rolando maran
«Loro sono forti ma noi abbiamo le potenzialità per fare bene»
CAGLIARI. Vigilia con mezzo sorriso in casa Cagliari. Rolando Maran ritrova Castro e sa di poter contare su Srna e Klavan, autori di un debutto più che positivo contro il Sassuolo. «Ogni minuto è...
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CAGLIARI. Vigilia con mezzo sorriso in casa Cagliari. Rolando Maran ritrova Castro e sa di poter contare su Srna e Klavan, autori di un debutto più che positivo contro il Sassuolo. «Ogni minuto è ottimo per far cementare l'intesa tra i ragazzi. Questo è un mese particolare, anche per la sosta delle nazionali: ciascun allenamento sarà prezioso». L'acchito porta a Barella, convocato con Cerri e Romagna per l'Under 21 ma in odore di nazionale maggiore: «Ha già un alto profilo con molti margini di miglioramento».
Tutto fila. Ma la vigilia del match di Bergamo contro un'Atalanta che va già a mille e ha dentro le tossine per l'eliminazione dall'Europa League, non può essere rilassante. L'allenatore del Cagliari riflette: «Loro sono temibili per fisicità e condizione: vengono da sei, sette partite ufficiali. Penso sia il peggiore avversario che si potesse trovare in questa fase della stagione. Ripeto, noi stiamo crescendo, la squadra risponde bene ma occorre lavorare e mettere minuti nelle gambe, specie di quanti sono arrivati dopo». Il riferimento a Bradaric è perfetto. Intanto, il regista vice campione del mondo a Russia 2018 si avvicina rapidamente alla maglia. «Sì, Filip sta crescendo molto, lo vedo anche in allenamento, la condizione è alla pari degli altri». Insomma, è ballottaggio tra il croato e Cigarini.
Maran parla di Castro (“Sta bene, rientra") e passa agli avversari. «Hanno gamba e qualità. Stanchi dopo Roma e Copenaghen? No, hanno fatto turn over». Sul giocatore da levare all'undici di Gasperini, poche storie: «Non faccio nomi, altrimenti va a finire che mi gufo da solo. Dico l'intero collettivo». Sul suo Cagliari il tecnico trentino amplia l'analisi: «Dobbiamo mostrare identità e personalità. A Bergamo ci sarà da stare compatti e corti per evitare di offrire superiorità numerica. Poi, proveremo a stare anche alti, così da poter ripartire e far male. Vedremo come si mette la gara: se dovessimo aspettarli, servirà pazienza».
Quella, ad esempio, di Padoin. «Ha giocato con il Sassuolo da terzino sinistro, ma Lykogiannis e Pajac non sono bocciati, devono lavorare su alcuni meccanismi tattici. Padoin è talmente intelligente ed esperto che può giocare ovunque. Sa leggere molto bene le situazioni di gioco».
Mario Frongia
Tutto fila. Ma la vigilia del match di Bergamo contro un'Atalanta che va già a mille e ha dentro le tossine per l'eliminazione dall'Europa League, non può essere rilassante. L'allenatore del Cagliari riflette: «Loro sono temibili per fisicità e condizione: vengono da sei, sette partite ufficiali. Penso sia il peggiore avversario che si potesse trovare in questa fase della stagione. Ripeto, noi stiamo crescendo, la squadra risponde bene ma occorre lavorare e mettere minuti nelle gambe, specie di quanti sono arrivati dopo». Il riferimento a Bradaric è perfetto. Intanto, il regista vice campione del mondo a Russia 2018 si avvicina rapidamente alla maglia. «Sì, Filip sta crescendo molto, lo vedo anche in allenamento, la condizione è alla pari degli altri». Insomma, è ballottaggio tra il croato e Cigarini.
Maran parla di Castro (“Sta bene, rientra") e passa agli avversari. «Hanno gamba e qualità. Stanchi dopo Roma e Copenaghen? No, hanno fatto turn over». Sul giocatore da levare all'undici di Gasperini, poche storie: «Non faccio nomi, altrimenti va a finire che mi gufo da solo. Dico l'intero collettivo». Sul suo Cagliari il tecnico trentino amplia l'analisi: «Dobbiamo mostrare identità e personalità. A Bergamo ci sarà da stare compatti e corti per evitare di offrire superiorità numerica. Poi, proveremo a stare anche alti, così da poter ripartire e far male. Vedremo come si mette la gara: se dovessimo aspettarli, servirà pazienza».
Quella, ad esempio, di Padoin. «Ha giocato con il Sassuolo da terzino sinistro, ma Lykogiannis e Pajac non sono bocciati, devono lavorare su alcuni meccanismi tattici. Padoin è talmente intelligente ed esperto che può giocare ovunque. Sa leggere molto bene le situazioni di gioco».
Mario Frongia
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