la famiglia
Papà Salvino: «Ero teso come prima di una gara»
TEMPIO. «Per me è stato un momento di commozione allo stato puro, mi sono scese più volte anche le lacrime». Così Salvino Tortu, tempiese doc, ha esternato qual è stato il suo stato d’animo durante...
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TEMPIO. «Per me è stato un momento di commozione allo stato puro, mi sono scese più volte anche le lacrime». Così Salvino Tortu, tempiese doc, ha esternato qual è stato il suo stato d’animo durante la cerimonia svoltasi in Comune in onore di suo figlio Filippo, neo-cittadino onorario tempiese.
«È come se da Tempio non fossi mai andato via – ha continuato – perché tantissima gente mi ha salutato, incluso compagni di scuola che non vedevo da 40 anni, ex professori e amici d’infanzia. Mi sono sentito a casa come non mai». Poi Salvino ricorda come ha iniziato a correre. «Da ragazzo – ha proseguito – giocavo a tennis e il nostro professore di ginnastica del liceo Piero Lenzi mi disse che secondo lui potevo fare lo sprinter. Lui si accorse che avevo le qualità per farcela. E così mi invitò ad andare al Demuro per fare le selezioni comunali per i giochi della gioventù che ho vinto. All’epoca mi allenavo al Demuro, al boschetto e poi in un rettilineo che c’era di fianco alla ferrovia vicino alla stazione. Ho vinto diverse gare e poi mi sono tesserato con i Vigili del Fuoco di Sassari e in seguito con la Torres dove il mio allenatore era Mauro Doppiu, che è venuto a trovarmi in questa occasione».
«La cosa che mi ha colpito di più – ha aggiunto Tortu senior – è che noi proviamo felicità e gioia quando corriamo, io preparo Filippo per avere la concentrazione e l’adrenalina giusta per correre e vincere davanti a 70.000 persone. In Comune a Tempio invece la sensazione è stata completamente diversa dalle gare, eravamo davvero commossi sia io che mio figlio».
Poi Salvino ricorda la sua carriera di velocista. «Ho un record personale di 10”6 sui 100 e ho vinto un titolo mondiale master. Ho sempre corso per divertirmi, professor Lenzi che era sempre sorridente mi ha insegnato che bisogna fare sport con gioia. Ed è quello che ho trasmesso a Filippo, deve fare risultato divertendosi». Ed ora sarebbe bello che Filippo Tortu inaugurasse la nuova pista d’atletica appena rifatta del Nino Manconi, magari con una gara ad hoc. Perché no?
Marco Giordo
«È come se da Tempio non fossi mai andato via – ha continuato – perché tantissima gente mi ha salutato, incluso compagni di scuola che non vedevo da 40 anni, ex professori e amici d’infanzia. Mi sono sentito a casa come non mai». Poi Salvino ricorda come ha iniziato a correre. «Da ragazzo – ha proseguito – giocavo a tennis e il nostro professore di ginnastica del liceo Piero Lenzi mi disse che secondo lui potevo fare lo sprinter. Lui si accorse che avevo le qualità per farcela. E così mi invitò ad andare al Demuro per fare le selezioni comunali per i giochi della gioventù che ho vinto. All’epoca mi allenavo al Demuro, al boschetto e poi in un rettilineo che c’era di fianco alla ferrovia vicino alla stazione. Ho vinto diverse gare e poi mi sono tesserato con i Vigili del Fuoco di Sassari e in seguito con la Torres dove il mio allenatore era Mauro Doppiu, che è venuto a trovarmi in questa occasione».
«La cosa che mi ha colpito di più – ha aggiunto Tortu senior – è che noi proviamo felicità e gioia quando corriamo, io preparo Filippo per avere la concentrazione e l’adrenalina giusta per correre e vincere davanti a 70.000 persone. In Comune a Tempio invece la sensazione è stata completamente diversa dalle gare, eravamo davvero commossi sia io che mio figlio».
Poi Salvino ricorda la sua carriera di velocista. «Ho un record personale di 10”6 sui 100 e ho vinto un titolo mondiale master. Ho sempre corso per divertirmi, professor Lenzi che era sempre sorridente mi ha insegnato che bisogna fare sport con gioia. Ed è quello che ho trasmesso a Filippo, deve fare risultato divertendosi». Ed ora sarebbe bello che Filippo Tortu inaugurasse la nuova pista d’atletica appena rifatta del Nino Manconi, magari con una gara ad hoc. Perché no?
Marco Giordo
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