Fabio Aru stringe i denti: la Vuelta non è ancora finita
Il cavaliere dei Quattro Mori guadagna una manciata di secondi sulla maglia rossa. Tredicesima tappa a Oscar Rodriguez
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ROMA. Lo spagnolo Oscar Rodriguez ha vinto per distacco la 13ma tappa della Vuelta, da Candás Carreño a Valle de Sabero, di 178 chilometri, con arrivo in salita a La Camperona. Il portacolori della Euskadi-Murias ha preceduto il polacco Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) di 19” e il belga Dylan Teuns (BMC Racing Team) di 30”. Il gruppo della maglia rossa, Jesus Herrada, è arrivato alla spicciolata, con un ritardo superiore ai 2'30”, con Nairo Quintana che ha guadagnato 6” su Simon Yates. In classifica ora, Herrada ha un vantaggio su Yates di 1'42” (ieri ne aveva 3'22”), con Quintana terzo a 1'50” e Valverde quarto a 1'54”. Fabio Aru è il primo degli italiani con un ritardo di 4'19” ma due posizioni indietro nella classifica generale (ora è 17esimo).
Il cavaliere di Quattro Mori è arrivato col gruppo dei migliori fino all’ultima asperità della giornata. Poi,quanto Quintana ha forzato il ritmo, ha perso il terreno. Paradossalmente nel tratto meno duro della salita. Il ritardo si è fatto subito pesante (una quarantina di secondi) ma Fabio ha stretto i denti ed è riuscito a ripartire limitando i danni. Negli ultimi due chilometri, quelli con pendenze da capogiro, ha anche dato l’impressione di aver ritrovato la pedalata dei giorni migliori. Certo il distacco in classifica è pesante per sperare in un recupero ma la Vuelta non è ancora finita e gli arrivi di ieri dell’altro ieri hanno dimostrato che tutto è ancora possibile.
Oggi la corsa spagnola sale ancora. La quattordicesima tappa, Cistierna-Les Praeres, km 171, avrà un finale difficile. Un arrivo breve ma micidiale: 4 km al 12,5% medio, e punte del 17%. Domenica infine una altro traguardo in salita ai Lagos de Covadonga, nelle Asturie. Insomma chi ha energie può ancora recitare un ruolo di primo piano. E Fabio può ancora togliersi qualche soddisfazione. Più indietro gli altri azzurri con Vincenzo Nibali che ha messo da parte ogni velleità e sta lavorando per farsi trovare pronto ai Mondiali.
Il cavaliere di Quattro Mori è arrivato col gruppo dei migliori fino all’ultima asperità della giornata. Poi,quanto Quintana ha forzato il ritmo, ha perso il terreno. Paradossalmente nel tratto meno duro della salita. Il ritardo si è fatto subito pesante (una quarantina di secondi) ma Fabio ha stretto i denti ed è riuscito a ripartire limitando i danni. Negli ultimi due chilometri, quelli con pendenze da capogiro, ha anche dato l’impressione di aver ritrovato la pedalata dei giorni migliori. Certo il distacco in classifica è pesante per sperare in un recupero ma la Vuelta non è ancora finita e gli arrivi di ieri dell’altro ieri hanno dimostrato che tutto è ancora possibile.
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