la salvezza e perdi in modo così netto, la settimana successiva ti metti già nella condizione di non poter sbagliare. Rischi di trovarti, dopo appena due giornate, in una situazione complicata. E quano si va in campo consapevoli che devi fare risultato a tutti i costi, la pressione è tutta dalla tua parte. Se non la sai gestire, le difficoltà aumentano.
Il prossimo avversario. La prima alla “Sardegna Arena” sarà contro il Sassuolo, che domenica si è tolto lo sfizio di dare un dispiacere all’Inter, candidata al ruolo di anti Juventus. Sulla panchina degli emiliani c’è l’emergente Roberto de Zerbi, tecnico che fa giocare bene le sue squadre e lo ha dimostrato nel primo tempo con i nerazzurri, messi sotto senza tanti complimenti. Dal Cagliari è lecito aspettarsi una prova d’orgoglio, una reazione immediata per confermare che lo scivolone di Empoli è stato un incidente di percorso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Delusione. Tanta amarezza nelle parole del mister, ma anche tra i tifosi che stanno investendo sulle potenzialità della squadra. La conferma sono il numero degli abbonamenti, quota diecimila è vicinissima. «Dispiace anche per questo - aggiunge l’allenatore trentino -. Ho sempre detto che noi la stima dei nostri supporter ce la dobbiamo guadagnare sul campo. Domenica erano in tanti, ci sono rimasto male anche per loro. Anche i ragazzi erano mortificati, dispiaciuti. L’ho subito percepito nello spogliatoio a fine gara. Ho visto nei loro occhi voglia di riscatto, se avessero potuto sarebbero tornati subito in campo per rifarsi. Questo mi fa essere fiducioso per la partita di domenica contro il Sassuolo».
Errori. Sono stati due in particolare: troppo i passaggi sbagliati, anche quelli più elementari, pressing sterile e fatto senza coordinazione, tanto che per la formazione toscana è stato un gioco da ragazzi neutralizzarlo. La circolazione della palla è stata lenta e senza fantasia. Molte le giocate in orizzontale e pochissime verticalizzazioni. Per non contare i lanci lunghi, sono stati più di trenta e hanno agevolato il compito degli avversari. In sintesi: a tratti si è rivisto il Cagliari della passata stagione e alcuni difetti che sembravano cancellati sono tornati a galla. Parlare di mal di trasferta forse è esagerato, sta alla squadra smentire gli scettici.
Riscatto. È banale dire: “siamo solo alla prima giornata”. Lo è perchè quando inizi contro un avversario che sulla carta è una diretta concorrente per la salvezza e perdi in modo così netto, la settimana successiva ti metti già nella condizione di non poter sbagliare. Rischi di trovarti, dopo appena due giornate, in una situazione complicata. E quano si va in campo consapevoli che devi fare risultato a tutti i costi, la pressione è tutta dalla tua parte. Se non la sai gestire, le difficoltà aumentano.
Il prossimo avversario. La prima alla “Sardegna Arena” sarà contro il Sassuolo, che domenica si è tolto lo sfizio di dare un dispiacere all’Inter, candidata al ruolo di anti Juventus. Sulla panchina degli emiliani c’è l’emergente Roberto de Zerbi, tecnico che fa giocare bene le sue squadre e lo ha dimostrato nel primo tempo con i nerazzurri, messi sotto senza tanti complimenti. Dal Cagliari è lecito aspettarsi una prova d’orgoglio, una reazione immediata per confermare che lo scivolone di Empoli è stato un incidente di percorso.
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