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Carli e il “suo” Cagliari: «Siamo sereni»

di Mario Frongia
Carli e il “suo” Cagliari: «Siamo sereni»

Il direttore sportivo minimizza il ko di Empoli: «Può capitare, ma sono sicuro che la squadra reagirà già con il Sassuolo»

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CAGLIARI. Da Han a Pavoletti, passando per Dessena, Cigarini e Andreolli. Marcello Carli conta i minuti che portano al Sassuolo. La batosta all'esordio a Empoli - per atteggiamento, approccio e gambe più che nel risultato - non è facile da digerire. Specie per uno che proprio a Empoli ha dato l'anima da calciatore e da dirigente. «La brutta partita di domenica non ce l'aspettavamo. Ma adesso, si deve pensare solo al lavoro e alla concentrazione per la prossima. Garantiremo al mister la serenità del suo operare quotidiano. C'è tempo, non abbiamo fretta e siamo sicuri di esserci mossi al meglio anche nella campagna acquisti e cessioni. L'obiettivo? Ci interessava rinforzare l'organico per evitare le sofferenze della passata stagione». Pragmatico, diretto, con pochi fronzoli. Il bilancio del direttore sportivo del Cagliari ha il segno più. Il dirigente ne ha viste tante. E spiega: «Abbiamo una rosa con i numeri giusti e ben amalgamata. Ma vorrei premettere un aspetto: ci ha tenuto bloccati il caso Joao Pedro».

Il tema giovani è uno dei pilastri della filosofia societaria. Carli rimarca un aspetto: «Han, Colombatto e Deiola rischiavano di giocare poco. Li abbiamo mandati in società serie a fare minutaggio. Torneranno utili e saranno il futuro del club. Anche i più rappresentativi, come Faragò, Cragno e i veterani, Da Padoin a Cigarini, Dessena, Sau sono con noi. Io non avevo mandato per vendere nessuno a tutti i costi. D'altronde, il mercato è fatto di opportunità, opzioni e incastri. Si vive sul presente e si programma sul futuro». Il manifesto del ds è nitido. «I nostri ragazzi vengono da una stagione di sofferenza, hanno voglia di riscatto e desiderano confermare quanto siano attaccati ai colori sociali. Andreolli? Sa anche lui quanto sia stato duro il campionato scorso. Adesso, è rimasto con noi e da come si sta allenando, sono fiducioso». Carli spalma certezze e coccola i suoi. La posta in gioco è alta. Spesso, competenza, conoscenze e mestiere non sono sufficienti a fare gol. «Cerri doppione di Pavoletti? Ma quando mai. Leonardo è stato il capocannoniere della squadra con 11 reti, è un capitolo chiave del gruppo, lo metteremo in condizione di fare sempre meglio. Mentre Alberto viene da una stagione importante in B. Siamo completi in tutti i ruoli. E sbaglia di grosso chi pensa che Pavoletti fosse sul mercato». Preciso, lesto nel mettere i puntini dove servono. La mission passa dagli acquisti: provenienti dall'estero e con curriculum inattaccabili. «Al gruppo storico abbiamo aggiunto giocatori con esperienza maturate su scala internazionale. Srna, Klavan, lo stesso Bradaric, ci danno personalità, mestiere, solidità e tecnica». Sui pezzi pregiati tenuti con forza, Carli va dritto come un Pendolino: «Ionita costa caro e non abbiamo abbassato il prezzo. Per Barella il presidente Giulini ha fatto uno sforzo importante per tenerlo. Nicolò è forte e può solo migliorare».

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