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Sibilia-Gravina, volata a due per la Figc

Sibilia-Gravina, volata a due per la Figc

Vertice a Palazzo Chigi: Lega Pro, dilettanti, arbitri e giocatori uniti al voto

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ROMA. Uniti al traguardo. Le quattro componenti “ribelli” al commissariamento della Figc viaggiano spedite verso la data del 22 ottobre quando andrà in scena l'assemblea elettiva. Cosimo Sibilia (Lega nazionale dilettanti), Gabriele Gravina (Lega Pro), Damiano Tommasi (Aic) e Marcello Nicchi (Aia) ne hanno discusso ieri col sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti. «Abbiamo parlato di politica sportiva. Ci siamo presentati come un gruppo molto compatto. Siamo consapevoli del fatto che dobbiamo dare alla federazione una governance eletta democraticamente» le parole di Gravina all'uscita da Palazzo Chigi. L'appuntamento di Fiumicino sarà all'insegna delle vecchie regole elettorale ma con i doveri imposti dalla Legge 8 sul limite dei mandati. Fuori gioco quindi Abete, con lo stesso Gravina e Sibilia potenziali candidati alla poltrona di via Allegri occupata dal commissario straordinario Fabbricini. «Ma non si è discusso del nome del candidato, abbiamo solo parlato di questioni che riguardano il percorso elettorale. Il candidato farà parte del 73% della coalizione che dal 18 maggio ha chiesto le elezioni» si è limitato a ribadire Sibilia, aprendo alla Lega di Serie A: «Sono assolutamente convinto che debba dare un contributo così come le altre componenti. È ovvio che l'aspirazione massima è portare tutti a condividere un percorso».

Concetto espresso anche dal capo degli arbitri, Nicchi: «Il 22 ottobre la fumata bianca arriverà sicuramente, con la condivisione di tutti ma con la scelta da parte nostra. C'è la certezza che il nostro 73% è sempre più stabile e si lavora con grande entusiasmo e serenità. Dopodiché il tavolo è aperto per tutti, nessuno vuole escludere nessuno». Per la componente arbitrale, però, sarà l'ultima tornata elettorale, come spiegato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Questo perché si voterà con il vecchio statuto. Questa decisione è stata condivisa con il Governo. Non so se si riuscirà a trovare una sintesi su una candidatura il più possibile unitaria, ma me lo auguro. Sarebbe una cosa di buonsenso. Oggi la Figc sta in piedi con i soldi della Lega di Serie A e con i contributi del Coni. Penso sia giusto trovare una condivisione».

Sul nome da candidare ancora nessuno dei “ribelli” si sbilancia, con Gravina però pronto a evidenziare come all'interno del fronte «non c'è nessuna ipotesi di conflitto».

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