La gioia di Cragno: «Realizzato un sogno»
Il portiere da Coverciano giura fedeltà alla maglia rossoblù: «Se sono stato convocato devo dire grazie al Cagliari»
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COVERCIANO. La convocazione non se l’aspettava. Quando ha letto il suo nome nella lista stilata dal ct Mancini quasi non ci credeva. Alessio Cragno sta vivendo con entusiasmo una nuova avventura. «Sono contentissimo di essere qua», le sue parole ieri nella mix zone di Coverciano. «Sono stato accolto benissimo - aggiunge il portiere del Cagliari -, anche quelli che non conoscevo sono molto disponibili con i nuovi arrivati. Non ho avuto nessun problema a inserirmi nel gruppo».
Un’esperienza importante per questo ragazzo di 24 anni sul quale il patron rossoblù, Tommaso Giulini, qualche anno ha fatto una scommessa , difendendolo anche quando ha commesso degli errori, sicuro che prima o poi avrebbe espresso il suo potenziale. «Qui il livello è alto, sono tutti portiere che hanno grandi qualità. Io sono un esordiente e cercherò di dimostrare che merito di stare qua. Ho fatto tanti sacrifici, ora comincio a raccogliere i frutti». Donnarumma, perin, Sirigu e Alessio, tutti eredi di Buffon. «Di lui non abbiamo mai parlato con gli altri colleghi. Credo che Gigi sia ancora uno dei migliori portieri del mondo, non è comune a quarant’anni giocare in un club come il Psg».
Cragno è fiorentino. Coverciano è a due passi da casa sua. «Qui è emozionante qualsiasi cosa - spiega -. Sto vivendo questa esperienza con tanto entusiasmo, so benissimo che si tratta di un’altra tappa del mio percorso di crescita». Dopo l’allarme lanciato dal ct sui giovani italiani che trovano poco spazio, questo il pensiero di Cragno: «Credo che ci siano tanti ragazzi di qualità . Da noi si tende più a perdonare un errore di un calciatore straniero, se invece lo fa un italiano viene etichettato come una meteora. Questo metro di giudizio non mi piace».
Un fiorentino che indossa la maglia viola. Domanda insidiosa che Cragno dribbla così: «Non sono quesiti a cui posso rispondere in questo momento. La Fiorentina è la squadra della mia città, credo che a chiunque possa fare piacere giocare con i colori per i quali hai un debole. Ma voglio essere molto chiaro: ora sono al Cagliari e felicissimo di stare in una società che ha progetti molto interessanti. Voglio dare il massimo per raggiungere i nostri obiettivi».
Il centrocampisa del Chelsea, Jorginho, dopo aver detto che gli manca il sole di Napoli, è entrato nel merito della nazionale. «Ho visto poco i Mondiali perché ero molto dispiaciuto, ma non vedo un'Italia troppo distante dalle nazionali che hanno fatto bene in Russia». Il centrocampista sta preparando l'esordio in Nations League domani a Bologna contro la Polonia. «Questa Nazionale non merita di stare dove si trova - ha continuato l'ex napoletano - e anche per questo siamo tutti motivati».
Il ragazzo va di corsa. Nicolò Zaniolo, classe '99, zero partite in A ma già si allena con Mancini nella Nazionale maggiore: in passato, prima di lui, solo Maccarone e Verratti che però avevano già un bel po’ di partite in B. La carriera del baby romanista invece deve ancora decollare eppure eccolo a Coverciano, a formare la pattuglia dell'Italia futura e pure già presente. Zaniolo è figlio d'arte come un altro grande talento quale Federico Chiesa. «Quando guardando la tv ho visto il mio nome tra i convocati mi sono emozionato, ho chiamato mio padre e lui si è messo a piangere - ha raccontato da Coverciano - Penso che se sono un motivo ci sarà».
Un’esperienza importante per questo ragazzo di 24 anni sul quale il patron rossoblù, Tommaso Giulini, qualche anno ha fatto una scommessa , difendendolo anche quando ha commesso degli errori, sicuro che prima o poi avrebbe espresso il suo potenziale. «Qui il livello è alto, sono tutti portiere che hanno grandi qualità. Io sono un esordiente e cercherò di dimostrare che merito di stare qua. Ho fatto tanti sacrifici, ora comincio a raccogliere i frutti». Donnarumma, perin, Sirigu e Alessio, tutti eredi di Buffon. «Di lui non abbiamo mai parlato con gli altri colleghi. Credo che Gigi sia ancora uno dei migliori portieri del mondo, non è comune a quarant’anni giocare in un club come il Psg».
Cragno è fiorentino. Coverciano è a due passi da casa sua. «Qui è emozionante qualsiasi cosa - spiega -. Sto vivendo questa esperienza con tanto entusiasmo, so benissimo che si tratta di un’altra tappa del mio percorso di crescita». Dopo l’allarme lanciato dal ct sui giovani italiani che trovano poco spazio, questo il pensiero di Cragno: «Credo che ci siano tanti ragazzi di qualità . Da noi si tende più a perdonare un errore di un calciatore straniero, se invece lo fa un italiano viene etichettato come una meteora. Questo metro di giudizio non mi piace».
Un fiorentino che indossa la maglia viola. Domanda insidiosa che Cragno dribbla così: «Non sono quesiti a cui posso rispondere in questo momento. La Fiorentina è la squadra della mia città, credo che a chiunque possa fare piacere giocare con i colori per i quali hai un debole. Ma voglio essere molto chiaro: ora sono al Cagliari e felicissimo di stare in una società che ha progetti molto interessanti. Voglio dare il massimo per raggiungere i nostri obiettivi».
Il centrocampisa del Chelsea, Jorginho, dopo aver detto che gli manca il sole di Napoli, è entrato nel merito della nazionale. «Ho visto poco i Mondiali perché ero molto dispiaciuto, ma non vedo un'Italia troppo distante dalle nazionali che hanno fatto bene in Russia». Il centrocampista sta preparando l'esordio in Nations League domani a Bologna contro la Polonia. «Questa Nazionale non merita di stare dove si trova - ha continuato l'ex napoletano - e anche per questo siamo tutti motivati».
Il ragazzo va di corsa. Nicolò Zaniolo, classe '99, zero partite in A ma già si allena con Mancini nella Nazionale maggiore: in passato, prima di lui, solo Maccarone e Verratti che però avevano già un bel po’ di partite in B. La carriera del baby romanista invece deve ancora decollare eppure eccolo a Coverciano, a formare la pattuglia dell'Italia futura e pure già presente. Zaniolo è figlio d'arte come un altro grande talento quale Federico Chiesa. «Quando guardando la tv ho visto il mio nome tra i convocati mi sono emozionato, ho chiamato mio padre e lui si è messo a piangere - ha raccontato da Coverciano - Penso che se sono un motivo ci sarà».
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